2025 anno positivo per le principali infrastrutture di comunicazione del Friuli Venezia Giulia, il Trieste Airport e il porto di Trieste, con il primo che segna un nuovo record di passeggeri e il secondo consolida le movimentazioni delle merci.
Il Trieste Airport nel 2025 ha gestito 1.651.702 passeggeri (+25% sul 2024; +77% sul 2023 e +136% sul 2022), miglior risultato di sempre. Nel 2025 sono stati inoltre attivati nuovi collegamenti con Lamezia Terme, Praga, Rotterdam e Stoccolma, portando a 27 il numero di rotte dirette servite dallo scalo. Cresce anche il traffico internazionale nel triennio: nel solo 2025 sono stati registrati oltre 770.000 passeggeri internazionali, +35% sul 2024, pari al 47% del traffico totale. Il traffico domestico ha invece superato 878.000 passeggeri, +18% sul 2024 (53% del totale).
Le cinque destinazioni internazionali più popolari nel 2025 sono state Francoforte, Londra, Barcellona, Cracovia e Valencia. Sul fronte domestico, Roma Fiumicino, Palermo, Bari, Catania e Napoli. Dal punto di vista stagionale, luglio si conferma il mese più trafficato dell’anno, con 170.000 passeggeri: domenica 19 ottobre è stata la giornata con il maggior volume di traffico: 8.479 passeggeri tra arrivi e partenze.
«Siamo felici e orgogliosi dei risultati raggiunti da Trieste Airport nel 2025: un anno di forte crescita reso possibile dall’impegno e dal lavoro di tutto il personale dello scalo – ha detto il presidente di Trieste Airport, Antonio Marano -. I risultati conseguiti testimoniano la solidità di un percorso di sviluppo di lungo periodo, portato avanti sotto la guida dell’ex amministratore delegato Marco Consalvo», ora passato a dirigere il porto di Trieste. «Il nostro impegno proseguirà anche nel 2026, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente la crescita dell’aeroporto a supporto del territorio e dei viaggiatori».

Dall’aria al mare: nel 2025 è risultata stabile la movimentazione di merci del porto di Trieste, con un calo nei traffico container ma aumento del numero dei treni. Il sistema portuale dell’Adriatico Orientale che, seppur in un contesto internazionale di tensioni geopolitiche e forte volatilità dei traffici, si conferma «piattaforma energetica e logistica dell’Europa centro-orientale». Complessivamente, i porti di Trieste e di Monfalcone (Gorizia), hanno movimentato oltre 64 milioni di tonnellate di merci (Trieste 60 milioni, pari a +0,7%); ma calano molto i container (681.733 TEU pari a -19%) sebbene aumentino i treni nel sistema portuale (11.600 pari a +3,8%). La marcata contrazione dei traffici container si è registrata nel secondo semestre 2025 ed è legata alla cessazione dell’alleanza 2M cioè tra Msc e Maersk, con quest’ultimo colosso della logistica internazionale che ha trasferito le operazioni nel suo terminal nella vicina Rijeka (Fiume, in Croazia).
L’Autorità portuale in questo ambito sottolinea un dato chiave: il calo è concentrato quasi interamente sul trasbordo, che crolla a 144.803 TEU (-52,81%), mentre i flussi rivolti all’entroterra restano stabili a 536.930 TEU (+0,30%); all’interno di questa componente crescono i container pieni, che raggiungono quota 405.015 (+4,90%). Secondo il neo presidente dell’Autorità, Marco Consalvo, «la riduzione nei volumi di container è in larga parte attribuibile al forte calo del transhipment, che si dimezza rispetto all’anno precedente. Al contrario, il traffico legato ai mercati europei di destinazione, resta stabile e i container pieni crescono confermando la natura di Trieste come porto di transito, orientato ai flussi reali di import-export e non al puro trasbordo. Il calo dei TEU non segnala quindi una perdita di competitività, ma una selezione qualitativa dei traffici, con più merci direttamente connesse all’economia produttiva europea».
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