Emiliano Balistreri torna alla letteratura con due romanzi d’intento satirico

“L’ineroico onorevole Gioacchino Gallineri da Stia” e “Anonimo omonimo. Ovvero l’orgoglioso vanaglorioso” pubblicati da Piazza Editore.

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Emiliano Balistreri
Emiliano Balistreri ritratto da Ulisse Gobbi.

Emiliano Balistreri dopo una lunga assenza dal panorama letterario ha recentemente pubblicato due opere di narrativa. Lo scrittore mestrino in passato ha firmato anche monografie di storia dell’architettura e di storia, tra le quali degna di nota è la pubblicazione dedicata alle magistrature ed alle Istituzioni politiche della Serenissima Repubblica di Venezia (Aracne, Roma).

Laureato in Lettere, ha conseguito un master in Pubblica Amministrazione con una tesi sulla gestione amministrativa del Padiglione Venezia della Biennale.

All’attività di editor accademico, conseguente agli studi universitari, Balistreri ha affiancato fin dai tempi del Liceo una produzione letteraria che è confluita in quattro raccolte di versi tra le quali quella d’esordio, “Plastica evoluzione” (Oppure, Roma), ha conseguito il secondo premio “Book 1997” per la silloge inedita, oltre ad una speciale segnalazione nella sezione volumi di poesia e ad una menzione d’onore nella sezione poesia edita in altri due concorsi.

Una sua poesia è stata illustrata dal disegnatore Maurizio Ercole nel 2014, un esempio contemporaneo di “graphic poem” in immagini pubblicata dalla rivista “Il nuovo male”; in tempi recenti si è poi dedicato alla narrativa pubblicando due romanzi caratterizzati da uno stile personale con una scrittura essenziale con cui l’autore narra una storia per brevi episodi allo scopo di rendere la lettura rapida.

Emiliano Balistreri
La copertina de “L’ineroico onorevole Gioacchino Gallineri da Stia”.

In ambedue i testi, i protagonisti sono due personaggi siciliani di pura invenzione. Mentre il primo libro, “L’ineroico onorevole Gioacchino Gallineri da Stia” (Piazza Editore, Silea), presenta un patriota divenuto casualmente attore dei moti risorgimentali dell’Isola, una persona mai esistita che permette all’autore di scandagliare vicende poco note in un romanzo d’ambientazione storica ottocentesca, nel secondo racconto, “Anonimo omonimo. Ovvero l’orgoglioso vanaglorioso” (Piazza Editore, Silea), l’anonimo ed omonimo protagonista prosegue idealmente il percorso di ascesa sociale del precedente personaggio, ma nel contesto del Regime fascista e poi della Repubblica Italiana, destreggiandosi come meglio può tra gli eventi storici con lo scopo ambizioso di diventare ministro di Stato. Sono quindi due testi che si inseriscono appieno nella tradizione novecentesca dei romanzi politici e parlamentari.

Emiliano Balistreri
La copertina de “Anonimo omonimo. Ovvero l’orgoglioso vanaglorioso”.

La scrittura di Balistreri lascia volutamente aperta al lettore la possibilità di immaginare autonomamente antefatti ed esiti degli episodi narrati in modo talvolta estemporaneo e con divagazioni rispetto al filo conduttore principale della narrazione. Quanto alla genesi dei due libri, lo scrittore non nasconde le difficoltà incontrate nell’arrivare alla stampa delle due opere di narrativa.

«Il primo romanzo ho cominciato a proporlo a Case editrici nella seconda metà del 2022. Posso dire di aver sottoposto il testo, in varie fasi di stesura, a quasi tutti i grandi e medi editori italiani di narrativa e ad un numero considerevole di piccoli editori, perlopiù senza ricevere alcuna risposta. Lo stesso potrei asserire per la seconda opera di narrativa: nullum responsum. Se non avessi avuto un contatto diretto e casuale con l’editore con cui ho infine stampato i due titoli, presumo che sarebbero rimasti letteralmente lettera morta. Comunque per fortuna ci sono persone e testate come la vostra più aperte alle novità ed agli outsider a prescindere dal numero di copie vendute».

E sull’eventualità di ritornare alla produzione letteraria delle origini, ovvero la poesia, Emiliano Balistreri commenta così: «Quella era una modalità espressiva che andava bene quand’ero un ragazzo. Mi interessavano testi brevi, espressivi e con una certa ricerca sperimentale linguistica che però spesso è risultata ermetica o persino criptica al lettore comune. Per ora prediligo la narrativa».

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