Auguri natalizi ai giornalisti del presidente del Trentino

Fugatti: «il pluralismo è patrimonio della Provincia». Ma è necessario prendere atto delle profonde modificazioni in atto nella professione giornalistica e delle nuove tecnologie digitali.

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auguri natalizi ai giornalisti
Gli auguri delle festività natalizie di Fugatti (al centro) ai giornalisti trentini.

«Il ruolo dei media è fondamentale per garantire informazione di qualità e per accompagnare la crescita civile del territorio» ha detto il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti, in occasione del tradizionale scambio di auguri natalizi ai giornalisti, svoltosi in Sala Depero.

Un momento di incontro e di dialogo, dedicato agli auguri e al confronto tra istituzioni e informazione, che ha riunito i rappresentanti della Provincia e della stampa locale. A dare il benvenuto ai numerosi giornalisti sono stati, oltre a Fugatti, il responsabile dell’Ufficio stampa della Provincia, Giampaolo Pedrotti, e il direttore generale della Provincia, Raffaele De Col. Presenti anche Rocco Cerone, segretario del Sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige e Gianfranco Benincasa in rappresentanza dell’Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige.

Nel ringraziare i rappresentanti dei media e degli uffici stampa «per il lavoro svolto quotidianamente nella nostra comunità autonoma», Fugatti ha ricordato come «a livello nazionale rimangono forti le preoccupazioni legate al pluralismo e alla libertà dell’informazione, valori di cui siamo tutti custodi. In Trentino il pluralismo è un elemento concreto e distintivo, anche grazie alla presenza di numerose realtà editoriali, che rappresentano un patrimonio importante».

Pedrotti ha lanciato un appello all’impegno professionale e di coscienza: «se svolgiamo questo lavoro è perché lo abbiamo scelto: facciamolo con onestà, correttezza e attenzione», ricordando anche i giornalisti recentemente scomparsi.

Parole di stima sono arrivate anche da De Col, che ha ringraziato i giornalisti per il «lavoro quotidiano nel rispetto della verità». Benincasa ha ricordato l’impegno dell’Ordine dei Giornalisti sul fronte della riforma strutturale, legata alla legge 69 del 1963, evidenziando la necessità di tenere alta l’attenzione sui giornalisti minacciati, il cui numero appare in crescita di circa l’80% nell’ultimo anno». Infine Cerone ha sottolineato come la professione sia soggetta a profondi mutamenti importi dalle tecnologie, con la necessità di tenere alta l’attenzione sulla deontologia professionale.

Proprio le istituzioni dovrebbero avere maggiore attenzione verso una professione fondamentale anche per la democrazia e la diffusione della conoscenza, oltre che per diffondere la partecipazione tra i cittadini anche per arginare la crescente disaffezione verso la politica e la partecipazione alle elezioni, specie in una realtà come quella locale dove si assiste ad una progressiva concentrazione dell’informazione e della pubblicità in poche mani, con crescente difficoltà per tutte quelle testate minori che contribuiscono al pluralismo sottolineato anche dal presidente Fugatti. E dinanzi ad una stampa tradizionale che riduce sempre di più gli spazi di lavoro per i giornalisti, per una professione che sempre più spesso passa dall’essere lavoratore dipendente ad uno autonomo libero professionale, le nuove tecnologie digitali sono oggi il passaporto per tanti professionisti per una forma di autoimpiego e di diffusione di informazione.

In questo contesto, l’ente pubblico dovrebbe accompagnare la crescita di chi investe sull’informazione di qualità e sulla circolazione di notizie di pubblico interesse favorendo le iniziative messe in atto da giornalisti a vantaggio di una maggiore consapevolezza dell’Autonomia speciale del Trentino e delle sue potenzialità tra i cittadini, provvedendo ad aggiornare la legge di settore e la relativa delibera applicativa, superando alcune problematiche che nel tempo si sono trasformate in palesi discriminazioni e limiti alla crescita delle iniziative poste in essere da giornalisti, su cui l’assessore allo Sviluppo economico, Achille Spinelli, ha più volte dichiarato di volere adeguare, ma che tarda a concretizzarsi, nonostante la palese, pesante crisi economica del settore che rischia di estendersi ulteriormente, a danno del pluralismo e del processo democratico della diffusione di conoscenza e informazione.

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