La riforma fiscale, dalla cornice alla “messa a terra”: a Treviso un’agenda completa tra policy, controllo e impresa

Tra norme e prassi, controlli e garanzie: al BHR Treviso Hotel una giornata di analisi “di sistema” con MEF, Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, Confindustria e CNDCEC per capire come la riforma cambia davvero la vita di imprese e professionisti.

0
366

C’è un momento in cui una riforma smette di essere un insieme di princìpi e diventa operatività: norme da applicare, scelte da motivare, rischi da gestire e opportunità da cogliere. È esattamente questo il terreno su cui si muove il 27° Incontro di Studio “La Riforma Fiscale – Ultime novità”, in programma giovedì 22 gennaio 2026 al BHR Treviso Hotel di Quinto di Treviso, con una scansione di lavori pensata come una vera immersione nei dossier più sensibili della riforma. Un convegno organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Treviso, con il patrocinio del Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti Esperti Contabili, di Confindustria Veneto Est e con il partner Centro Marca Banca.

L’ambizione dell’appuntamento è netta: offrire una lettura di sistema della riforma fiscale, tenendo insieme il punto di vista del decisore pubblico, dell’amministrazione finanziaria, della Guardia di Finanza e della comunità professionale, con un taglio che non si limita a “raccontare” le novità ma le colloca nei processi reali delle imprese e nella quotidianità di chi le assiste. A dare struttura a questo impianto è il coordinamento scientifico del commercialista Graziano G. Visentin, Presidente della Commissione Operazioni Straordinarie del CNDCEC, mentre l’apertura istituzionale è affidata al Camilla Menini, presidente ODCEC di Treviso, e a Gianmarco Russo, Direttore Generale di Confindustria Veneto Est: un incipit che lega fin da subito regole, competitività e responsabilità di territorio.

La cabina di regia: politica fiscale, amministrazione e controllo sullo stesso tavolo

La prima parte della giornata è costruita come una “messa a fuoco” dall’alto, con relazioni introduttive che mettono in linea i quattro snodi fondamentali del nuovo scenario: On. prof. avv. Maurizio Leo, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, chiamato a dare la traiettoria della riforma; avv. Vincenzo Carbone, Direttore dell’Agenzia delle Entrate e Direttore dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che rappresenta il punto di caduta amministrativo delle scelte normative; Gen. Corpo d’Armata Giuseppe Gerli, Comandante Interregionale dell’Italia del Nord-Orientale della Guardia di Finanza, per la prospettiva dei controlli e delle verifiche; e prof. Elbano de Nuccio, Presidente CNDCEC e Professore Ordinario di Economia Aziendale all’Università LUM, per l’angolo visuale della professione e della sua funzione di cerniera tra fisco e sistema produttivo.

È un set di voci che, al di là del rilievo istituzionale, manda un messaggio preciso: la riforma non sarà giudicata solo per la sua architettura, ma per la sua capacità di produrre certezza, ridurre frizioni, rendere più governabile il rischio fiscale e, in ultima analisi, sostenere la crescita. È qui che si misura la distanza – o la convergenza – tra disegno riformatore, prassi amministrativa e aspettative del tessuto produttivo.

Dalla contabilità alla base imponibile: quando la tecnica diventa competitività

Il passaggio alla sostanza avviene subito con un tema che parla direttamente alle imprese strutturate: “La derivazione rafforzata tra la legge delega e la Legge di Bilancio 2026”, affidata al ad Alberto Trabucchi, Condirettore Generale e Direttore Fiscalità d’Impresa di Assonime. È uno dei punti in cui la riforma misura la propria coerenza: il modo in cui il risultato civilistico dialoga con il prelievo, e quindi con la prevedibilità delle scelte di bilancio e di investimento.

A seguire, un’altra questione apparentemente “da addetti ai lavori” ma in realtà centrale per la gestione del rischio: “La nuova disciplina fiscale della correzione degli errori contabili”, con l’avv. Giancarlo Cirinei, Dirigente – Area Fiscalità d’Impresa di Assonime. In un contesto di riforma, la disciplina degli errori contabili non è un tecnicismo: è il confine tra compliance fisiologica e contenzioso evitabile, tra governance e incertezza.

Cooperative compliance, PMI e transfer pricing: il fisco come governance

Il programma prosegue entrando nella logica contemporanea della relazione fisco-contribuente, con “Tax cooperative compliance e regime opzionale per le PMI”: un intervento affidato al dott. Matteo Migazzi, Docente dei Reparti di istruzione della Guardia di Finanza e FORMEZ. Qui il focus si sposta sulla maturità dei presìdi interni, sulle scelte di trasparenza e sul nuovo equilibrio tra prevenzione e accertamento, tema particolarmente delicato per un tessuto produttivo composto in larga parte da piccole e medie imprese.

Dalla governance domestica si passa poi alle frizioni tipiche dei gruppi internazionalizzati con “Nuovi orizzonti per la risoluzione delle controversie in materia di transfer price”, affidato al prof. avv. Guglielmo Maisto, Professore Associato di Diritto Tributario Internazionale Comparato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e Presidente Onorario dell’International Fiscal Association. Il trasferimento dei prezzi non è solo una materia specialistica: è un indicatore della capacità del Paese di gestire l’internazionalizzazione senza trasformarla in un rischio permanente.

Professione, organizzazione e “cantiere” dei servizi: la riforma vista dallo studio

Un passaggio particolarmente rilevante, perché spesso trascurato nel dibattito pubblico, riguarda l’infrastruttura che rende applicabile qualsiasi riforma: l’organizzazione degli intermediari. Su questo si concentra “Le operazioni di riorganizzazione degli studi professionali”, con il prof. Gianfranco Ferranti, Professore della Scuola Nazionale di Amministrazione. In controluce, c’è una domanda di fondo: quali assetti, quali modelli e quali competenze servono perché la professione continui a garantire qualità e presidio in un contesto normativo più dinamico e complesso.

IVA e dogane: il punto in cui la norma incontra la catena del valore

Il primo blocco di lavori si completa con una materia che pesa direttamente su flussi, prezzi e filiere: “L’impatto delle novità IVA e Dogane su imprese e professionisti”, affidato al prof. Avv. Benedetto Santacroce, professore a contratto presso l’Università “Niccolò Cusano” di Roma. È una delle aree in cui la riforma si misura con l’economia reale: scambi, import-export, compliance operativa e tempi di business.

Finanza complementare e operazioni straordinarie: crescita, capitale e architetture societarie

La ripresa pomeridiana si apre con un tema che, nel Nord Est, è quasi un’agenda industriale: la diversificazione delle fonti finanziarie. “Il ruolo della finanza complementare al canale bancario come motore della crescita delle piccole e medie imprese del Nord Est” è l’intervento del dott. Marco Cavasin, Direttore Area Corporate e Finanza Straordinaria d’impresa di CMB. L’inserimento di questo focus dentro un convegno fiscale è un segnale: oggi la leva tributaria dialoga strettamente con accesso al capitale, scelte di sviluppo e sostenibilità finanziaria dei piani di crescita.

Da qui il programma entra nella zona ad alta intensità tecnica delle operazioni sul capitale e sulle strutture societarie. “Conferimento d’azienda e di partecipazioni: novità” è affidato al prof. Luca Miele, Professore a contratto di Diritto Tributario presso l’Università Roma Tre, mentre il tema della remunerazione e della circolazione degli utili viene affrontato con “Il nuovo regime dei dividendi per persone fisiche e soggetti IRES”, affidato al prof. Avv. Tommaso Di Tanno, Docente al corso di Corporate Tax Governance dell’Università Statale di Milano. Sono snodi cruciali per chi pianifica riorganizzazioni, passaggi generazionali e politiche di distribuzione, perché incidono su convenienza, timing e assetti.

A completare il quadro delle operazioni straordinarie, due temi che spesso determinano la riuscita (o l’insuccesso) di una ristrutturazione: “Il riporto delle perdite nelle fusioni societarie”, con avv. Riccardo Michelutti dello Studio Facchini, Rossi, Michelutti, e “La scissione con scorporo”, affidata al dottore commercialista Enrico Zanetti, Partner di Eutekne. Qui la riforma incrocia la strategia: le regole sulle perdite e sugli strumenti di scissione non sono solo “fisco”, sono la grammatica con cui si riscrivono gruppi, rami, attività e governance.

Poteri, garanzie e affidamento: la qualità del rapporto fisco-contribuente

L’ultima parte della giornata affronta la dimensione più delicata, perché attiene al “come” il sistema esercita i propri poteri. La sentenza CEDU diventa chiave di lettura nell’intervento “Sentenza CEDU Italgomme e la rimodulazione dei poteri dell’Amministrazione finanziaria in verifica”, affidato al prof. Marco Allena, Professore Ordinario di Diritto Tributario e Preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. È un punto di svolta: quando cambiano i perimetri delle verifiche, cambia anche la percezione di certezza e di equilibrio tra interesse pubblico e tutela del contribuente. La Riforma Fiscale – 22.01.2026

La dimensione patrimoniale e familiare entra invece con “Società semplici quale strumento di gestione dei patrimoni di famiglia, le incertezze operative e fiscali”, affidata al notaio trevigiano Paolo Talice: un tema che parla al territorio, alle imprese familiari e alla pianificazione, dove la chiarezza delle regole determina serenità nelle scelte e tenuta dei passaggi generazionali.

Sul fronte più “sensibile” del rapporto tra pianificazione e limiti, il tema dell’abuso viene affrontato con “Atto di indirizzo del MEF in materia di abuso del diritto”, affidato a avv. Filippo Maisto, Socio Maisto e Associati (Milano). Qui si gioca una partita decisiva: definire confini e criteri che consentano alle imprese di pianificare senza vivere in un’area grigia permanente.

La chiusura è dedicata a due pilastri destinati a pesare sempre di più nella pratica: il contraddittorio e l’affidamento. “Novità sul contraddittorio anticipato e le insidie delle interrelazioni con l’accertamento con adesione” è l’intervento del prof. Antonio Viotto, Professore Ordinario di Diritto Tributario presso l’Università Ca’ Foscari Venezia e presidente Associazione Commercialisti Difensori Tributari del Veneto; mentre “La tutela del legittimo affidamento” è affidata al prof. avv. Loris Tosi, Professore Ordinario di Diritto Tributario presso l’Università Ca’ Foscari Venezia. Due temi che, letti insieme, definiscono la qualità del sistema: non solo quanto è efficiente l’azione amministrativa, ma quanto è prevedibile, dialogica e rispettosa delle regole del gioco.

Un segnale per il territorio: professione e industria allo stesso tavolo

Non è un dettaglio la presenza dei commercialisti e di Confindustria Veneto Est, né il ruolo di Gruppo 24 Ore come media partner: la riforma fiscale, in questa fase, è un dossier che riguarda competitività, investimenti e governance delle imprese, oltre che adempimenti.
In questa chiave, l’Incontro di Treviso si propone come luogo di confronto “adulto”: tecnico, ma con la consapevolezza che il fisco è uno dei principali fattori di posizionamento del sistema economico.

Un messaggio implicito: la riforma come infrastruttura di fiducia

A fare la differenza, in un programma così denso, è la logica che lo tiene insieme: dalla base imponibile ai modelli di compliance, dall’internazionalizzazione alle operazioni straordinarie, fino ai poteri in verifica e alle garanzie procedimentali. È un percorso che fotografa la riforma per ciò che è davvero, in questa fase: un’infrastruttura di fiducia. Dove la posta in gioco non è soltanto l’aggiornamento delle norme, ma la capacità del sistema di rendere più governabili le decisioni economiche di imprese e famiglie, e più solida la relazione tra contribuente e amministrazione.

Massimo Casagrande