A Pordenone Fiere, nella Sala Congressi Zuliani, la tappa friulana di “Eccellenze del Nord Est – Le imprese più dinamiche” si è trasformata in un osservatorio privilegiato su come le imprese stiano affrontando il nuovo tempo dell’economia: tensioni geopolitiche, catene del valore fragili, caro energia, inflazione delle materie prime, transizione digitale e crisi demografica. Un confronto che lunedì 24 novembre 2025 ha tenuto insieme numeri e persone, ricerca accademica e casi aziendali, ruolo dei commercialisti e scelte di politica industriale.
Il progetto è promosso dagli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Belluno, Padova, Pordenone, Rovigo, Trento-Rovereto, Treviso e Venezia, insieme al Centro Vera dell’Università Ca’ Foscari Venezia, con il supporto di Banca Ifis e il coinvolgimento de Il Gazzettino come media partner. Al centro, l’Indice Sintetico di Performance (ISP), sviluppato da Ca’ Foscari e dagli Ordini dei commercialisti per analizzare i bilanci delle società di capitali del Triveneto e individuare le imprese più dinamiche in uno dei distretti manifatturieri più importanti d’Europa.
Sandrin: “Dietro i numeri ci sono persone, famiglie, comunità”
A rompere il ghiaccio è Alberto Sandrin, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Pordenone, che richiama subito la dimensione umana che si nasconde dietro i grafici e le tabelle: «Nel Nord Est siamo abituati a lavorare con numeri, bilanci, indici. Ma dietro quei numeri ci sono persone, imprenditori, lavoratori, famiglie, comunità». È il modo dei commercialisti per definire il perimetro del dibattito: non solo analisi tecnica, ma lettura del tessuto economico per accompagnare le scelte di chi fa impresa.
Sulle politiche per lo sviluppo interviene l’assessore del Comune di Pordenone, Emilio Badanai Scalzotto, che sottolinea il valore del dialogo tra istituzioni, professionisti e imprese in una fase di forte incertezza. Pordenone, ricorda, è una città che ha fatto della manifattura evoluta e dei servizi avanzati la propria cifra distintiva, e ha bisogno di strumenti di lettura raffinati per capire dove sta andando il sistema produttivo.
Dal lato delle imprese prende la parola Paolo Candotti, vice presidente di Confindustria Alto Adriatico e consigliere della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Candotti insiste su due direttrici: trasformazione digitale e capitale umano. Per restare competitivi non basta più la sola capacità manifatturiera tradizionale, ma serve un salto di qualità nelle competenze, nelle funzioni amministrative e finanziarie, nel dialogo con il credito e con i mercati internazionali.
Chiude il giro dei saluti istituzionali l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, che mette il sistema locale a confronto con i competitor europei. Il tema del costo dell’energia, della pressione fiscale sul lavoro e del peso burocratico viene indicato come un freno concreto alla competitività di un territorio che, per vocazione, continua a investire ed esportare. Per Bini occorre una revisione delle regole del gioco a livello nazionale ed europeo che riconosca la centralità di chi produce valore e occupazione.
L’analisi ISP: Pordenone tra legno-arredo, metalmeccanica e commercio evoluto
Terminati i saluti istituzionali, si entra nel cuore della ricerca con la relazione di Eleonora De Val, dottore commercialista in Pordenone e componente del gruppo di lavoro locale sull’Indice Sintetico di Performance (ISP). De Val guida il pubblico dentro la “radiografia” del tessuto imprenditoriale pordenonese, costruita sui bilanci delle società di capitali con ricavi oltre 1 milione di euro e almeno cinque esercizi consecutivi. L’ISP combina indicatori di redditività, crescita, solidità patrimoniale e struttura finanziaria, normalizzati su una scala da 0 a 1000, per mettere a confronto le imprese in modo omogeneo. È il risultato di una cabina di regia congiunta tra Ordini e Ca’ Foscari, che vede coinvolti, tra gli altri, la presidente dell’ODCEC Treviso Camilla Menini, il professor Roberto Casarin, l’ingegner Fausto Coradin e i commercialisti trevigiani Michele Brun, Federica Lucchetta e Tommaso Fornaini.
Dai numeri emerge un quadro chiaro: Pordenone è un territorio in cui le PMI sono la spina dorsale del sistema, mentre poche grandi imprese concentrano una quota rilevante di ricavi, occupazione e investimenti. Il comparto legno, carta e mobili si conferma uno dei pilastri dell’economia locale, con oltre 200 imprese e circa 2,7 miliardi di fatturato, sostenuto da buona marginalità e da un ricorso al debito ancora sotto controllo.
Il commercio è il primo settore per fatturato complessivo, con operatori locali e player nazionali che presidiano in modo strutturato filiere e canali. La metallurgia e i prodotti minerali convivono con la volatilità delle materie prime, ma esibiscono una solidità patrimoniale che colloca la provincia in posizione favorevole rispetto a molte aree italiane. I macchinari e i veicoli, infine, rappresentano il cuore tecnologico del territorio: imprese orientate all’export, ad alto contenuto ingegneristico, che hanno imparato a misurarsi con mercati globali sempre più selettivi.
“Conflitti e catene del valore”: la tavola rotonda
La seconda parte del pomeriggio è occupata dalla tavola rotonda dal titolo: “Conflitti e catene del valore: proteggere le imprese del Nord Est. Strategie, rischi, opportunità”. Al centro del confronto, moderato dalla giornalista Elena Del Giudice de Il Gazzettino, le testimonianze di quattro imprese che, ognuna nel proprio ambito, stanno facendo i conti con le nuove geometrie delle catene del valore: Battista Colussi, consigliere di amministrazione di Colussi Ermes S.r.l.; Roberto Sabatino, dirigente di Refrigera Industriale S.r.l.; Yuri Zambon, direttore tecnico commerciale di Vivai Cooperativa Rauscedo e Walter Lorenzon, imprenditore di Lorenzon F.lli S.r.l.
A dialogare con loro sono Alberto Sandrin, in rappresentanza dei commercialisti, Michele Costola, professore associato di Politica Economica al Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia, e Michele Balice, Sales Area Manager Nord Est di Banca Ifis. Costola legge la fase attuale con le lenti della geopolitica economica: conflitti, sanzioni, nuove barriere e riallineamenti internazionali stanno ridisegnando rotte commerciali e catene di fornitura. Il rischio non è più solo una variabile statisticamente stimabile, ma un’incertezza che richiede scenari, simulazioni e strumenti di gestione più sofisticati.
Per il sistema del credito, come spiega Balice, tutto questo si traduce in una riorganizzazione delle esigenze finanziarie: cresce la domanda di strumenti per sostenere il circolante, mentre gli investimenti di lungo periodo vengono ripensati in chiave più selettiva. Il tema del passaggio generazionale emerge come asse trasversale: molte imprese stanno affrontando cambi di guida che richiedono competenze consulenziali, strumenti di finanza straordinaria e una pianificazione accurata, ambiti in cui il ruolo dei commercialisti è determinante.
Le imprese portano in dote storie concrete. Colussi racconta la scelta di aprire il capitale a un grande gruppo internazionale per garantire continuità a un campione tecnologico del lavaggio industriale. Sabatino spiega come Refrigera abbia intercettato in anticipo la crescita del mercato del data center cooling, riposizionando gamma e investimenti a partire da un’analisi approfondita dei dati globali. Zambon porta l’esperienza di un vivaismo viticolo che resta leader mondiale, ma che deve confrontarsi con cambiamento climatico, costo del lavoro, tempi decisionali europei su OGM e nuove tecniche genetiche. Lorenzon, infine, richiama l’attenzione sul settore delle costruzioni, sostenuto oggi anche dal PNRR ma esposto a un vincolo strutturale: la carenza di personale qualificato e il peso di una burocrazia che rallenta l’integrazione dei nuovi flussi migratori.
Commercialisti come “antenne avanzate” del territorio
In controluce, durante tutta la giornata, emerge il ruolo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili come “antenne avanzate” dell’economia reale. Sono loro che leggono i bilanci, monitorano i flussi di cassa, misurano la sostenibilità degli investimenti, accompagnano le imprese nel dialogo con banche, istituzioni, potenziali partner industriali. “Eccellenze del Nord Est” è il risultato di questo lavoro corale: gli Ordini professionali mettono a disposizione competenze e contatto quotidiano con le imprese, l’Università Ca’ Foscari costruisce il modello e ne garantisce la solidità metodologica, Banca Ifis offre lo sguardo del credito specializzato e Il Gazzettino porta i risultati nel dibattito pubblico.
Per il Nord Est, l’indicazione che arriva da Pordenone è chiara: le imprese stanno reagendo, innovando, cercando nuove strade nelle catene del valore globali. Ma perché questa resilienza si traduca in sviluppo stabile servono regole più adeguate, politiche coerenti e una rete di professionisti, accademici e istituzioni capace di trasformare i dati in decisioni, e i numeri in strategie. In questa rete, i commercialisti sono un nodo fondamentale.
Massimo Casagrande






























