Economia trentina in frenata nel III trimestre 2025

I dati della Camera di commercio di Trento. Dimezzata la crescita rispetto al II trimestre. Tengono i servizi e il terziario avanzato.

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Nel terzo trimestre 2025 il fatturato delle imprese esaminate nell’indagine sulla congiuntura economica in provincia di Trento, curata dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di commercio, aumenta dello 0,7% rispetto al corrispondente trimestre dello scorso anno, evidenziando una situazione in rallentamento dell’economia trentina rispetto al periodo aprile-giugno, in cui la variazione era risultata più che doppia, pari a +1,5%.

Il settore che mostra l’andamento più favorevole è rappresentato dai servizi alle imprese e terziario avanzato (+10,7%), che continua a caratterizzarsi per una dinamica sensibilmente positiva da ormai molti trimestri. Variazioni in aumento, ma più contenute, riguardano anche i trasporti (+1,6%) e l’edilizia (+1,4%); quest’ultimo settore, però, segnala un deciso rallentamento rispetto ai precedenti periodi.

I settori dell’economia trentina che nel terzo trimestre evidenziano i risultati più deboli sono il manifatturiero (+0,0%) e il commercio all’ingrosso (-0,7%), che risentono ormai da tempo del difficile contesto internazionale, e il commercio al dettaglio (-1,0%), trascinato al ribasso in special modo dalla componente non alimentare.

Il fatturato realizzato in provincia di Trento aumenta su base annua dell’1,0%, dato superato da quello conseguito in ambito nazionale (extra-provinciale) che segna un +2,7%. Sul fronte internazionale, invece, si registra una ulteriore contrazione, anche se leggermente più contenuta rispetto ai precedenti tre mesi (-2,8%).

La variazione tendenziale dei ricavi delle vendite risulta negativa per le imprese di più piccola dimensione, con 1-10 addetti, (-2,1%), mentre è in crescita per le medie (+4,7%) e per le grandi imprese (+0,8%).

La dinamica dell’occupazione mostra, anche in questo trimestre, un andamento leggermente positivo (+0,8%). In particolare, si riscontrano aumenti significativi presso i comparti dei servizi alle imprese (+2,4%) e dei trasporti (+2,7%). In contrazione, invece, la base occupazionale del commercio al dettaglio (-1,7%), delle costruzioni (-0,7%) e del commercio all’ingrosso (-0,2%).

Presso le imprese di più piccola dimensione (fino a 10 addetti) l’andamento occupazionale è, anche in questo periodo, negativo (-2,8%), mentre risulta in crescita tra le medie (tra 11 e 50 addetti) e le grandi imprese (oltre 50 addetti), con valori pari rispettivamente a +2,6% e a +2,8%.

Gli ordinativi fanno registrare un dato in leggera contrazione (-1,2%) rispetto al trimestre precedente. La variazione degli ordini si mantiene però leggermente positiva nel manifatturiero (+1,9%), mentre è in decisa contrazione nelle costruzioni (-12,9%).

Stabili i giudizi degli imprenditori, con la maggior parte degli intervistati soddisfatti della redditività attuale della propria azienda. Rimangono invece più caute, ma in lieve miglioramento, le valutazioni in prospettiva.

«Il terzo trimestre 2025 – spiega Andrea De Zordo, presidente dell’ente camerale e di Confartigianato Trentinomostra segnali di un lieve peggioramento rispetto al primo semestre dell’anno, pur in un contesto di debole, ma costante, crescita dei fatturati delle imprese (+0,7%). Rimangono evidenti le sensibili difformità nelle dinamiche settoriali, ed è proprio grazie a un’economia diversificata che il nostro territorio, in questo momento, riesce a garantire una stabilità complessiva, nonostante le crescenti sfide e difficoltà che maturano nel contesto internazionale. L’attenzione ora deve essere rivolta a quei comparti, come la manifattura, che sperimentano le maggiori problematicità e, da questo punto di vista, credo che vada accolta con favore la volontà da parte del Governo provinciale di definire, assieme ai principali attori del sistema produttivo, un nuovo Piano delle politiche industriali».

Tocca anche al bilancio 2026 della provincia di Trento, prossimo alla discussione, cercare di dare una spinta all’economia trentina che abbracci tutti i settori, a partire da quelli più deboli o sempre trascurati dall’intervento pubblico, come quello dei circa 50.000 liberi professionisti, tagliati fuori da qualsiasi intervento di sostegno pubblico, nonostante contribuiscano in modo non trascurabile all’economia provinciale, sia in termini di fatturato che, soprattutto, di conoscenze, adeguando la normativa locale al nuovo Codice degli incentivi nazionale che entra in vigore dal gennaio 2026.

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