Tra le tante eredità lasciate del lungo regno del doge Luca Zaia e della Lega Salvini Premier in Veneto c’è quella della sanità che vede la regione in fondo alla classifica per numero di medici di famiglia e in vetta per l’aumento della spesa delle famiglie per la salute.
«Il diritto alla salute non è un privilegio, è la base della nostra convivenza. Ma oggi in Veneto troppe persone rinunciano a curarsi perché non trovano un medico o devono aspettare mesi per una visita. È una ferita profonda nella nostra comunità» dichiara Giovanni Manildo, candidato presidente del Veneto per la coalizione di centrosinistra, commentando i dati diffusi da Agenas, secondo cui il Veneto è penultimo in Italia per numero di medici di famiglia in rapporto ai cittadini assistiti, con appena 0,67 medici ogni mille abitanti. Peggio fa solo la Lombardia, altra regione a guida Lega Salvini Premier.
«È il risultato di scelte sbagliate e di anni di tagli – continua Manildo –. La Regione ha deciso di non finanziare abbastanza le borse di formazione per i medici di famiglia, e oggi paghiamo quel prezzo: intere comunità senza medico, pronto soccorso in difficoltà, liste d’attesa infinite. La sanità veneta, un tempo modello, è in affanno».
I numeri che Manildo snocciola parlano chiaro: sette cittadini su dieci giudicano peggiorato il sistema sanitario, decine di migliaia di persone rinunciano ogni anno alle cure e la spesa privata è salita a 847 euro a persona, 110 in più della media nazionale. «È così che si erode il principio di uguaglianza, trasformando la salute in un bene per pochi. E il paradosso è che oggi il candidato del centro destra Alberto Stefani dica che la sanità deve cambiare marcia, mentre allo stesso tempo si proclama erede di Zaia e ne elogia il governo. O ci sono problemi e si riconoscono le responsabilità della Lega negli ultimi quindici anni, oppure va tutto benissimo. Delle due, l’una».
Manildo ribadisce la sua contrarietà al cosiddetto “modello lombardo” di privatizzazione: «il centrodestra vuole spingere ancora di più in quella direzione, lo hanno confermato anche in queste settimane. Noi faremo l’opposto. Rimetteremo la persona al centro e restituiremo dignità alla sanità pubblica».
Il programma elettorale della coalizione del centrosinistra unito prevede alcune misure chiave: un piano straordinario di assunzioni di medici, infermieri e operatori sociosanitari; case di comunità dotate di personale; un tavolo permanente della sanità veneta con professionisti e sindacati per programmare risorse e personale; più attenzione alla salute mentale e alla figura dello psicologo di base; investimenti nella sicurezza degli ospedali e nella valorizzazione del personale.
«La sanità è la prima emergenza del Veneto. Tutte le risorse necessarie andranno qui: alla salute delle persone – conclude Manildo –. Dimostreremo la nostra determinazione indicando prima del voto il nome della persona che chiameremo a guidare la sanità veneta: una figura autorevole, competente, fuori da ogni logica spartitoria. Perché la salute dei Veneti viene prima di tutto».
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