Benessere in Alto Adige: più della metà non riesce a risparmiare

Secondo l'Istituto Promozione Lavoratori, solo il 44% dichiara di poter mettere da parte dei risparmi. Patrimonio netto complessivo è di 352.600 euro pro capite (+84% media nazionale).

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Benessere in Alto Adige economa in frenata margini sempre più compressi conti correnti

Il benessere in Alto Adige, terra statisticamente più ricca che mai, non è ben distribuito, visto che più della metà della popolazione riesce a malapena a risparmiare. Un benessere che dunque brilla nella media, ma che nella vita quotidiana si sgretola, secondo l’indagine dell’Istituto Promozione Lavoratori.

Il benessere in Alto Adige vede la ricchezza netta ammontare complessivamente a 189 miliardi di euro secondo i dati della Banca d’Italia al 31 dicembre 2023. La parte più consistente del patrimonio (129,4 miliardi di euro) è costituita dalle attività reali (quelli che si possono definire “beni materiali”), le quali rappresentano circa i due terzi del totale. Il patrimonio netto complessivo è di 352.600 euro pro capite. Questo è composto da attività reali per un valore di 241.600 euro e da attività finanziarie per 138.600 euro, mentre ogni altoatesino ha un debito complessivo di 27.400 euro.

Sia rispetto al “cuginoTrentino che alla media nazionale, l’Alto Adige si distingue in modo decisamente positivo. Per quanto riguarda il patrimonio netto complessivo pro capite, l’Alto Adige (352.600 euro) supera di circa l’84% il valore nazionale (191.300 euro) e di circa il 53% quello del Trentino (292.800 euro). Nonostante tutti i dati record, anche in questo caso vale il detto dell’uomo con due galline e dell’uomo senza galline: in media entrambi hanno una gallina a testa, ma in realtà la distribuzione è estremamente diseguale, spiega l’Ipl. Lo stesso vale per il patrimonio e per le opportunità di accumularlo: secondo il Barometro Ipl, solo il 44% dei lavoratori intervistati ritiene di poter mettere da parte dei risparmi nei prossimi 12 mesi, mentre il 56% dichiara che ciò non sarà possibile.

Un aspetto su cui pesa il costo della vita che in Alto Adige è decisamente più altro che nel resto d’Italia, anche a fronte di stipendi medi superiori che non riescono a combattere efficacemente il “caro vita”, a partire dal costo della casa, sempre più inaccessibile, sia in locazione che in acquisto, per la stragrande maggioranza dei lavoratori, autonomi o dipendenti che siano.

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