Concessione A22: il Mit riapre la gara con termine il 3 dicembre per partecipare

Soddisfazione dei maggiori azionisti del Trentino Alto Adige. Dubbi delle associazioni dei consumatori per la probabile tagliola della Commissione Ue. Tre giorni per presentare le richieste di partecipazione.

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concessione a22 autostrada del brennero

Dopo un lunghissimo tira e molla istituzionale, il ministero delle Infrastrutture e trasporti riapre la gara per l’assegnazione della concessione A22, autostrada del Brennero da 313 chilometri dal confine fino a Campogalliano fissando una scadenza decisamente ridotta per partecipare: le ore 12.00 del 3 dicembre prossimo.

La decisione del ministro Matteo Salvini è salutata con soddisfazione da Arno Kompatscher, presidente della regione Trentino Alto Adige e maggiore azionista singolo dell’attuale concessionaria scaduta da 11 anni, Autostrada del Brennero Spa che ha presentato una proposta di finanza di progetto con investimenti da 10 miliardi di euro in cambio di una concessione lunga ben 50 anni.

Per Kompatscher «quella del ministero dell’economia è una scelta assolutamente condivisibile e abbiamo già rappresentato nelle ultime settimane più volte che non solo non ci sono vertenze aperte sulla gara che era stata pubblicata ma non c’è neanche il rischio di impugnazione in questa fase perché i termini sono già scaduti».

«Non è vero che l’Unione Europea ha criticato il diritto di prelazione di per sé, ma riguardo al codice degli appalti e non alla legge speciale che regola il bando per l’A22 – puntualizza Kompatscher -. Sul codice appalti ha criticato la paventata mancanza di trasparenza nella prima fase di una gara con prelazione. Nel nostro caso la trasparenza c’era tutta perché la legge stessa che ha istituito questa gara determina i criteri con i quali viene scelto il proponente che poi ha il diritto di prelazione. Proprio questo è il tema che l’Unione europea critica rispetto il codice degli appalti perché lì non sarebbe prevista la trasparenza sui criteri. Nel nostro caso c’è. E io sono convinto che sono proprio questi argomenti che hanno alla fine portato il ministro ed i tecnici del ministero alla decisione di andare avanti con la gara».

Per quanto riguarda il piano presentato da Autostrada del Brennero, Kompatscher è convinto che «i contenuti di questa proposta di finanza di progetto siano tutti assolutamente a favore dei cittadini dei territori attraversati, del sistema Paese. Sono oltre 10 miliardi di investimenti in sostenibilità, tutela dell’ambiente, sicurezza per il traffico, per chi usa l’autostrada, ma soprattutto anche investimenti che portano a creare un indotto importante per i territori attraversati. Perciò qui prevale l’interesse pubblico e siamo convinti che questa sia un’ottima scelta. Complimenti ovviamente al ministero, noi avevamo dall’inizio condiviso questa strategia».

Soddisfatto per la riapertura della gara anche il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti: «sono soddisfatto per la riapertura del bando di A22. D’altronde, i ricorsi che c’erano, oggi non ci sono più, quindi ringraziamo il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il ministro Matteo Salvini e tutta la struttura tecnica per aver deciso di riaprire il bando».

La pensa diversamente il fronte dei consumatori: «la gestione ultradecennale in proroga dell’A22 rappresenta una situazione ormai intollerabile e priva di giustificazione normativa» afferma il Codacons che ha notificato al ministero delle infrastrutture e dei trasporti il rinnovo dell’istanza di annullamento in autotutela con cui l’associazione torna a chiedere la revoca del decreto del 27 giugno 2025 che ha sospeso la gara pubblica per l’affidamento della concessione dell’Autostrada A22, prorogando così la gestione in favore della Società Autostrada del Brennero S.p.A., la cui concessione è scaduta dal 2014.

Il rinnovo, spiega il Codacons, si fonda «sulla mancata risposta del Mit alla prima istanza del 15 settembre, nonché sulla lettera di messa in mora complementare dell’8 ottobre 2025 con la quale la Commissione europea ha censurato in modo netto l’istituto della prelazione e la procedura di “project financingutilizzati per l’indizione del bando».

Nella lettera inviata al Mit, sottolinea il Codacons, «Bruxelles ha definito la prelazione un meccanismo che “riduce la gara a un vuoto adempimento burocratico”, disincentiva la partecipazione di altri operatori e attribuisce al promotorevantaggi competitivi decisivi”, in violazione dei principi europei di parità, trasparenza e concorrenza». Per il Codacons, questa presa di posizione rende «del tutto ingiustificata la sospensione del Mit, fondata sull’attesa della decisione della Corte di giustizia Ue nel procedimento relativo alla legittimità del diritto di prelazione nelle concessioni autostradali. La Commissione si è già espressa due volte in modo inequivocabile: non esiste alcuna necessità di attendere la Corte», mentre, sostiene l’associazione, «a causa delle proroghe e della sospensione della gara, Autobrennero continua a incassare utili milionari».

Con il rinnovo dell’istanza, il Codacons chiede al ministero di «revocare la sospensione della gara, in quanto misura contraria al diritto europeo, fonte di un vantaggio indebito per il concessionario uscente e potenzialmente produttiva di danno erariale per la collettività, e di ripristinare immediatamente il confronto concorrenziale». Cosa che il ministero ha fatto.

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