Porto di Venezia: i primi passi del nuovo presidente dell’Asp Gasparato

L’escavo a sud di isola delle Trezze, il rilancio di Chioggia e il terminal esterno della laguna di Venezia.

0
337
porto Venezia porto navi crociera

Il neo presidente dell’Autorità di sistema portuale di Venezia, Matteo Gasparato, nel corso della sua conferenza stampa di insediamento ha presentato i primi passi del suo mandato.

«Un primo risultato concreto è stato aver raggiunto il parere favorevole della Commissione Via sul progetto di un nuovo sito per la messa a dimora dei sedimenti da escavo localizzato a sud dell’isola delle Tresse. È un passaggio fondamentale per garantire la continuità dei dragaggi, la sicurezza della navigazione e le opere commissariali. Lancio qui una prima idea – ha proseguito -: vorrei che fossero i giovani di Venezia a decidere il nome ufficiale di questa nuova isola, con un concorso dedicato alle scuole del territorio».

Il progetto, ha ricordato Gasparato, «ha un valore complessivo di 82 milioni di euro, si estende su 46 ettari e prevede un volume di conferimento di 6,8 milioni di metri cubi di sedimenti». L’avvio dei lavori, «salvo ricorsi è previsto per luglio 2026, e avrà durata di 12 mesi».

Quanto allo spostamento fuori il porto di Venezia delle grandi navi, «non è vero che non mi interessa il terminal offshore, perché rappresenta una delle prospettive strategiche per il futuro della portualità veneziana – ha detto Gasparato -. Si tratta di un’infrastruttura concepita per consentire l’attracco delle grandi navi al di fuori delle aree protette della laguna, garantendo al contempo la tutela di un ecosistema unico al mondo e la continuità dell’attività portuale».

Il terminal offshore «non nasce da una scelta discrezionale – ha ricordato -, ma da un preciso indirizzo normativo dello Stato, che impone all’autorità portuale di avviare un concorso di idee in due fasi». Il procedimento «ha conosciuto diversi passaggi complessi e ricorsi – ha precisato Gasparato -, ma recentemente è stata individuata una proposta ideativa ammissibile, che dovrà essere sviluppata in un progetto di fattibilità tecnico-economica da presentare entro il 31 luglio 2026».

«È un’opera complessa – ha proseguito -, che richiede verifiche tecniche e ambientali, la valutazione delle coperture finanziarie e lavori in mare aperto. Non è un intervento immediato, ma è un’infrastruttura destinata a incidere per decenni sul futuro del porto».

Infine il rilancio di Chioggia «che avrà un ruolo di ritrovata centralità. Nell’arco di qualche mese voglio stabilire una sede stabile dell’Autorità in città – ha detto Gasparato -. A Chioggia oggi le nostre presenze sono legate a chi di giorno in giorno si ferma. Vogliamo essere presenti come riferimento sia per il territorio comunale che per la Capitaneria di porto, un presidio reale che non si muove». Con la città «abbiamo stabilito in questi mesi un buon dialogo e credo ci sarà un’accelerazione sugli interventi attualmente in piedi».

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/ilnordest

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian

X

x.com/nestquotidiano

© Riproduzione Riservata