Corridoio Imec al centro dell’Indo-Mediterranean Business Forum di Trieste

Il Friuli Venezia Giulia impegnato per rafforzare il ruolo del porto di Trieste come terminal europeo della tratta internazionale.

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corridoio imec
Le autorità dell'Indo-Mediterranean Business Forum svoltosi a Trieste.

«Il corridoio Imec Indo-Mediterraneo oggi non è più solo un’ambizione esclusiva di operatori o protagonisti indiretti, ma un progetto internazionale sostenuto dal Governo italiano – ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga in apertura dell’Indo-Mediterranean Business Forum -. L’alleanza con le istituzioni, unita alla strategicità di questa importante rotta commerciale, rientra in un’operazione che rappresenta un’opportunità economica irrinunciabile per tutta l’Europa. Il nostro compito è rafforzare il legame con l’India e i Paesi del Golfo anche dal punto di vista commerciale: in questo percorso Trieste rappresenta la porta d’ingresso nel Continente e un collegamento essenziale».

Secondo Fedriga «tutti i Paesi che raggiungono il Mediterraneo attraverso l’India guardano al corridoio Imec come unica possibilità per rinsaldare i collegamenti tra Oriente e Occidente. Il corridoio potrà tutelare un’intera area che, con l’apertura delle rotte polari, rischia di essere esclusa dal commercio mondiale. Parliamo inoltre di una scelta politica di valenza transatlantica, utile a rafforzare i rapporti internazionali che dall’asse indo-mediterraneo arrivano fino agli Stati Uniti».

«Dobbiamo essere consapevoli – ha proseguito Fedriga – che il Friuli Venezia Giulia, tramite il porto di Trieste e di Monfalcone e grazie alla propria posizione geografica, può essere il cuore di questo progetto, massimizzando la convenienza economica delle rotte che provengono dall’Oriente. In quest’ottica dobbiamo perseguire due obiettivi fondamentali: formalizzare gli accordi istituzionali e intervenire con gli investimenti necessari a rendere concrete le risposte che Imec potrà dare negli anni a venire».

«Il corridoio Indo-Mediterraneo vede il Friuli Venezia Giulia come suo territorio strategico attraverso il porto di Trieste e come ambito predisposto ad accoglierlo sotto il profilo infrastrutturale e ambientale» hanno sostenuto gli assessori regionali alle Infrastrutture e Territorio, Cristina Amirante, e alla Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro.

«Trieste è lo sbocco ideale tra gli scali proprio perché ha la tratta più lunga via mare e più corta via terra verso tre dei quattro corridoi che riguardano il corridoio Imec e che passano per il Friuli Venezia Giulia – ha rilevato Amirante -. La nostra regione ha un sistema di porti e retroporti completamente connessi: in prospettiva dobbiamo sciogliere le criticità ferroviarie che ancora esistono, chiedendo al ministero delle Infrastrutture di continuare a sostenere la realizzazione del nuovo nodo di Udine per poi riprendere in mano anche il fascicolo all’epoca abbandonato dell’Alta capacità Trieste-Monfalcone. Lavoriamo in sintonia con le altre Regioni d’area e per questo – ha concluso Amirante – abbiamo fatto precedere il convegno odierno dagli Stati generali della Logistica, dai quali è scaturito l’accordo delle Regioni del NordEst sulla piattaforma logistica a supporto del porto di Trieste».

Scoccimarro ha evidenziato la vocazione storica di Trieste come via di traffico privilegiata della Mitteleuropa fin dall’epoca dell’Impero Asburgico, vocazione le cui vestigia sono ancora ben presenti.

Per Tatjana Rojc (Pd), segretaria della commissione Politiche Ue del Senato e componente dell’Intergruppo parlamentare per l’Imec, rivolgo «un appello a tutto l’arco parlamentare affinché con l’extradoganalità si dia a Trieste l’opportunità di tornare a essere centrale in Europa. Nel grande progetto geopolitico rappresentato dall’Imec la collocazione di Trieste e il ruolo che può avere sarà importante per la Regione, per i rapporti bilaterali tra Slovenia, Croazia e Italia, e per tutta l’Europa».

Per la senatrice, che ha ricordato di aver depositato un disegno di legge per l’attuazione del regime di porto franco internazionale a Trieste e ha segnalato come l’indirizzo sia condiviso anche da esponenti di Governo oltre che dal presidente della commissione Politiche Ue del Senato, Terzi di Sant’Agata presente al Summit, ha inquadrato le opportunità dello scalo come «punto di riferimento di un sistema portuale ad ampio raggio».

Relativamente al quadro internazionale, Rojc ha parlato del «grande investimento che sarà necessario per collegare l’India con i porti che apriranno la via a Imec», evidenziando «gli scambi economici in aumento tra l’Europa tutta e l’India», e ha posto un’enfasi sull’esigenza di «stabilità dei paesi dei Balcani occidentali e il loro ritorno all’interno dell’Europa».

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