Nel Salone del Grano della Camera di Commercio Venezia Rovigo, nel cuore del centro storico, il Polesine ha messo in vetrina il proprio lato più dinamico. La tappa rodigina di “Eccellenze del Nord Est – Le imprese più dinamiche 2025”, il roadshow promosso dagli Ordini dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Belluno, Padova, Pordenone, Rovigo, Trento-Rovereto, Treviso e Venezia con Banca Ifis main partner e il Centro VERA dell’Università Ca’ Foscari Venezia come partner scientifico, ha incrociato numeri e testimonianze per rispondere a una domanda diretta: conflitti e tensioni commerciali, quale impatto sulle imprese del Nord Est?
A fare gli onori di casa è stato il presidente dell’Ordine di Rovigo, Riccardo Borgato, che ha voluto affiancare alla parte privata dell’assemblea di bilancio un momento pubblico aperto a istituzioni, imprese e cittadinanza. Un modo per ribadire che i commercialisti non sono solo addetti agli adempimenti fiscali e di bilancio, ma interlocutori stabili del tessuto economico e sociale. Borgato ha ricordato come l’Ordine garantisca etica, formazione continua, assicurazione professionale e rispetto del codice deontologico: vincoli impegnativi, ma proprio per questo garanzia di affidabilità agli occhi di imprese, banche e amministrazioni.
Il quadro del territorio: resilienza, legalità e scelte basate sui dati
Il parterre istituzionale ha confermato la centralità del tema. Il prefetto Franca Tancredi ha richiamato il legame stretto tra crescita economica, legalità, sicurezza e coesione sociale: pilastri che rendono il territorio attrattivo per gli investimenti e che nel Polesine trovano un equilibrio raro. Nelle sue parole, la fotografia di una provincia che vive difficoltà reali nei settori manifatturiero, agroalimentare, logistica ed energia, ma che ha saputo dimostrare resilienza, capacità di “cadere e rialzarsi”, volontà di fare rete tra imprese e istituzioni.
Il presidente della Provincia Enrico Ferrarese ha insistito sulla stessa linea: la ricerca prodotta da Ca’ Foscari e dagli Ordini è uno strumento di lavoro per chi governa il territorio, perché obbliga ad ancorare le scelte a dati e non solo a percezioni.
L’Indice Sintetico di Performance: numeri che raccontano le imprese rodigine
Il cuore tecnico dell’appuntamento è stato l’intervento di Tommaso Fornaini, dottore commercialista dell’Ordine di Treviso e componente della commissione che coordina il progetto ISP, affiancato da Silvia Cagnoni, consigliere dell’Ordine di Rovigo.
Partendo da un campione di 2.448 società di capitali rodigine, i due relatori hanno mostrato come, pur partendo da dimensioni medie inferiori a quelle del Triveneto e dell’Italia, le imprese del territorio esprimano livelli di marginalità operativa superiori, con un Ebitda su vendite che negli ultimi anni ha costantemente battuto le medie di area e nazionale. Contestualmente, il rapporto debito/equity è sceso verso quota 1, segno di un uso equilibrato della leva finanziaria e di patrimoni aziendali rafforzati.
L’analisi per comparti ha restituito un’economia diversificata. Il commercio è il settore che pesa di più sul valore della produzione, seguito da metallurgia e prodotti minerali, alimentare-bevande e dal macro-aggregato costruzioni-immobiliare. In quest’ultimo comparto, la spinta dei bonus edilizi ha portato a una crescita sostenuta sia dei ricavi sia della redditività, con imprese rodigine che nel 2024 mostrano margini e patrimonializzazione superiori alla media.
La metallurgia locale è descritta come “molto efficiente e molto redditizia”, con un indebitamento medio sceso ben sotto l’unità; l’alimentare, dove operano player come l’Industria Dolciaria Borsari, unisce dimensioni significative e una forte vocazione all’export, pur avendo attraversato una fase di compressione dei margini.
A rendere leggibile questa complessità è l’Indice Sintetico di Performance (ISP), sviluppato dal Centro VERA di Ca’ Foscari in collaborazione con gli Ordini dei commercialisti. È un indicatore unico che combina i principali indici economici, patrimoniali e finanziari degli ultimi cinque esercizi, pesati secondo uno schema definito attraverso un sondaggio tra i commercialisti del Triveneto. Non una semplice classifica “per fatturato”, ma una mappa delle imprese che uniscono crescita, redditività, solidità patrimoniale e capacità di generare valore nel tempo. L’ISP è consultabile attraverso una piattaforma online sul sito di Ca’ Foscari che, a fine roadshow, verrà aggiornata con i bilanci 2024, offrendo a imprenditori, banche e policy maker uno strumento operativo per leggere il territorio.
Catene del valore sotto pressione: la voce delle imprese e della finanza
Dai numeri alle voci delle imprese, il passaggio è avvenuto nella tavola rotonda moderata dal giornalista de Il Gazzettino Giovanni Brunoro, con la partecipazione di Carlo Scabin, vicepresidente di Confindustria Veneto Est con delega al territorio di Rovigo, Antonio Zambelli (FEMI-CZ), Andrea Muzzi (IDB – Industria Dolciaria Borsari), Michele Balice (Banca Ifis), Michele Costola (Università Ca’ Foscari Venezia) e dello stesso Borgato.
Zambelli ha ripercorso l’evoluzione di FEMI-CZ, dai primi sistemi portacavi progettati dal fondatore Francesco Zambelli alle grandi commesse per infrastrutture energetiche e di trasporto in Italia e all’estero. Un percorso che oggi tiene insieme prodotto standard per la distribuzione elettrica e soluzioni su misura per grandi opere, con una costante: mantenere il baricentro produttivo nel Polesine e costruire in azienda “avatar” organizzativi in grado di trasferire alle nuove generazioni di collaboratori i valori originari dell’impresa.
Muzzi ha raccontato la trasformazione di un laboratorio familiare di pasticceria in un gruppo internazionale dei lievitati da ricorrenza, con sette marchi, stabilimenti in più regioni e oltre venti milioni di panettoni e pandori venduti nel mondo. Dietro i numeri, una doppia sfida: governare la volatilità estrema delle materie prime e, allo stesso tempo, trovare e fidelizzare manodopera qualificata in un territorio a bassa densità abitativa. La risposta passa per qualità del prodotto, investimenti nel packaging e nella comunicazione e una filiera che privilegia ingredienti italiani e tracciabili.
Dal lato della finanza, Balice ha descritto un ritorno a strumenti “classici” come factoring e reverse factoring, usati però in modo più evoluto per finanziare l’intera filiera, e un crescente ricorso a consulenza e advisory nelle operazioni di passaggio generazionale e aggregazione tra imprese. Il Nord Est resta uno dei territori più vivaci in Italia per operazioni di M&A, segnale della volontà delle PMI di crescere di scala per reggere la competizione globale.
Rischi composti e strategia di lungo periodo: la visione accademica e dei commercialisti
Il professor Michele Costola ha inquadrato il quadro geopolitico con la categoria del “compounding risk”: non più crisi isolate, ma rischi che si sommano e si alimentano a vicenda, dalla pandemia alla guerra russo-ucraina, fino alle tensioni nel Mar Rosso e al ritorno dei dazi. Per reagire, molte imprese stanno diversificando fornitori, riducendo la dipendenza da singole aree del mondo e abbandonando la logica del just in time a favore di scorte e margini di sicurezza nelle catene del valore.
In chiusura, Borgato ha riportato la riflessione sul ruolo dei commercialisti in questa fase. La stagione del professionista concentrato solo sugli adempimenti fiscali è finita: oggi le imprese chiedono supporto nella lettura dei rischi, nella pianificazione finanziaria, nella gestione dei passaggi generazionali e nei progetti di crescita, dal credito alla finanza straordinaria. Un lavoro che richiede squadra, specializzazioni e una rete tra Ordini, università, associazioni d’impresa e sistema bancario.
È, in fondo, la cifra stessa di “Eccellenze del Nord Est”: un progetto Triveneto che unisce gli Ordini di Belluno, Padova, Pordenone, Rovigo, Trento-Rovereto, Treviso e Venezia, Banca Ifis come main partner, il Centro VERA di Ca’ Foscari come motore scientifico, Confindustria Veneto Est e la Camera di Commercio Venezia Rovigo come partner istituzionali e Il Gazzettino come media partner.
A Rovigo, questa alleanza ha mostrato che, in un mondo attraversato da tensioni commerciali e geopolitiche, la vera leva competitiva resta la capacità di leggere i dati, fare sistema e investire con visione di lungo periodo sulle imprese che tengono insieme radici e futuro.
Massimo Casagrande






































