Sulle polemiche montanti attorno alla nomina del neo direttore musicale del “Teatro La Fenice” di Venezia di Beatrice Venezi, con le rappresentanze sindacali del teatro che hanno proclamato lo sciopero e quelle di altre orchestre che criticano la sua nomina senza prima passare attraverso l’approvazione degli orchestrali, interviene il sindaco di Venezia e presidente della Fondazione “Teatro La Fenice”, Luigi Brugnaro, secondo cui «sono convinto che la nomina di Venezi potrebbe dare grande speranza al Teatro. Perché puntare su una giovane di 35 anni, che ovviamente non ha l’esperienza di uno di settanta, ci propone delle sfide importanti».
Brugnaro, all’uscita dall’incontro – durato oltre 3 ore – al Teatro La Fenice con i rappresentanti delle Rsu e il sovrintendente Nicola Colabianchi, ha espresso la sua «intenzione e volontà di continuare a tenere aperto un canale di ascolto e di dialogo», anche se si prospetta un muro contro muro. «Ho detto che il sovrintendente ha la mia fiducia, ha scelto in un certo modo, ha anche ammesso che la procedura è stata sbagliata, lo ha scritto in una lettera pubblica ai dipendenti. Poche persone ho visto farlo. Ha fatto un atto di coraggio. Questa è la situazione di oggi. Muro contro muro non serve a niente» ha spiegato Brugnaro.
«Con il maestro Venezi ho parlato, mi ha fatto una bella impressione, è stata colpita. È una persona molto tenace» ha detto Brugnaro che alla domanda se la Venezi abbia mai pensato di fare un passo indietro, ha risposto «ma perché dovrebbe farlo. Io lo sconsiglierei. Io gli ho detto “guarda non ti sognare”. Si tratterà di quello che deve fare».
Alla domanda se come direttore musicale Venezi farebbe anche la programmazione, Brugnaro ha detto che «anche oggi il sovrintendete parlava di questo. Non hanno fatto dire al provveditore qual è il progetto artistico, lei collaborerà e noi vorremmo che il Coro e l’Orchestra, che sono fondamentali, collaborassero».
Quanto allo sciopero proclamato che farà saltare la “prima” di Wozzeck del 17 ottobre, Brugnaro ha detto «sono liberi di farlo, è un dialogo, “La Fenice” è un grande teatro, massimo rispetto per tutti e staremo a vedere. Io ho dato la disponibilità. Quando è bruciato ci ho messo tanti soldi perché per me è come una famiglia e li rispetto da sempre».
Sulla polemica della nomina di Venezi guidata più dal bilancino della politica che dall’esperienza, Brugnaro ha detto che «c’è sempre stato e ci sarà sempre il peso della politica. È inevitabile sia così, per fortuna. Io sarei per lo “spoils system”, manderei via tutti quando c’è uno nuovo. Potremo essere un elemento di novità per le Fondazioni liriche. Venezia è sempre stata un luogo di sperimentazione. Potremmo diventare un teatro di sperimentazione. Di questo bisogna parlare con gli orchestrali. Io non sono maestro d’orchestra e musicista. Secondo me, il primo concerto che Venezi farà a “La Fenice” faremo il tutto esaurito e raddoppieremo il prezzo dei biglietti».
E quanto alla presunta fuga dagli abbonamenti, per Brugnaro «quelli cancellati sono tre e ne abbiamo sottoscritti venti, a oggi questo è il dato. Abbiamo avuto la promessa che qualcuno non rinnova l’abbonamento. Quei palchi che sono prenotati da anni secondo me troveranno immediatamente un acquirente penso a prezzi più alti».
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