Regione Veneto, ecco la nuova giunta regionale

Stefani: «per la giunta rivendico la scelta della qualità». Gino Gerosa assessore tecnico alla sanità. Dario Bond assessore all’agricoltura e alla montagna. Massimo Bitonci molla il sottosegretariato al Mimit per diventare assessore all’economia.

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Alberto Stefani (al centro) con i componenti della nuova giunta regionale.

Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha presentato a Venezia la composizione della nuova giunta regionale, con dieci assessori e due consigliere delegate. Con delega alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria, c’è il cardiochirurgo Gino Gerosa, 68 anni. Professore ordinario di chirurgia cardiaca dell’Università di Padova, conta oltre 450 pubblicazioni scientifiche e numerosi capitoli in opere specialistiche. Commendatore e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Medaglia d’Oro al Merito della Sanità Pubblica e cittadino onorario di Padova per il contributo alla cardiochirurgia e alla ricerca medica.

Vicepresidente, con deleghe a Turismo e Lavoro, è stato nominato Lucas Pavanetto (FdI), geometra e impiegato tecnico in un’azienda del settore edile. Consigliere comunale a Jesolo (Venezia) dal 2007 al 2009, è stato presidente del Consiglio comunale e consigliere regionale uscente.

Massimo Bitonci (Lega), 60 anni, commercialista esperto di diritto societario, assume le deleghe alle Imprese, Commercio, Fesr, Fiere e Innovazione, Sburocratizzazione. Eletto nel 2022 alla Camera, è diventato sottosegretario al ministero delle Imprese e del “Made in Italy”.

Le deleghe all’Agricoltura, politiche venatorie, aree alte vanno a Dario Bond (FdI), laureato in Scienze agrarie, erborista. Eletto alla Camera nel 2018, nel 2012 è stato nominato delegato nel Comitato paritetico per la gestione dell’intesa per il Fondo comuni confinanti, confermato nel 2023.

Filippo Giacinti (FdI) assume le deleghe al Bilancio, Personale e patrimonio, Affari legali. Avvocato penalista, è stato eletto consigliere comunale ad Albignasego (Padova) nel 2003, e ha ricoperto il ruolo di consigliere ed assessore. Nel 2024 è diventato presidente della Conferenza dei Sindaci Ulss della provincia di Padova.

Per la Formazione e la Cultura è stata confermata Valeria Mantovan (FdI), 35 anni, ex consigliere provinciale a Rovigo e poi assessore al commercio e turismo, poi sindaco del comune di Porto Viro.

Paola Roma (Lega) diventa assessore per il Sociale, abitare, sport. È sindaco di Ponte di Piave (Treviso) al secondo mandato, presidente della Conferenza dei sindaci della Ulss 2 e dell’Associazione Comuni Marca trevigiana.

Con le deleghe ai Trasporti e Mobilità, è stato nominato Diego Ruzza (FdI), psicologo specializzato in psicoterapia, e dirigente psicologo all’ospedale di Legnago (Verona).

Elisa Venturini (Fi), 46 anni, sindaco del Comune di Casalserugo (Padova) dal 2008 al 2018, già consigliere delegato della Provincia di Padova e vicepresidente Anci Veneto, e consigliere regionale nel 2023. Assume le deleghe all’Ambiente e Protezione Civile.

Come assessore all’internazionalizzazione, Ue, Attrattività, Urbanistica, Identità veneta, Enti Locali, è stato nominato Marco Zecchinato (Lega), laureato in pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale, specializzato in valutazione di impatto ambientale.

Nella nuova giunta Stefani compaiono infine due consigliere delegate della Salvini premier: Morena Martini, delegata alla Partecipazione Giovanile e rapporti con il Consiglio, e l’ex vicepresidente e assessore Elisa De Berti, a infrastrutture e attuazione del programma.

«Abbiamo messo al centro la qualità, è una scelta che rivendico con piacere perché è quello che avevo detto in campagna elettorale. È quello che avevo ribadito in questi giorni. Tra loro trovate tanti sindaci ed ex sindaci» ha detto il presidente del Veneto Alberto Stefani, annunciando a Venezia i nomi della sua giunta. Per quanto riguarda le prime iniziative, Stefani rivendica che la prima promessa, l’assessorato al sociale, «oggi diventa già realtà». Inoltre «apriremo a brevissimo il tavolo per la sburocratizzazione, con il coinvolgimento di tutte le associazioni di categoria con cui ho già iniziato a interloquire».

Pezzo da novata per prestigio scientifico e personale è il tecnico chiamato a guidare la sanità regionale che da sola assorbe gran parte del bilancio: si tratta del professore Gino Gerosa, un cardiochirurgo di fama mondiale assume la delega più ambita in una giunta veneta a trazione padovana che premia i sindaci. Professore ordinario di Chirurgia cardiaca all’Università di Padova e direttore dell’Uoc di Cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera-Università di Padova. Un luminare autore di trapianti innovativi che hanno segnato molte “prime volte” a livello italiano e globale. Con lui, in una giunta di dieci assessori (sette uomini e tre donne) e due consigliere delegate, entrano sette tra sindaci ed ex sindaci: una scelta rivendicata da Stefani, a sua volta ex primo cittadino, che nei primi minuti di festeggiamenti aveva promesso di essere “sindaco dei Veneti”.

Se la maggioranza assoluta va al “partito dei sindaci”, Gerosa è la ciliegina su una torta che assegna a Padova la fetta più grossa: oltre al presidente di Regione e all’assessore alla Sanità, la Città del Santo piazza in giunta l’ex sindaco di Cittadella Massimo Bitonci, che assume la delega alle Imprese lasciando il suo posto di sottosegretario al Mimit. E dalla stessa provincia provengono gli assessori al Bilancio Filippo Giacinti (FdI) e ad Ambiente e protezione civile Elisa Venturini (Forza Italia). Dalle parti di Stefani smussano: Padova, si ricorda, è la provincia più popolata del Veneto, e Gerosa, padovano ad honorem, è di origini trentine di quella Rovereto che rappresenta la propaggine settentrionale della Serenissima.

Visto che Stefani ha rinunciato a un assessore del Carroccio per far posto a Gerosa, la Lega, così come la rappresentanza femminile, riguadagna spazio grazie alle due consigliere delegate Morena Martini (Partecipazione giovanile) ed Elisa De Berti, già vice di Zaia, che prenderà a mano Infrastrutture e attuazione del programma.

Il tutto, accenna Stefani, «in vista anche dell’istituzione della figura del sottosegretario» che oggi lo Statuto non prevede. L’unica superstite della scorsa giunta è l’assessore di FdI Valeria Mantovan, subentrata l’anno scorso a Elena Donazzan. Nuovo ingresso a palazzo Balbi il feltrino Dario Bond (Agricoltura e Montagna), l’unico a sconfiggere Zaia nella propria provincia.

Il presidente di regione più giovane d’Italia, 33 anni, non fa dell’anagrafe una bandiera esasperata: l’età media è di 52 anni, sette in più di quelli dell’ultima giunta Zaia. Il “veterano” è Gerosa, 68 anni ma idee chiare sul futuro: «se vogliamo garantire il sistema universalistico sanitario dobbiamo essere assolutamente innovativi, dobbiamo reingegnerizzare l’organizzazione sanitaria e fare informazione e formazione anche sui cittadini».

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