
Confartigianato Veneto continua gli incontri con i protagonisti delle elezioni regionali del 23 e 24 novembre prossimi con il coordinatore regionale del Veneto di Fratelli d’Italia, il senatore Luca De Carlo, che punta a confermare la posizione di primo partito della regione anche alla prossima tornata elettorale.
De Carlo presenta le linee del prossimo governo regionale che sarà fortissimamente presidiato da Fratelli d’Italia con assessori di peso: «saremo alla guida di Sanità, Bilancio, Formazione e Lavoro, Agricoltura, Caccia e Pesca, Trasporti e Lavori Pubblici , oltre ad un vicepresidente di Regione assolutamente operativo e ci giocheremo le altre deleghe con le presidenze di commissione, ma oggi la priorità è vincere le elezioni. Siamo convinti di poter aggiungere un po’ di frizzantezza all’azione politica: si può fare di più e meglio. Siamo il primo partito e lo saremo anche dopo, con molto entusiasmo».
De Carlo ha insistito sul tema della responsabilità amministrativa, assicurando un approccio operativo e concreto: «nessuno dei nostri assessori andrà lì a parcheggiarsi. Io sarò il garante di questo metodo. Nei primi cento giorni si possono fare cento cose: pungolateci, perché vogliamo essere messi alla prova».
Tra le leve di sviluppo citate, il coordinatore ha richiamato Veneto Sviluppo come «strumento straordinario che può fare da leva per gli investimenti, non capisco chi oggi lo contesta perché non si è espresso prima» e ha proposto di utilizzarlo «per accompagnare il passaggio generazionale nelle imprese e dare continuità alle aziende del territorio». Un passaggio importante anche sui dirigenti regionali: «c’è bisogno di rafforzare le strutture tecniche della Regione per trasformare le buone idee in progetti».
Sul fronte della carenza di manodopera, De Carlo ha sottolineato la necessità di una strategia di medio periodo: «se vogliamo essere competitivi dobbiamo creare nuovi posti di lavoro prima del 2030, formando i lavoratori direttamente nei loro Paesi e poi trattenendoli con stipendi più attrattivi. Dobbiamo essere più competitivi anche sul piano salariale».
Ampio spazio è stato dedicato anche ai temi di sicurezza e sanità, che De Carlo ha definito «prerequisiti per vivere in un territorio»: «abbiamo chiesto a medici e infermieri di sopperire ai tagli alla sanità. Ora serve ridefinire una rete di ospedali strategici, dove si faccia sanità di eccellenza, e distinguere queste strutture da quelle periferiche destinate all’emergenza e all’urgenza e alla sanità secondaria. Inoltre, gli attuali ATS così come sono disegnati non vanno bene: rischiano di mettere in crisi alcuni modelli locali. Bisogna ridisegnarli. L’assessorato alla Sanità sarà separato da quello al Sociale, per garantire maggiore efficacia gestionale».
Infine, il coordinatore di Fratelli d’Italia ha affrontato il nodo fiscale, con un passaggio destinato a far discutere: «il centrodestra nasce per diminuire le tasse, ma se vogliamo fare qualcosa in più dobbiamo creare nuove economie di scala e verificare come razionalizzare la spesa. Altrimenti saremo costretti a introdurre l’addizionale Irpef. Se invece non vogliamo fare nulla, allora non la mettiamo: ma non possiamo fingere di non vedere il problema».
Da parte di Confartigianato Veneto, è arrivata la richiesta di snellire le procedure amministrative, di ridurre i tempi e gli oneri burocratici che oggi rallentano la vita delle imprese e di affrontare con decisione il tema dei costi energetici, «troppo più alti rispetto alla media europea e tali da compromettere la competitività delle nostre aziende».
Sul tema energetico, centrale per le imprese artigiane, De Carlo ha sottolineato l’importanza di abbandonare i veti ideologici: «con i “no” non si rafforza la competitività. Se vogliamo abbassare il costo dell’energia dobbiamo avere il coraggio di dire qualche “sì”». Il coordinatore di FdI ha inoltre auspicato una maggiore apertura verso una neutralità tecnologica, anche a livello europeo: «l’Europa, quando parla di energia, non parla di neutralità tecnologica. È invece la direzione che dobbiamo imboccare anche per le scelte future del Veneto».
Tra le richieste avanzate da Confartigianato Veneto anche quella di istituire un assessorato alla Montagna per dare maggiore coerenza e attenzione alle politiche legate ai territori alpini e pedemontani. De Carlo ha risposto annunciando l’intenzione di riunificare le competenze oggi frammentate: «l’assessorato alla Montagna oggi è diviso in tre. Lo metteremo in un unico assessorato insieme a Caccia e Pesca».
A conclusione dell’incontro, il presidente di Confartigianato Veneto, Roberto Boschetto, ha ribadito l’importanza di mettere le imprese al centro della prossima agenda politica: «gli artigiani hanno bisogno di essere presi in considerazione e di sentirsi al centro delle scelte regionali. Abbiamo bisogno di un cambio di passo: il Veneto deve tornare a correre. Per farlo servono competenze forti in Regione e investimenti che accompagnino le imprese a crescere, il mondo dell’artigianato è pronto a fare la propria parte, ma chiede interlocutori preparati, rapidi e con visione».
Intanto un sondaggio Demos sulle elezioni regionali in Veneto mette la coalizione di centro destra in vetta alle preferenze degli elettori. La vittoria di Alberto Stefani non sembra in discussione, ma è testa a testa tra Fratelli d’Italia e Salvini Premier come partito di maggioranza relativa. Stefani è stimato tra il 58 e il 62% dei voti validi, mentre il suo sfidante del centrosinistra, Giovanni Manildo, viene dato staccato, tra il 32 e il 36%. Briciole per gli altri candidati: Riccardo Szumski tra il 2 e il 6%, che lo potrebbe far entrare in Consiglio regionale, mentre molto al di sotto sono Marco Rizzo e Fabio Bui.
Per quanto riguarda invece le liste, la Salvini Premier viene stimata tra il 22 e il 26% e Fratelli d’Italia vicinissima, tra il 21 e il 25%. Tra le liste a sostegno di Stefani, Forza Italia è prevista tra l’8 e il 12% e le altre formazioni (Liga Veneta Repubblica, Udc e Noi Moderati-Civici per Stefani) tra l’1 e il 5%.
Nel centrosinistra il Partito Democratico viene dato tra il 16 e il 20%, Avs tra il 4 e l’8%, similmente alla lista Uniti per Manildo Presidente, che raccoglie Azione, Casa Riformista-Italia Viva e Socialisti. Il Movimento 5 Stelle viene stimato intorno al 4%, così come il complesso delle altre liste (Volt Europa, Pace Salute e Lavoro e le Civiche Venete per Manildo).
Il sondaggio è stato condotto tra il 24 e il 27 ottobre scorsi e le interviste sono state realizzate con tecnica Cati, Cami, Cawi da Demetra, su un campione di 500 persone statisticamente rappresentativo della popolazione dai 18 anni in su residente in Veneto, per provincia, sesso e fasce d’età ed è stato ponderato in base al titolo di studio.
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