Elezioni in Veneto Fratelli d’Italia non sfonda la diga salviniana

La corsa dei meloniani delle ultime elezioni stoppata dalla forte affermazione personale di Zaia. Ma in 5 anni, le liste salviniane perdono il 52%, mentre FdI cresce del 59,3% e Fi del 43,8%, mentre crolla il M5s -53,7%.

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Elezioni in Veneto
Il vincitore delle regionali in Veneto, Alberto Stefani.

Alle elezioni regionali del Veneto il protagonista assoluto è stato il presidente uscente non più ricandidabile Luca Zaia che ha superato il tetto delle 200.000 preferenze personali, dando così un notevole spunto all’affermazione dei salviniani che frenano la corsa di Fratelli d’Italia, che nelle ultime competizioni elettorali nazionali ed europea li aveva largamente surclassati. Protagonista indiscusso anche il neo presidente regionale, il giovane (33 anni) Alberto Stefani che ha raccolto il 64,4% dei consensi contro il 28,9% del candidato di centro sinistra, Giovanni Manildo.

Il prossimo Consiglio regionale sarà caratterizzato da una forte pattuglia di salviniani, anche se meno forte di quella di cinque anni fa, con 19 consiglieri eletti, seguita a pari merito con 9 ciascuno da Fratelli d’Italia e Partito Democratico, con questa prima forza d’opposizione. Buona l’affermazione di Forza Italia con 3 eletti, e un consigliere ciascuno per Unione di Centro e Liga Veneta Repubblica. Sul fronte delle sinistre, 2 consiglieri per Avs e uno ciascuno per 5 Stelle, Uniti per Manildo e Civiche per Manildo. Fuori dai due schieramenti, Resistere Veneto di Riccardo Szumski che elegge 2 consiglieri.

Da notare come il confronto con le precedenti elezioni regionali il raggruppamento delle liste salviniane abbiano più che dimezzato i consensi, passati da oltre 1,2 milioni a 607.000 voti (-52%), mentre Fratelli d’Italia, seppur fermata nella sua corsa vincente inaugurata con le Politiche del 2022 e le Europee del 2024 che l’avevano vista doppiare se non triplicare sul risultato dei salviniani in Veneto, conquista 312.000 voti con una crescita del 59,3%. Crescita del 43,8% anche per Forza Italia guidata da Flavio Tosi, così come per la coalizione del Pd+Civiche del 18,3%, mentre crolla il M5s di ben il -53,7%.

Tra i personaggi di spicco eletti nel nuovo Consiglio regionale del Veneto, oltre al recordman Zaia, a Verona spicca l’assessore uscente alle Infrastrutture, Elisa De Berti con 14.000 voti consensi, quasi doppiando il vannacciano Stefano Valdegamberi. A Vicenza forte affermazione anche per l’assessore uscente alla sanità e sociale, Manuela Lanzarin, davanti al presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, che rischia di stare fuori. A Padova, l’assessore uscente allo sviluppo economico Roberto Marcato si conferma boss delle preferenze mentre a Rovigo si conferma feudo dell’altro assessore Cristiano Corazzari.

Nel Bellunese successo personale del meloniano Dario Bond, probabile futuro assessore regionale alla Montagna, mentre entrano in Consiglio l’ex sindaco di Vicenza Francesco Rucco (FdI), e Flavio Tosi espugna Verona e ora dovrà scegliere se stare a Bruxelles o trasferirsi probabilmente a Palazzo Balbi, forse come nuovo assessore alla sanità.

Gli autonomisti della Liga Veneta Repubblica riportano in Consiglio l’avvocato veneziano e storico esponente Alessio Morosin.

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