Recital pianistico di Alexander Malofeev alla Filarmonica di Trento

E l’Orchestra Filarmonica Settenovecento allo Zandonai di Rovereto. Domenica 30 novembre all’insegna della grande musica classica.

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recital pianistico
Il pianista Alexander Malofeev.

Domenica 30 novembre all’insegna della grande musica classica con due appuntamenti di sicuro interesse, uno con il recital pianistico di Alexaner Malofeev alla Filarmonica di Trento (ore 20.00) e l’altro con l’Orchestra Filarmonica Settenovecento al Teatro Zandonai di Rovereto (ore 20.30).

Malofeev, classe 2001, già vincitore del Premio Čajkovskij nel 2014, oggi è considerato un interprete capace di coniugare un’eccezionale maturità artistica con una sensibilità timbrica fuori dal comune.

Sei anni dopo il suo primo, memorabile debutto trentino, Malofeev si presenta con un percorso ormai pienamente consolidato: recital nelle grandi sale europee, collaborazioni con orchestre di primo piano, inviti da parte dei maggiori festival e un profilo riconosciuto come tra i più autorevoli della sua generazione.

Il debutto al Musikverein di Vienna – definito da Der Standard «una rivoluzione pianistica mondiale» – ha segnato uno dei passaggi chiave della sua affermazione, seguito da tournée nelle principali città europee, americane e asiatiche. Artisti come Valery Gergiev, Mikhail Pletnev, Riccardo Chailly e Kazuki Yamada hanno elogiato il suo equilibrio tra controllo e ardore, tra pensiero formale e tensione emotiva, qualità che lo rendono oggi uno dei pianisti più ricercati a livello internazionale.

Il programma preparato per il recital pianistico alla Filarmonica di Trento riflette la sua attitudine a costruire percorsi narrativi originali, attraversando linguaggi, epoche e identità culturali lontane senza mai scivolare nella semplice esibizione virtuosistica. Dai paesaggi interiori di Sibelius alle evocazioni stilizzate di Grieg, dalla visionarietà ascetica di Rautavaara alle rarefazioni di Janáček, fino alla tensione drammatica di Liszt e agli abissi armonici di Scriabin, Malofeev tesse un itinerario che è al tempo stesso un omaggio al Nord Europa, un’indagine sulla modernità e una ricerca quasi psicologica sul suono. Una scelta che conferma la sua propensione a trattare ogni recital come un racconto compiuto, capace di rivelare sensibilità, coraggio e un gusto musicale fuori dal comune.

Per la musica sinfonica, i giovani dell’Orchestra Filarmonica Settenovecento si confrontano con la Sinfonia n. 8 di Beethoven e la Sinfonia n. 4 di Brahms, sotto la guida del giovane e promettente Giovanni Conti, classe 1996 e secondo premio alla XIII edizione del “Premio Guido Cantelli” di Novara.

Entrambe le sinfonie segnano la maturità di due dei massimi compositori della musica cosiddetta “classica”: Beethoven e Brahms, assieme a Bach posti da Hans von Bülow nel 1880 a formare “la Trinità della storia della musica”. La Sinfonia n. 8 fu composta da Beethoven nel 1811, all’inizio del secolo romantico; la Sinfonia n. 4 è la celeberrima opera brahmsiana del 1885, quando ormai l’Ottocento – e il Romanticismo – hanno raggiunto il loro apice e si avviano alla conclusione.

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