Biometano, Italgas attiva un nuovo impianto a Porto Tolle

Fornirà energia rinnovabile a 2.400 famiglie prodotta da scari agricoli.

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prima filiera italiana biometano

Italgas accelera sul biometano e inaugura la connessione alla rete di un nuovo impianto in Veneto, a Porto Tolle in provincia di Rovigo, in grado di trasformare gli scarti agricoli in una fonte energetica rinnovabile per 2.400 famiglie.

L’impianto di biometano è stato realizzato dall’azienda agricola Canella Giancarlo, che attraverso infrastrutture dedicate e mediante un processo di digestione anaerobica di scarti agricoli, è in grado di immettere nella rete di Italgas 2,2 milioni di metri cubi annui di biogas. Il collegamento avviene tramite un nuovo tratto di rete di circa 100 metri di lunghezza, nell’ambito del quadro regolatorio definito da Arera.

«Il biometano – spiega l’amministratore delegato di Italgas Reti, Pier Lorenzo Dell’Orco – è una grande opportunità per l’Italia e dobbiamo coglierla adesso. Il Pnrr ha dato un grande impulso al suo sviluppo e l’auspicio è che il “momentumprosegua, potendo contare su un quadro regolatorio stabile e ulteriormente incentivante».

Con l’ennesima attivazione Italgas, che vanta la rete «più estesa e digitalizzata d’Europa» si conferma come «abilitatore dello sviluppo dei gas rinnovabili». Attualmente gli impianti di biometano collegati alla rete di Italgas sono 12 che immettono in rete oltre 20 milioni di metri cubi di gas e sui gas verdi il gruppo intende proseguire con decisione.

«Come Italgas – sottolinea Dell’Orco – continueremo a lavorare per stimolarne lo sviluppo, mettendo a disposizione una rete smart, flessibile ed estremamente capillare. I numeri sono dalla nostra parte: con Porto Tolle, abbiamo già connesso alla nostra rete una decina di impianti e altri 50 ne arriveranno entro la metà del 2026. Il percorso di decarbonizzazione è solo all’inizio».

E da una maggiore spinta verso il biometano recuperando scarti agricoli, la frazione umida del rifiuto urbano, dei reflui zootecnici e dei fanghi della depurazione civile si può incrementare notevolmente la produzione di gas, ottenendo anche come prodotto finale ammendanti per l’agricoltura utili anche per ridurre l’importazione di fertilizzanti dall’estero.

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