Legge Ncc regione Veneto: il governo Meloni rinuncia all’impugnativa

Dopo la sentenza della Corte costituzionale, riconosciuta l’autonomia regionale nella regolamentazione del servizio.

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Il Consiglio dei ministri ha deliberato la rinuncia totale all’impugnativa della legge NCC della Regione Veneto n. 6 del 20 maggio 2025, recante le “Disposizioni di adeguamento ordinamentale 2024” in numerose materie, tra cui la disciplina del noleggio con conducente (NCC) che interessa circa 3.000 operatori.

La decisione del Governo arriva alla luce delle indicazioni fornite dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 163/2025. La Consulta, accogliendo il ricorso della Regione Calabria contro le norme statali che imponevano agli NCC una serie di vincoli, tra i quali la compilazione del foglio di viaggio, ha infatti dichiarato illegittimo l’intervento dello Stato, ritenendo che abbia oltrepassato la competenza in materia di “tutela della concorrenza”, invadendo quella regionale sul “trasporto pubblico locale”.

Una sentenza destinata a segnare un punto di svolta per l’intero comparto NCC, chiarendo in modo netto che la regolazione degli obblighi e delle modalità operative del servizio rientra nella competenza regionale e non statale.

«Nel maggio 2025 il Veneto aveva approvato la Legge regionale n. 6/2025, introducendo una disciplina che semplifica la gestione dei servizi NCC all’interno dei confini regionali e rafforza il principio secondo cui l’obbligo del “foglio di servizio” è assolto anche tramite contratto o lettera d’incarico, in formato digitale – ricorda Renzo Dalla Montà Ferdori, presidente regionale NCC di Confartigianato Imprese Veneto –. Quella di oggi è una vittoria per il buon senso poiché “in alto”, hanno finalmente realizzato che la libertà d’impresa, in Italia, vale anche per il nostro settore».

«In Veneto con la legge NCC è stato costruito un modello che fino ad oggi ha funzionato. Questa sentenza è l’ennesima conferma della correttezza del percorso intrapreso dalla Regione del Veneto: la Consulta ha dato un segnale forte – conclude Dalla Montà Ferdori – l’autonomia regionale non è un ostacolo, ma una garanzia di equilibrio, funzionalità e rispetto delle imprese».

«Con questa decisione del Consiglio dei ministri – afferma Lerry Valbusa, presidente Cna Fita NCC e BUS Veneto – a seguito della sentenza della Corte costituzionale, abbiamo avuto un’ulteriore conferma che la strada intrapresa con la Regione Veneto era quella giusta. Ringraziamo la Regione per il lavoro di concertazione sviluppato con le nostre associazioni, a tutela di tutti gli operatori della nostra categoria che ogni giorno con professionalità contribuisce alla mobilità dei cittadini. Crediamo che la semplificazione delle procedure sia alla base di un lavorare sereni nel pieno rispetto delle normative».

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