Un incentivo economico che può arrivare fino a circa 1.800 euro ai medici di base che nel corso del 2025 prescrivono meno esami specialistici rispetto al 2024: questo il contenuto di un accordo siglato dall’Ausl di Modena coi medici di medicina generale, rappresentati dalla Fimmg, per «promuovere l’appropriatezza delle prescrizioni di prestazioni specialistiche e diagnostiche».
A partire dal 2025, spiega l’Ausl di Modena, i medici che mantengono il numero di esami specialistici prescritti entro una certa soglia, rispetto alle prescrizioni del 2024 riceveranno, nell’ambito di fondi che erano già a loro destinati, 1,2 euro per ogni assistito all’anno. Se si considera un numero di 1.500 pazienti per medico si arriva alla cifra di circa 1.800 euro in tasca.
Fratelli d’Italia e Forza Italia però esprimono perplessità e chiedono alla Regione Emilia Romagna di prendere posizione su un’intesa che non sembra all’ordine del giorno, negli stessi termini, in altre realtà vicine, come per esempio Bologna. Il concetto alla base, spiega l’Ausl di Modena, è che prescrivere visite ed esami giusti, per i pazienti giusti, ovvero quelli che ne hanno necessità, significa utilizzare in modo responsabile ed efficiente le risorse sanitarie. Andando a sconfiggere la pratica sempre più diffusa della medicina difensiva attuata da numerosi medici per prevenire eventuali cause professionali da parte degli assistiti.
Il nuovo accordo, adottato il 28 ottobre, riguarda 12 tipologie di prestazioni, tra cui visite di chirurgia vascolare, dermatologia, fisiatria, gastroenterologia, oculistica, otorinolaringoiatria, pneumologia, urologia, Tac, risonanze magnetiche, gastroscopie e colonscopie.
«L’obiettivo non è indurre i medici a prescrivere indiscriminatamente “meno”, bensì fornire strumenti e dati per valutare, come singoli e come comunità professionale, come e dove si può prescrivere “meglio”, incentivando ad essere virtuosi. Anche quando ciò significa dover spiegare a un cittadino che l’esame che sta chiedendo non è veramente necessario, che è una parte molto difficile della relazione medico-paziente», spiega il direttore generale dell’Ausl di Modena, Mattia Altini.
Ma sul tema c’è un’interrogazione di Fratelli d’Italia, a prima firma Annalisa Arletti, che chiede alla Regione di fare «un’attenta riflessione», chiarendo «se intende estendere tale modello anche in altre Aziende sanitarie del territorio». «Il provvedimento rischia di minare la fiducia del cittadino nei confronti del medico il quale, agli occhi del paziente, potrebbe assumere decisioni per andare nella direzione di percepire l’incentivo economico», dicono i consiglieri. Per Forza Italia, con il capogruppo Pietro Vignali, l’accordo «rappresenta un problema enorme» e da parte della Regione «serve una presa di posizione chiara e forte».
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