Economia del Veneto ancora debole

L’aggiornamento della filiale regionale della Banca d’Italia sul primo semestre 2025.

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economia del veneto

Nel primo semestre 2025 l’economia del Veneto è rimasta debole: in base all’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) calcolato dalla Banca d’Italia, il prodotto è lievemente aumentato rispetto al corrispondente periodo del 2024 (0,4%). Ven-ICE, l’indicatore elaborato per misurare la dinamica congiunturale di fondo dell’economia veneta, è tornato a contrarsi nel corso del secondo trimestre.

L’industria

Secondo l’indagine Veneto Congiuntura di Unioncamere, nella media dei primi nove mesi 2025 la produzione manifatturiera è diminuita dello 0,8% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. Il Sondaggio congiunturale sulle imprese industriali e dei servizi (Sondtel) della Banca d’Italia ha confermato che nei primi nove mesi dell’anno in corso è proseguita la fase di debolezza dell’attività industriale: il saldo tra giudizi di aumento e di diminuzione del fatturato in valore rispetto allo stesso periodo del 2024 è negativo (-15 punti percentuali, -24 nella rilevazione dell’autunno dello scorso anno); le aspettative per i prossimi sei mesi sono di sostanziale stabilità. L’attività di investimento è rimasta contenuta: la spesa nominale per l’acquisto di beni capitali programmata per il 2025, prevista stazionaria sui livelli dell’anno precedente, è stata confermata da due terzi delle imprese regionali. Anche per il 2026 un’analoga proporzione prevede di mantenere invariati gli acquisti di beni capitali rispetto all’anno in corso.

L’export

Nel primo semestre 2025 le esportazioni di beni, valutate a prezzi correnti, si sono ridotte dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2024 (in crescita del 2,1 in Italia). Il calo è stato determinato in prevalenza dalla contrazione verso i paesi extra UE (-2,4%), soprattutto Cina e Stati Uniti (-12,1% e -5,5%, rispettivamente). L’anticipazione degli ordini da parte degli importatori statunitensi (front- loading) in vista del possibile inasprimento dei dazi è stata meno marcata in Veneto rispetto al complesso del Paese. In base all’indagine Sondtel, circa un quarto delle imprese esportatrici verso gli Stati Uniti ha beneficiato di un aumento degli ordini da quel paese nei mesi precedenti all’incremento dei dazi, ma prevalentemente di entità contenuta. Quasi la metà si attende un calo delle vendite, in prevalenza moderato, nell’ultimo trimestre dell’anno.

Le costruzioni

Nel primo semestre 2025 le ore lavorate nelle costruzioni sono cresciute (5,1% sul semestre corrispondente). L’avanzamento delle opere del PNRR e di quelle relative alle Olimpiadi invernali 2026 ha contribuito a sostenere l’attività del settore. Secondo i dati Sondtel, per il complesso dell’anno in corso il saldo tra le imprese che prevedono un aumento del valore della produzione e quelle che ne prevedono una riduzione è sostanzialmente nullo. Per il 2026 la produzione rimarrebbe invariata per circa quattro imprese su cinque.

I servizi

Stando alle evidenze di Sondtel, nei primi nove mesi dell’anno in corso per le imprese dei servizi privati non finanziari il saldo tra la quota di casi di aumento e quella di casi di riduzione del fatturato a prezzi correnti è risultato pari a 13 punti percentuali (8 nello stesso periodo del 2024). Anche le attese riguardo al valore delle vendite nei prossimi sei mesi appaiono moderatamente positive: circa un terzo delle imprese si attende un aumento, due terzi una stabilità. I programmi di investimento per l’anno in corso, improntati a una sostanziale stazionarietà, sarebbero rispettati dal 70% delle imprese. Per il 2026 le imprese manifestano un atteggiamento prudente: oltre i tre quarti hanno in programma di mantenere invariati gli investimenti.

Secondo i dati dell’Istat e della Regione Veneto, dopo quattro anni di crescita sostenuta, nei primi nove mesi dell’anno in corso le presenze turistiche nelle strutture ricettive registrate sono lievemente diminuite (-1,1% rispetto allo stesso periodo del 2024); la riduzione è stata più intensa per i viaggiatori italiani rispetto a quelli stranieri.

Le condizioni economico-finanziarie e il finanziamento

Nonostante la debolezza dell’economia, la redditività delle imprese venete si manterrebbe soddisfacente anche nel 2025. La liquidità finanziaria ha mostrato una moderata contrazione, pur mantenendosi su livelli elevati, anche per le aziende di minori dimensioni. I prestiti alle imprese sono diminuiti del 2,8% su base annua a giugno 2025; la flessione si è attenuata rispetto a sei mesi prima, ma la dinamica rimane peggiore di quella media nazionale (-0,2 per cento).

In base ai dati dell’Istat, nel primo semestre 2025 l’occupazione in regione è aumentata dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (1,4 in Italia). Il tasso di occupazione è rimasto sostanzialmente stabile (70,1%), quello di disoccupazione è sceso al 3,1% (6,7% in Italia). Nel settore privato non agricolo nel complesso dei primi nove mesi dell’anno il saldo tra le posizioni lavorative attivate e quelle cessate (attivazioni nette) è rimasto positivo, seppure in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2024.

Nei primi sei mesi 2025, secondo le stime della Banca d’Italia, il reddito disponibile lordo a valori correnti delle famiglie consumatrici venete è aumentato del 2,5% (3,0% nel complesso del Paese); Il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto meno intensamente (0,5%). L’inflazione è di nuovo aumentata nell’anno in corso: a settembre la variazione dei prezzi sui dodici mesi è risultata pari all’1,7% in Veneto (1,6% in Italia). L’andamento dei consumi si è confermato molto debole: la spesa delle famiglie a valori costanti sarebbe aumentata dello 0,2% in regione (0,7 in Italia). Alla fine di giugno i finanziamenti di banche e società finanziarie alle famiglie consumatrici venete hanno accelerato (3,3% sui 12 mesi, dall’1,8% di dicembre 2024). Vi ha contribuito soprattutto l’incremento dei mutui per l’acquisto della casa; la dinamica sostenuta delle nuove erogazioni ha riflesso la flessione del costo dei finanziamenti avvenuta negli ultimi due anni e la ripresa delle compravendite immobiliari.

A giugno 2025 i prestiti bancari al settore privato non finanziario veneto sono diminuiti dello 0,4% su base annua, attenuando la flessione rispetto a sei mesi prima (-3,3% a dicembre 2024); a livello nazionale sono invece moderatamente cresciuti (1,0%). Alla riduzione dei prestiti alle imprese si è contrapposta la crescita di quelli alle famiglie consumatrici.

Alla fine del primo semestre dl 2025 il tasso di deterioramento dei prestiti di banche e società finanziarie è rimasto invariato rispetto a sei mesi prima, collocandosi allo 0,8%. L’indicatore risulta inferiore rispetto alla media nazionale (1,2%) e del NordEst (1,1%) e contenuto nel confronto storico.

A giugno 2025 i depositi bancari di famiglie e imprese residenti in regione sono calati (-1,2% su dodici mesi). La riduzione ha riguardato tutte le forme tecniche e ha interessato le imprese, mentre i depositi delle famiglie consumatrici hanno continuato a crescere.

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