L’energia protagonista dell’assemblea pubblica dell’Università di Trento

Bernabè: «transizione energetica, no alle scorciatoie magiche».

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Il presidente dell'Università di Trento, Franco Bernabé.

L’energia protagonista dell’assemblea pubblica dell’Università di Trento, aperta dal presidente Franco Bernabè secondo cui «solo in un rapporto fruttuoso di condivisione e di collaborazione con la politica, con gli operatori economici e con le istanze della società civile si avvia un processo virtuoso di trasformazione».

Al centro dell’assemblea, dedicata al futuro dell’energia, la necessità, indicata da Bernabè di affrontare assieme e con successo la sfida del passaggio a nuove fonti di approvvigionamento, una trasformazione complessa, al centro oggi delle priorità globali. Una priorità̀ che riguarda però da vicino anche il Trentino che deve, secondo Bernabè, attivarsi con politiche chiare e condivise.

«Per la transizione non esistono scorciatoie magiche – ha dichiarato Bernabè -. L’energia che oggi utilizziamo ha richiesto tempi lunghissimi per la costruzione delle infrastrutture e della logistica e ci vorranno tempi altrettanto lunghi per costruire un nuovo modello energetico che garantisca lo stesso livello di benessere di quello che ci è stato garantito».

«Per avere successo – ha chiarito il presidente – occorre però partire da un progetto realistico e costruire intorno a questo progetto, come ha fatto la Cina per le rinnovabili, tutti i pezzi della soluzione. Noi invece abbiamo cercato scorciatoie con interventi che rispondevano ad esigenze specifiche e parziali, sperando di trovare la risposta risolutiva. Dobbiamo, d’ora in avanti, concentrarci sulle tecnologie che già esistono a livello mondiale, a partire dalle rinnovabili».

Bernabè ha proposto una via: «ottimizzare l’utilizzo e riprogettare i sistemi di accumulo e trasporto con l’obiettivo non solo di ridurre l’impatto ambientale, ma anche ridurre i costi dell’energia per restituire competitività alle imprese e aumentare il benessere dei consumatori: per questo ci sono all’interno dell’Università competenze preziose che possono essere messe a disposizione del sistema delle imprese e del decisore politico».

In questo senso, Bernabè ha descritto l’Assemblea come un’occasione: «da questa ci aspettiamo la condivisione di una diagnosi, la definizione di un percorso da seguire e la fissazione di alcuni obiettivi di base. Spetterà poi alla politica, alle imprese e alla società civile interpretare proattivamente quanto emergerà da questo incontro».

L’assemblea di ateneo è entrata poi nel vivo con due momenti di confronto dedicati alla sfida rappresentata dall’integrazione tra conoscenze e territorio. Il primo spazio di riflessione ha visto un dialogo tra il presidente Franco Bernabè e i professori dell’Università di Trento dedicato al tema degli investimenti strategici in tecnologie e ricerca.

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Da sx Franco Bernabé, Elisabetta tedeschi, Alberto Bellin, Matteo Calandra Buonaura e Antonino Alì

Elisabetta Tedeschi (Dipartimento di Ingegneria Industriale) ha ripercorso l’evoluzione dei consumi dal punto di vista elettrico, delle necessità che essa comporta e dei limiti della rete elettrica, originariamente non progettata per sostenere il carico esponenzialmente crescente a cui è sottoposta.

Alberto Bellin (Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica) ha trattato dell’utilizzo dell’idroelettrico e delle energie rinnovabili (tra cui fotovoltaico ed eolico) a livello nazionale, a partire dalla capacità di produzione. Ha quindi approfondito il tema della necessità di accumulo.

Matteo Calandra Buonaura (Dipartimento di Fisica) ha parlato del ruolo della ricerca in Fisica, Ingegneria e Chimica dei materiali come punto di partenza per lo studio delle principali tecnologie della transizione energetica. Ha posto inoltre l’accento sull’importanza del trasferimento tecnologico.

Antonino Alì (Dipartimento di Giurisprudenza) ha analizzato le scelte fatte in Italia negli ultimi trent’anni e proposto un ragionamento sulla loro coerenza, sul mancato inserimento delle decisioni in un disegno organico.

Il secondo momento di analisi ha indagato invece le prospettive del sistema territoriale. In dialogo con i relatori il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian.

Alfredo Maglione, vicepresidente per la Transizione digitale e innovazione tecnologica di Confindustria Trento, ha parlato del quadro trentino, delle attuali sfide di carattere energetico e dello sforzo congiunto di mondo della ricerca, dell’innovazione e delle imprese.

Sandro Dalla Torre, responsabile M&A e Istitutional Relation del Gruppo Dolomiti energia, ha indicato le prospettive di sviluppo per il territorio. Ha tracciato la strada della transizione energetica verso le fonti rinnovabili, da percorrere con equilibrio e consapevolezza dei passaggi intermedi.

Laura Pedron, dirigente generale del Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro della Provincia autonoma di Trento, ha infine presentato il punto di vista delle istituzioni. Ha proposto un quadro storico e parlato dell’ambiente nella cultura territoriale.

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