Sta prendendo forma la nuova legge trentina sul volontariato: un lavoro appassionato ed approfondito ha portato al testo unificato sul terzo settore, frutto del risultato del lavoro di composizione di tre disegni di legge a prima firma di tre consigliere – Mariachiara Franzoia (Pd) con altri colleghi di minoranza, Maria Bosin (Patt) e Vanessa Masè (La Civica) per la maggioranza – che hanno raccolto le istanze di un mondo che negli ultimi anni ha subito profondi cambiamenti con l’introduzione del Codice del terzo settore in termini normativi e altrettanti ne ha avuti (e ne è stato spesso il protagonista) dentro il contesto sociale, culturale e civile.
La nuova legge, la cui discussione è iniziata nella IV Commissione del Consiglio provinciale di Trento, intende essere non solo un quadro normativo aggiornato, ma anche uno strumento di riconoscimento e rilancio del volontariato come motore e voce della comunità trentina. L’obiettivo è dare al volontariato un ruolo pienamente integrato nelle politiche pubbliche, rendendolo interlocutore stabile e protagonista del futuro sociale del Trentino.
Il nuovo testo vuole dare al Trentino un riferimento normativo aggiornato e trasversale in tema di volontariato. Non più quindi una legge “di settore” come la nr. 8 del 1992 (più volte modificata nel tempo), che pure è stata per anni riferimento importante e solido di questo mondo, ma una legge che riconosce, valorizza, sostiene in diversi modi il variegato e prezioso mondo del volontariato, spina dorsale delle comunità locali, strumento vitale di coesione e civismo in molti ambiti. Una legge che ha di pari passo l’ambizione di voler dare risposte concrete ed efficaci ad un settore che negli ultimi anni non ha mancato di far arrivare criticità, appesantimenti, fatiche burocratiche e ostacoli tecnici.
La nuova proposta quindi tiene conto del contesto nazionale, adattandola al contesto trentino, ripartire dalle peculiarità e dalle istanze locali, anche in forza della Norma di attuazione che dall’aprile 2024 attribuisce al Trentino competenze specifiche permettono di istituire un elenco tutto trentino delle realtà del volontariato, e allo stesso tempo di riconoscere e valorizzare senza ulteriori oneri coloro che sono già inseriti nel RUNTS. Grazie alla Norma di attuazione cui ha lavorato la Commissione dei 12 sarà possibile ampliare ulteriori ragionamenti e collocare istanze peculiari del volontariato locale che via via si rendessero necessari.
La speranza per le tre proponenti del disegno di legge è di arrivare alla discussione in Consiglio e all’approvazione finale entro il 2025.
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