Prima approvazione da parte dell’Aula della Camera al disegno di legge costituzionale di riforma dello statuto di Autonomia speciale del Trentino Alto Adige con 192 “Sì”, 32 astenuti e nessun contrario. Il testo ora passa all’esame del Senato che per il via libera definitivo necessita di quattro letture, con l’approvazione finale che si prevede avvenga entro la primavera 2026.
Il provvedimento modifica, tra l’altro, la denominazione della Regione contenuta nello Statuto, aggiungendo la denominazione in lingua tedesca, e delle Province, qualificando queste ultime come autonome e interviene sui limiti che la Regione deve rispettare nell’ambito delle proprie potestà legislative, rispettivamente, esclusiva e concorrente. Tra le novità la competenza prioritaria sul governo del territorio ma anche sulla gestione della fauna selvatica.
Il 12 giugno scorso, il Consiglio dei ministri, alla presenza dei presidenti della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, e di quella di Trento, Maurizio Fugatti, aveva approvato all’unanimità il disegno di legge costituzionale di riforma dello Statuto di autonomia della Regione Trentino Alto Adige/Südtirol. La riforma è stata innescata dall’interpretazione restrittiva della legislazione autonoma da parte della Corte costituzionale, in particolare dopo la riforma costituzionale del 2001 approvata dal centro sinistra.
Nella sua dichiarazione programmatica di governo del 2022, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha promesso di ripristinare gli standard di Autonomia speciale del 1992. Il presidente Kompatscher ha presentato una proposta di riforma nel 2023, sulla base della quale sono stati condotti intensi negoziati, conclusi a dicembre 2024. Dopo i pareri favorevoli dei due Consigli provinciali e del Consiglio regionale, il governo aveva approvato il disegno di legge dando il via al lungo iter di riforma costituzionale con quattro letture.
Il disegno di legge introduce una serie modifiche. Eliminazione dei precedenti ostacoli alla legislazione autonoma, come il riferimento alle “disposizioni fondamentali delle riforme economico-sociali” che nel territorio non avranno più vigore. Definizione delle competenze legislative di Alto Adige e Trentino come «esclusive». Nuova competenza in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecologia, compresa la gestione della fauna selvatica, con effetti su numerosi ambiti amministrativi. Responsabilità dei presidenti delle due province in materia di tutela della fauna selvatica (ad es. orso e lupo). Rafforzamento delle disposizioni attuative: in futuro serviranno a coordinare la legislazione statale e quella autonoma, tenendo conto delle condizioni particolari dell’Autonomia speciale. Introduzione di una clausola di salvaguardia del livello di Autonomia speciale: le future modifiche allo statuto richiedono il parere favorevole dei due Consigli provinciali. Senza di essi, il livello di Autonomia speciale esistente non può essere ridotto.
Le opposizioni, che si sono in parte astenute e in parte hanno votato a favore, hanno parlato di un provvedimento di «mero lifting», un «aggiornamento» dello Statuto senza sostanziali passi avanti. Soddisfatto il centrodestra che ha evidenziato, con il relatore Alessandro Urzì (FdI) la «qualità degli obiettivi raggiunti».
Il primo voto avvenuto senza alcun contrario è salutato positivamente dal ministro agli Affari regionali e autonomie, Roberto Calderoli: «con il via libera della Camera, la riforma dello Statuto del Trentino Alto Adige ottiene un primo, storico, risultato parlamentare. A fine settembre la commissione aveva fornito l’assist e oggi l’Aula segna il primo gol della partita, nel rispetto dei tempi previsti e consolidando l’accordo raggiunto tra il Governo centrale e le Province autonome di Trento e di Bolzano. Una cosa è certa: il voto di oggi ci avvicina ancora di più alla meta, e sono davvero orgoglioso di poter fare la mia parte a tutela dell’autonomia, che è la mia ragione di vita».
«È un’ottima notizia. Già i lavori preparatori nelle commissioni parlamentari si erano svolti in modo molto veloce e costruttivo e, adesso, in aula, si è potuto procedere con tempi molto brevi. Questo sicuramente è positivo, si vede che la maggioranza ha l’intenzione e la determinazione di onorare i propri impegni, ma anche l’opposizione sembra che non voglia fare ostruzioni e questo è sicuramente un buon segno – ha detto il presidente della Provincia di Bolzano e della Regione Trentino Alto Adige, Arno Kompatscher -. Credo che la riforma sia convincente perché, innanzi tutto ha l’obiettivo di ripristinare le competenze che sono state erose dalla giurisprudenza della Corte costituzionale, cosa giusta e legittima. Poi, amplia parzialmente anche la sfera di legislazione delle autonomie speciali di Trento e Bolzano, però sempre nello spirito di leale collaborazione e perseguendo la strada che porta al successo: più queste province possono fare, più i benefici si vedono non solo sui territori ma anche per il sistema Paese».
Per il deputato Alessandro Urzì «si tratta di un testo capace di rappresentare perfettamente gli interessi dello Stato, delle autonomie provinciali e regionale e dei gruppi linguistici», mentre per il deputato e segretario della Svp, Dieter Steger, «con il nuovo Statuto si dà luogo non solo a più Autonomia, ma a una migliore Autonomia speciale», riconoscendo assieme ai due deputati Renate Gebhard e Manfred Schullian, che il governo e la maggioranza di centro destra «ha mantenuto la parola data».
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