Nell’ambito delle iniziative volte ad accompagnare le imprese associate verso percorsi strutturati di qualificazione e certificazione verso grandi operatori industriali e infrastrutturali, Confindustria Alto Adriatico ha promosso una visita alla centrale nucleare slovena di Krško organizzata dal Consorzio Energia dell’Associazione insieme all’Unione Regionale Economica Slovena. Alla visita hanno preso parte, tra gli altri, il presidente degli industriali, Michelangelo Agrusti, il collega sloveno di URES, Fabio Pahor, e una delegazione di imprese associate.
La centrale di Krško, situata a 130 km da Trieste, operativa da oltre quarant’anni, costituisce un’infrastruttura strategica per l’area dell’Alto Adriatico e per i sistemi elettrici di Slovenia e Croazia, ai quali fornisce rispettivamente oltre un quarto e circa un quinto del fabbisogno energetico complessivo. Collocato in una filiera industriale di elevata complessità, l’impianto beneficia del contributo di grandi operatori internazionali, a partire da Westinghouse, storico partner tecnologico e riferimento consolidato nelle attività di supporto tecnico e manutentivo.
«L’iniziativa – ha sottolineato Agrusti – si inserisce in un progetto più ampio che abbiamo avviato per favorire l’integrazione delle imprese del territorio in catene di fornitura ad alta complessità attraverso percorsi di qualificazione e certificazione coerenti con gli standard richiesti dai grandi operatori industriali. Un’impostazione già sperimentata in ambiti strategici con gruppi quali Leonardo e Gruppo Fincantieri, oggi estesa al comparto energetico».
Nel corso della visita è stata avviata una prima interlocuzione finalizzata a una conoscenza più strutturata del tessuto produttivo rappresentato da Confindustria Alto Adriatico, con particolare riferimento a requisiti tecnici, organizzativi e procedurali necessari per l’inserimento nelle catene di fornitura di un’infrastruttura strategica come la centrale nucleare di Krško. È emerso un comune interesse a proseguire il dialogo con ulteriori momenti di approfondimento, funzionali a una valutazione puntuale delle competenze presenti sul territorio.
La visita ha inoltre offerto l’opportunità di un confronto istituzionale sugli scenari di sviluppo della centrale nel medio-lungo periodo; le ipotesi di ampliamento della capacità produttiva, collocate nel più ampio dibattito europeo sulla sicurezza energetica e sulla transizione verso fonti a basse emissioni, sono state considerate quale contesto rispetto al quale sia Confindustria Alto Adriatico sia URES hanno confermato la propria disponibilità a svolgere un ruolo di raccordo e facilitazione tra imprese, istituzioni e grandi operatori industriali, nel pieno rispetto dei percorsi decisionali, regolatori e politici in essere.
A fine marzo si svolgerà un incontro di ulteriore approfondimento delle reciproche opportunità con imprese ed istituzioni, anche alla luce di pensare, in ipotesi, ad una eventuale partecipazione al progetto di ampliamento e, di conseguenza, di un approvvigionamento di energia stabile e che non risenta delle turbolenze generate dalle tensioni geopolitiche in atto. Uno scenario volto a ridurre l’extra costo energetico del 30% che grava sulla manifattura nazionale per garantire maggiore competitività.
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