Oltre 3.300 parlanti coinvolti in 1.033 diversi comuni, 18 lingue minoritarie “mappate”, migliaia di audio raccolti nella più grande audio-mappa digitale dedicata alle lingue minoritarie del Nord Italia: si è chiuso dopo una fase preparatoria e un percorso durato oltre due anni il progetto AlpiLinK – Lingue Alpine in contatto, che ha visto come capofila l’Università di Verona e ha coinvolto gli atenei di Bolzano, Trento, Torino e Valle d’Aosta.
L’iniziativa è stata finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca come progetto di ricerca di rilevante interesse nazionale. I risultati emersi e gli sviluppi futuri sono stati presentati all’Università di Verona con i professori referenti del progetto dei cinque atenei – Stefan Rabanus, Birgit Alber, Ermenegildo Bidese, Livio Gaeta, Gianmario Raimondi – e del Prorettore per la valorizzazione delle conoscenze per la società, Matteo Ballottari.
La mappa interattiva open disponibile sul sito www.alpilink.it propone i contributi registrati dai cittadini che hanno partecipato spontaneamente alla ricerca e gli audio raccolti dagli oltre 1.100 studenti delle 36 scuole secondarie di secondo grado coinvolte nel progetto con incontri di formazione nelle classi e attività sul campo con interviste ai parlanti del proprio territorio di riferimento. In Veneto sono oltre 5.900 i contributi audio raccolti, per la maggior parte nei diversi dialetti veneti, ma anche in varietà di ladino e cimbro; 18 le scuole che hanno partecipato al progetto.
Il database di AlpiLinK rappresenta un contributo importante allo studio e alla divulgazione della conoscenza delle lingue minoritarie e dei dialetti, da quelli più diffusi fino a quelli parlati in piccole isole linguistiche.
Friulano, veneto, trentino, ladino, lombardo, piemontese, francoprovenzale, occitano, walser, cimbro, mòcheno, sappadino, saurano, timavese, tirolese, resiano, tedesco e sloveno della Val Canale: queste le varietà linguistiche, romanze, germaniche e slave, interessate dalla ricerca. Fra i partecipanti, il più anziano ha 101 anni, è della Val Badia e parla ladino, mentre la palma del più giovane spetta a un bambino di 4 anni che parla il francoprovenzale. Il comune in cui si è registrata la partecipazione maggiore è il piccolo borgo di Luserna, isola linguistica cimbra in Trentino, dove il 13% della popolazione è stato coinvolto nel progetto.
AlpiLinK rappresenta così un “cruscotto” per l’attività di ricerca che permette di “navigare” alla scoperta delle diversità linguistiche mettendo a confronto – in modo trasversale, attraverso una rapida comparazione – le diverse espressioni utilizzate dai partecipanti alla ricerca per esprimere lo stesso concetto.
Alla grande “mappa” che raccoglie gli audio nelle diverse varietà linguistiche si affianca un’iniziativa collegata promossa dall’Università di Verona in collaborazione con l’Associazione Tzimbar: il lancio del primo dizionario online cimbro-italiano e italiano-cimbro dedicato alla varietà cimbra di Giazza, a Selva di Progno in Lessinia (Provincia di Verona). Una pubblicazione digitale (accessibile tramite il sito tautsch.it), curata dalla comunità stessa (Associazione Tzimbar) e supervisionata dai linguisti Stefan Rabanus e Alessandra Tomaselli, che hanno attinto anche ai dati raccolti nel contesto di AlpiLinK.
Le prospettive future di AlpiLink sono connesse al progetto “corDATA”: «la piattaforma che abbiamo costruito grazie al percorso attivato con AlpiLinK ci consente di sperimentare una nuova dimensione collaborativa della ricerca, che è destinata ad ampliarsi – ha spiegato Stefan Rabanus, professore di Linguistica Tedesca all’Università di Verona e coordinatore di AlpiLinK -. Potrebbe diventare la piattaforma di riferimento per le lingue non solo del Nord Italia, ma di tutto il Paese, una mappa geografica online, dunque, che si prepara ad accogliere e integrare i risultati di altre ricerche. Abbiamo già attivato una collaborazione in questo senso con l’Università di Firenze».
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