La riforma dello statuto del Friuli Venezia Giulia va avanti

Si avvicina il traguardo per la riforma con legge costituzionale dopo la terza votazione alla Camera. In regione tornano le province.

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riforma dello statuto Economia del Friuli Venezia Giulia Bandiera friuli venezia giulia

Si avvicina la fine dell’iter costituzionale per riforma dello statuto di autonomia speciale del Friuli Venezia Giulia: la Camera con 228 voti a favore e 78 contrari e 6 astenuti ha approvato le modifiche alla legge costituzionale sullo Statuto della Regione in terza e penultima lettura.

Il disegno di legge mira a delineare un nuovo assetto istituzionale aggiungendo un terzo livello agli attuali due: dopo Regione e comuni il provvedimento disciplina nello statuto gli enti di area vasta dopo che la riforma costituzionale del 2016 aveva soppresso ogni riferimento alle province.

Quello appena avvenuto è il terzo passaggio in Parlamento dopo il via libera in prima deliberazione, alla Camera e, senza modificazioni, al Senato. Occorre soltanto il secondo via libera da parte del Senato a testo invariato e poi l’iter sarà concluso e la riforma dello statuto sarà legge. Non ci sarà probabilmente nemmeno l’eventualità del referendum perché l’approvazione – come è stata – con una media dei due terzi consente direttamente la modifica costituzionale.

Caustico il commento della dem Debora Serracchiani, già presidente della Regione per una fugace legislatura prima della fuga al Parlamento: «l’abolizione delle province è stata votata da “smemorati”». Con la sua presidenza, la Regione Friuli Venezia Giulia, sotto la spinta di un movimento di pensiero a favore della abolizione dell’ente intermedio, fu la prima ad approvare la cancellazione delle province. «La riforma dello statuto del Friuli Venezia Giulia fu voluta dal centrodestra al governo della Regione e portata a compimento nel 2016 quando governava il centrosinistra, quando presidente era la sottoscritta» ha puntualizzato Serracchiani.

Soddisfatto l’attuale presidente Massimiliano Fedriga, per il quale il passaggio istituzionale alla Camera «restituisce alla Regione un assetto coerente con la sua storia e il principio di autonomia responsabile» ipotizzando un «modello amministrativo più equilibrato e vicino ai cittadini».

Pierpaolo Roberti, assessore regionale alle Autonomie locali, ha parlato di «rettilineo finale in un percorso di ritorno alla normalità». Di «volata finale» ha parlato anche Roberto Calderoli, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, precisando che alla Camera «ai voti della maggioranza si sono aggiunti anche diversi dell’opposizione».

Per Walter Rizzetto presidente della Commissione Lavoro della Camera e coordinatore di FdI in Friuli Venezia Giulia, questo voto è un «passaggio storico», nella direzione di «un assetto istituzionale più moderno e funzionale».

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