Gestione del Mose: inizia a prendere forma l’Autorità per la laguna di Venezia

L’organismo sarà operativo entro dicembre. Presentati i nuovi direttori tecnico e amministrativo.

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Comincia a prendere forma e punta a essere operativa entro fine anno l’Autorità per la Laguna di Venezia, struttura destinata a subentrare nelle funzioni di gestione e manutenzione del Mose, ma anche di valorizzazione e implementazione del patrimonio di conoscenze, lo sviluppo di tecnologie marine, la prevenzione delle conseguenze dei cambiamenti climatici, la tutela e la salvaguardia delle lagune e degli ambienti umidi.

Il presidente, Roberto Rossetto, ha intanto presentato a Venezia i due direttori dell’Autorità: quello tecnico, Valerio Volpe, proveniente dal Provveditorato alle opere pubbliche per il NordEst e già responsabile unico del procedimento per il Mose; e quello amministrativo, Pierpaolo Cautela, già nel Comitato bilancio dell’Ocse e dirigente della Ragioneria Generale dello Stato. A questo tridente si affiancheranno a breve altri 45 dipendenti, in parte trasferiti dallo stesso Provveditorato, per cui il Mit ha già disposto le risorse.

Il bilancio verrà sottoposto entro ottobre ai pareri di Mit e Mef, per il trasferimento poi dei fondi del per la gestione del Mose all’Autorità che sarà così pienamente operativa. Il fabbisogno annuale fissato per legge è di 63 milioni di euro all’anno, «anche se – ha osservato Rossetto – l’ex Provveditore aveva indicato una cifra di 114 milioni, e mi sembra una cifra più congrua. Ma sono confidente che, anche con un confronto con i ministeri, vi sia una risposta positiva».

Nel frattempo, Rossetto ha anche nominato un Comitato scientifico, di durata triennale e a titolo gratuito, che affiancherà l’Autorità negli studi e gli approfondimenti «per un Mose 2.0», come l’ha definito il presidente. Ne fanno parte Andrea Rinaldo (coordinatore), esperto di difesa idraulica e di ingegneria ambientale, Nobel dell’Acqua nel 2023; Carlo Barbante, presidente del Centro di Studi e di Ricerca internazionale sui Cambiamenti Climatici; Andrea D’Alpaos, idrologo e professore di costruzioni idrauliche e marittime; Antonio Foscari Widmann Rezzonico, architetto e professore di storia dell’architettura; Maria Berica Rasotto, naturalista e biologa marina.

«La frammentazione delle competenze dei processi di governo della laguna – ha osservato Rossetto – ha generato la moltiplicazione di studi, ricerche e monitoraggi ambientali che non trovano una sintesi utile a governare un’unica strategia ecologica per la laguna. Questa è la vera sfida di cui l’Autorità dovrà farsi carico. La definizione degli obiettivi deve basarsi sul mantenimento e miglioramento dello stato ecologico della laguna, deve garantire la conservazione e la evoluzione dei sistemi economici come la pesca, operando con azioni ambientali integrate anche con gli aspetti socio-economici».

Nel frattempo si sta lavorando al ciclo delle manutenzioni alle paratoie del Mose di Venezia, che comprende smontaggio, sostituzione, trasporto all’officina dove vengono pulite, riparate dalla corrosione e riverniciate. Un compito ora gestito dal Consorzio Venezia Nuova in liquidazione, ma che dovrà venire trasferito alla nuova societàin house”, anch’essa in via di costituzione.

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