Trento e Bolzano si confermano le città con la migliore qualità della vita, migliorando entrambe una posizione rispetto al 2024, incalzate da un’altra realtà del NordEst autonomo, Udine secondo la classifica de “il Sole 24 Ore”.
Il capoluogo trentino dal 1990 ad oggi ha conquistato tre primi posti, tre secondi posti e nove terzi posti, mentre quello altoatesino finora ha vinto cinque primi posti, dieci secondi e quatto terzi posti. In coda alla classifica per la qualità della vita realtà del Sud Italia, con Crotone, Siracusa e Reggio Calabria.
«Con le posizioni di vertice di Trento e Bolzano, incoronate dall’edizione 2025 della Qualità della vita tra le 107 province italiane esaminate, per una volta la percezione soggettiva coincide dunque con i dati frutto di monitoraggi empirici: sono 90 gli indicatori statistici utilizzati, forniti alla redazione da fonti certificate, che misurano il benessere nei territori italiani» affermano gli estensori della ricerca del quotidiano confindustriale.
In particolare, per il Trentino si tratta di una convalida: la provincia autonoma, che sale di un gradino e arriva al primo posto, nel 2025 ha già vinto due tappe intermedie con indici tematici che contribuiscono a dare forma alla classifica di fine anno: l’Indice della sportività ed Ecosistema urbano, pubblicati su “il Sole 24 Ore” tra settembre e ottobre scorso. Entrambe le città la fanno da padrona per quanto riguarda l’indicatore “affari e lavoro”, mentre non brillano per quanto riguarda il capitolo “giustizia e sicurezza” (Trento si piazza 19/a e Bolzano 32/a).
Nelle prime 10 posizioni, trionfa il Nord con Bologna quarta e Milano ottava, ma anche con province di piccola taglia, come Bergamo (quinta, vincitrice nel 2024), Treviso (sesta, con il record di posizioni risalite: +18), Verona (settima), Padova (nona, che ritorna tra le prime 10 dopo 30 anni di assenza) e Parma (decima ).
In generale risalgono le grandi città metropolitane: solo due su 14, Bari e Catania, calano di posizione rispetto all’indagine dell’anno scorso, Roma guadagna 13 posizioni rispetto all’edizione 2024 arrivando 46/a. Genova sale di 11 gradini arrivando al 43° posto, Torino sale di una posizione (57ª). Firenze è stabile al 36/o posto. La competitività di questi territori sul piano degli affari e del lavoro, ma anche l’attrattività su quello degli studi e dell’offerta culturale, contribuiscono dunque a mitigare la presenza di disuguaglianze accentuate che rende queste aree più esposte alla polarizzazione interna.
Il Sud rimane in coda con Cagliari al 39/o posto prima provincia meridionale per piazzamento (sale di cinque posizioni) e Reggio Calabria ultima classificata, ultima per il secondo anno consecutivo. Bari è 67/a (in calo di due posizioni), Messina 91/a, Catania 96/a, in calo di 13 posizioni), Palermo 97/a e Napoli 104/a.
Rimane forte il divario tra Nord e Sud: una spaccatura geografica che, in 36 edizioni della Qualità della vita, non ha accennato a sanarsi, nonostante i punti di forza del Mezzogiorno nella demografia, nel clima, nel costo della vita decisamente più accessibile, e i fondi (inclusi quelli del Pnrr) che negli anni hanno contribuito a dare una spinta alle imprese e al Pil di questi territori. Le ultime 22 classificate continuano a essere province meridionali.
L’indagine fotografa il benessere nelle province italiane con 90 indicatori divisi in sei categorie: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia, società e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero. Le classifiche di tappa si confermano sei: Milano vince in “Ricchezza e consumi”; Milano mantiene il vertice in “Affari e Lavoro”; Brescia guida in “Ambiente e servizi”; Bologna è leader in “Demografia, salute e società”; Oristano guida la classifica di “Giustizia e sicurezza”; Trieste si conferma la migliore per “Cultura e tempo libero”. Una menzione a parte va a Siena che vince la quinta edizione della Qualità della vita delle donne, un indice sintetico basato su 14 parametri (tra cui tasso di occupazione, imprese femminili, amministratrici donne di imprese e di entri locali, quota di laureate, gap retributivo e occupazionale, competenza numerica e alfabetica non adeguata) che va poi a confluire nella classifica generale, nella categoria Demografia, salute e società.
Il podio dell’edizione 2025 dell’indagine Qualità della vita dà soddisfazione al presidente della regione Trentino Alto Adige e della provincia di Bolzano, Arno Kompatscher: «è senz’altro positivo quando le statistiche premiano il nostro territorio. Queste classifiche però vanno sempre prese con cautela perché ovviamente sono composte da tanti elementi e la banca dati non sempre rappresenta il quadro completo e preciso. Si conferma comunque un trend che le nostre due Province si trovano al vertice per quanto riguarda la qualità della vita. Questo è stato confermato anche più volte da altre statistiche di altri organi di stampa o altri istituti. Si tratta perciò di una conferma, poi i dati vanno studiati fino in fondo».
Per il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti, «è il risultato di un lungo percorso di responsabilità e scelte politiche volte a creare le condizioni affinché ai cittadini sia garantito l’accesso non solo a servizi pubblici adeguati, ma anche di alta qualità anche nelle zone più periferiche del territorio».
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