Con 19 voti favorevoli (quelli della sola maggioranza) e i 12 voti contrari delle minoranze, la manovra finanziaria (ddl 71/XVII) del Trentino più ricca di sempre (ma staccata da oltre 2,6 miliardi rispetto a quella del “cugino” Alto Adige) è stata approvata dal Consiglio provinciale di Trento dopo sei giorni di confronto tra maggioranza e opposizioni.
6,2 miliardi di euro (di cui 400 milioni di debito non ancora acceso), orientati principalmente su tre direttrici, a famiglie, politiche abitative e imprese, la manovra 2026 è stata in piccola misura arricchita da provvedimenti concordati con le minoranze dell’Alleanza Democratica Autonomista (ADA) dopo una lunga trattativa, su alcuni obiettivi sociali. Riconosciuto trasversalmente lo sforzo di mediazione compiuto dagli assessori Achille Spinelli e Mario Tonina che ha permesso di siglare nella serata di ieri un accordo fino a poche ore prima insperato.
A seguire è stato approvato con gli stessi voti il bilancio di previsione pluriennale della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2026 – 2028 (ddl 72/XVII), composto di due sole norme.
Per Francesco Valduga (Campobase e coordinatore dell’ADA), «gli elementi di perplessità permangono, anche se la trattativa condotta in questi giorni con gli assessori Spinelli e Tonina è avvenuta con spirito di collaborazione ed ha permesso di arricchire la manovra con alcuni provvedimenti che riteniamo fondamentali. Non ci è stato dato sufficiente spazio dal punto di vista delle risorse, ma su alcuni temi abbiamo potuto incidere».
Per il capogruppo della Salvini premier, Mirko Bisesti, ha ringraziato «gli assessori che hanno condotto la trattativa, che ha permesso di arrivare ad un accordo. Una manovra importante per la mole di risorse e per gli ambiti strategici che investe, in primis la famiglia, poi la casa, quindi l’innovazione per le imprese. Una strategia importante, vincente e sfidante».
Alessio Manica (PD) ha sottolineato «il lavoro corale dell’Aula e i colleghi del Pd per la qualità delle proposte. Naturalmente questa non è la nostra manovra, ci sono aspetti di visione che non condividiamo perché vediamo troppo impegnati nel garantire ciò che ha anziché utilizzare le risorse per guardare a sfide future. Va riconosciuto un passaggio di qualità nella dinamica tra maggioranza e minoranza, grazie all’assessore Spinelli e Tonina che hanno compreso che anche la minoranza rappresenta dentro l’aula una parte importante della comunità. Il punto di mediazione ci vede parzialmente soddisfatti: abbiamo cercato di dare un segno ed esprimiamo soddisfazione per quanto abbiamo potuto fare, auspicando di poter incidere in fase di assestamento».
Il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti, ha ringraziato «tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento di questo obiettivo, gli assessori per il lavoro di mediazione e trattativa svolto per tradurre le legittime istanze delle minoranze e la struttura per il lavoro di istruttoria svolto prima e dopo l’arrivo dei provvedimenti in aula».
L’azione delle minoranze dell’ADA ha portato ad un incremento da 12,1 milioni sul fronte del sociale e dell’innovazione e ricerca a favore delle imprese.
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