Assemblea di Confindustria Trento: crescita a trazione industriale

Celebrato l’ottantesimo anniversario dell’associazione imprenditoriale.

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Assemblea di Confindustria Trento
Il presidente di Confindustria Trento, Lorenzo Delladio.

Oltre novecento tra rappresentanti delle istituzioni e della società civile, imprenditori e manager associati hanno partecipato all’annuale assemblea di Confindustria Trento, ospitata al PalaRotari di Mezzocorona e aperta, nella parte pubblica, alla partecipazione dei portatori d’interesse del territorio. 

L’assemblea di Confindustria Trento si aperta con la parte privata riservata ai soli associati con l’approvazione del bilancio consuntivo 2024, illustrato dal direttore generale Roberto Busato, e con la votazione della revisione dello statuto e del regolamento di attuazione.

La parte pubblica dell’assemblea si è aperta con un minuto di raccoglimento per la vittima dell’incidente mortale sul lavoro accaduto nella stessa giornata all’acciaieria di Borgo Valsugana.

L’assemblea di Confindustria Trento è stata aperta dalla relazione del presidente Lorenzo Delladio, che ha ripercorso gli 80 anni di storia dell’Associazione e dell’industria trentina, sottolineando il ruolo decisivo delle imprese nello sviluppo economico, sociale e culturale del territorio.

Delladio ha richiamato l’impegno delle aziende su produttività, innovazione, formazione e sostenibilità, ribadendo la necessità di una politica industriale forte e di un Trentino attrattivo per talenti e investimenti. Ha infine rivolto un appello all’unità del sistema economico e istituzionale: «Il Trentino vince se restiamo tutti uniti».

A Delladio ha fatto seguito il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti, che ha evidenziato come «con un bilancio di 5,5 miliardi di euro, il Trentino dimostra di saper fare investimenti, di saper programmare e di saper crescere grazie alla collaborazione tra pubblico e privato. Il nostro sistema produttivo è la spina dorsale dell’Autonomia, e la forza dell’Autonomia sta nella capacità di generare risorse, lavoro e sviluppo all’interno del territorio», sottolineando come dopo gli accordi istituzionali e finanziari con lo Stato, dall’accordo di Milano al Patto di garanzia, il bilancio provinciale si fondi oggi sulle imposte pagate in Trentino, a partire da quelle versate dal sistema imprenditoriale.

«Per mantenere e finanziare le competenze della nostra Autonomia – ha detto Fugattiservono le risorse. E le risorse nascono dal lavoro, dai consumi, dagli investimenti: è qui che il sistema industriale gioca un ruolo centrale».

Fugatti ha snocciolato alcune cifre circa l’economia trentina: «tra il 2020 e il 2023 il Pil del Trentino è cresciuto dell’8,2%, meglio della media italiana e del NordEst. Siamo primi in Italia per sostenibilità ambientale e sociale, e secondi per sostenibilità economica. Sono dati che dimostrano la solidità del nostro tessuto produttivo e l’efficacia della sinergia tra pubblico e privato. Dal 2019 al 2024 la Provincia ha messo a bilancio 480 milioni di euro di incentivi ai vari settori economici, generando oltre 2 miliardi di investimenti privati, mentre la spesa per opere pubbliche ha superato nel 2024 i 500 milioni di euro».

L’assemblea 2025 è proseguita con un confronto tra Franco Bernabè, presidente del consiglio di amministrazione dell’Università di Trento, Stefan Pan, vice presidente per l’Unione europea e il Rapporto con le Confindustrie europee e già presidente di Confindustria Alto Adige, e Alessandra Proto, direttrore del Centro OCSE di Trento per lo Sviluppo Locale.

Assemblea di Confindustria Trento
La tavola rotonda: da sx Alessandra Proto Ocse, Stefan Pan e Franco Bernabè.

«Il modello di sviluppo statunitense di colossi come Open IA non è sostenibile: gli ingenti investimenti stanno rendendo ancora troppo poco e il processo per ammortizzarli è molto lungo – ha esordito Bernabè -. Ma la quantità di tecnologia che l’IA offre può essere usata per sviluppi verticali utili all’industria, che noi in Italia e in Europa abbiamo la competenza e l’esperienza per mettere in atto. Deve essere però una IA sostenibile, che si sviluppa senza troppe imposizioni da parte dell’unione europea».

Sul tema della fuga dei cervelli, Bernabè aggiunto: «abbiamo una finestra di opportunità data dalla stabilità politica del nostro paese e, più in generale, dalla presenza di comunità multidisciplinari, particolarmente forti nelle università e nei centri di ricerca, che sono la chiave del successo per gestire la complessità. Una carta da giocare di fronte alla perdita invece di multiculturalismo negli Usa. Possiamo attrarre talenti. Ma c’è da affrontare il problema ancora sottostimato della denatalità e dei salari, troppo bassi per sopportare l’aumento dell’inflazione. Dobbiamo puntare sulla produttività e la crescita sostenendo gli imprenditori».

«Da Roma a Bruxelles, il messaggio che lanciamo alle istituzioni è chiaro: mettete le imprese al centro – ha dichiarato Pan -. Se vogliamo vincere la sfida con i nostri competitor globali, l’Italia e l’Europa devono riguadagnare competitività al più presto. Servono semplificazione e prospettive per gli investimenti: obiettivi raggiungibili con un mercato unico più forte e piani industriali, europei e nazionali, con un orizzonte di almeno tre anni».

Proto ha spiegato, attraverso dati, la specificità dello scenario economico del territorio trentino: «negli ultimi 40 anni il Trentino è stato in grado di attrarre lavoratori compensando il calo di produttività dovuto alla dimensione delle imprese e alla minor presenza dell’industria. Questo ha permesso di mantenere un certo grado di benessere per la comunità». Ha poi evidenziato il valore della capacità di attrazione di un territorio, ha parlato dell’impatto negativo della dispersione di capacità e competenze e dell’impatto positivo della formazione e degli investimenti in tecnologia e innovazione.

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