In un pomeriggio gremito al Campus Ca’ Foscari di Mestre, la tappa veneziana di “Eccellenze del Nord Est – Le imprese più dinamiche 2025” dello scorso 20 novembre ha offerto una fotografia nitida dell’economia territoriale: imprese resilienti, più solide sul piano finanziario e consapevoli che la competitività futura passerà da investimenti, innovazione e capitale umano.
Un confronto di alto profilo, costruito grazie al lavoro degli Ordini dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Venezia, Treviso, Belluno, Padova, Rovigo, Pordenone, Trento e Rovereto, con il partner scientifico dell’Università Ca’ Foscari Venezia e del Centro Studi VERA, il main partner Banca Ifis e il media partner Il Gazzettino.
La giornata, introdotta dai saluti istituzionali del Comune di Venezia con l’assessore Michele Zuin e della Camera di Commercio con il consigliere Paolo Armenio, ha posto subito al centro una domanda cruciale: come possono le imprese diventare un motore di competitività in un contesto globale instabile? Le risposte sono arrivate, una dopo l’altra, da analisi rigorose e dal dialogo tra rappresentanti del mondo produttivo, finanziario, accademico e professionale.
Banca d’Italia: «Le imprese venete oggi sono più solide di dieci anni fa»
Il primo intervento tecnico, affidato a Michele Benvenuti, direttore della sede di Venezia della Banca d’Italia, ha rovesciato un luogo comune radicato. Nonostante shock ripetuti – dalla pandemia all’inflazione, fino alle tensioni geopolitiche – le imprese venete mostrano oggi una struttura finanziaria più robusta: meno debiti, più capitale proprio, liquidità elevata e una sorprendente capacità di assorbire l’aumento dei tassi. «È una storia che finisce bene», ha spiegato Benvenuti, illustrando come il leverage sia diminuito di circa 15 punti percentuali nell’ultimo decennio e come la quota di finanziamenti a medio-lungo termine sia cresciuta. Un risultato non banale, reso possibile sia dagli interventi pubblici post-Covid sia da una maggiore disciplina finanziaria delle imprese.
Ma il direttore veneziano della Banca d’Italia ha evidenziato due snodi strategici: La necessità di investimenti innovativi, perché una struttura finanziaria solida è condizione necessaria ma non sufficiente. Il nodo della demografia, destinato a comprimere l’offerta di lavoro e a imporre alle imprese scelte tecnologiche non più rinviabili.
Commercialisti protagonisti: l’Indice Sintetico di Performance racconta la vera salute delle imprese
Il presidente dell’ODCEC Venezia, Massimo Da Re, ha ricordato il ruolo dei commercialisti come sentinelle dell’economia reale e promotori di cultura d’impresa. «Non siamo più soltanto certificatori di bilancio. Attraverso i dati siamo in grado di intercettare tendenze, elaborare visioni e aiutare le imprese a compiere scelte strategiche», ha detto aprendo i lavori.
Il cuore dell’analisi è arrivato con la presentazione dell’Indice Sintetico di Performance (ISP), elaborato dal gruppo di lavoro dell’ODCEC Venezia e Treviso, insieme all’Università Ca’ Foscari e al Centro VERA, e illustrato dai consiglieri Lisa Selmin e Luigi Bortoli.
L’ISP, basato su cinque anni di dati e su nove indicatori economico-finanziari ponderati grazie al contributo di 900 professionisti, offre una lettura dinamica della performance aziendale. Il campione analizzato conta oltre 12.000 società di capitali della provincia di Venezia.
Dall’esame dell’analisi relativa al 2024 emergono quattro segnali chiave: Ricavi in crescita e margini operativi stabilizzati dopo il rimbalzo post-pandemia; Costo del personale in aumento, coerente con la dinamica nazionale; Indebitamento in miglioramento, con un ricorso più frequente al capitale proprio; Comparti dinamici, guidati da commercio, servizi alle imprese, costruzioni e servizi pubblici.
«Tra le imprese più performanti – ha evidenziato Bortoli – conferme significative: Concessioni Autostradali Venete, Pixartprinting, Louis Vuitton Manufacturing, oltre a realtà come Angeloni Group, DecoMed, RAS Ponteggi, Sernavimar, S4 Energia».
Un patrimonio informativo che, come ha sottolineato Bortoli, rappresenta «uno strumento gratuito, semplice e spendibile all’esterno, utile ai professionisti e alle imprese per orientare investimenti e strategie».
Tavola rotonda: tecnologia, energia, capitale umano. La nuova frontiera della competitività
La tavola rotonda finale, moderata dal direttore del Gazzettino, Roberto Papetti, ha acceso il confronto tra cinque punti di vista complementari.
Mirco Viotto, vicepresidente vicario di Confindustria Veneto Est, ha descritto un’industria che “tiene” nonostante pressioni competitive fortissime: energia più cara della media UE, domanda instabile e carenza cronica di profili tecnici.
Ha però portato un messaggio sorprendentemente ottimistico: «Le imprese venete sono tra le più attrezzate al mondo nella supply chain del nucleare e stanno già lavorando su tecnologie di frontiera, dagli SMR alla fusione». Un patrimonio industriale spesso sottovalutato.
Il professore di Strategia Carlo Bagnoli (Università Ca’ Foscari) ha riorientato il dibattito: «Innovare non significa fare meglio ciò che già si fa. Significa fare cose diverse». Ha indicato l’urgenza di una strategia per l’innovazione, non solo digitalizzazione, e ha introdotto il tema del deep tech, dove digitale, materiali e energia convergono e la manifattura italiana può giocare un ruolo globale.
Il contributo di Michele Balice (Banca Ifis) ha aggiunto una dimensione finanziaria cruciale: la fine della stagionalità delle garanzie pubbliche sta riportando al centro la qualità dei crediti, il finanziamento del circolante e il tema, spesso rimandato, del passaggio generazionale, che il 60% delle imprese non ha ancora affrontato.
Dal lato istituzionale, Paolo Armenio (Camera di Commercio Venezia Rovigo) ha richiamato la sfida logistica e il potenziale, ancora inespresso, della ZLS Venezia–Rovigo, che deve diventare una reale leva per attrarre investimenti e industrie tecnologiche.
A concludere, il presidente dei commercialisti Da Re ha evidenziato il valore del “sistema Venezia”: imprese, università, banche, istituzioni e professioni tecniche. «Il nostro territorio è vivo, competitivo, capace di adattarsi. Ma la resilienza non basta: servono investimenti, alleanze, capacità di leggere i dati e trasformarli in visione. Qui il ruolo dei commercialisti è determinante».
Un territorio che può fare squadra
La tappa veneziana conferma le ragioni per cui Eccellenze del Nord Est – progetto condiviso dagli Ordini dei Commercialisti del Triveneto – è diventato negli anni un osservatorio unico: unisce analisi scientifica, visione economica, testimonianze d’impresa e responsabilità professionale. Il messaggio che attraversa l’intero pomeriggio è chiaro: Venezia ha tutte le condizioni per crescere, se saprà unire innovazione, formazione, tecnologia e strategie condivise. E soprattutto, se saprà valorizzare quel capitale spesso invisibile ma decisivo: la capacità di lavorare in squadra.
Massimo Casagrande




























