Solving accelera su tre fronti: M&A, talenti interni e parità di genere (con “Zero pay gap”)

In poche settimane lo studio milanese con sede anche a Padova consolida le practice core con ingressi mirati in M&A, promozioni interne e certificazione per la parità di genere con programma “Zero pay gap”.

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A poco più di quattro mesi dalla costituzione (settembre 2025), Solving sta costruendo il proprio posizionamento con una sequenza di mosse che parlano la lingua della crescita organizzata: rafforzamento della practice M&A, promozioni interne nelle aree core e una scelta identitaria netta sul fronte ESG sociale, con la certificazione per la Parità di Genere e un programma strutturato di equità salariale.

Nel giro di una sola settimana di gennaio 2026, lo studio legale e tributario con sede a Milano ha infatti annunciato tre iniziative complementari: l’ottenimento della certificazione UNI/PdR 125:2022 (8 gennaio), tre ingressi mirati per potenziare l’M&A (13 gennaio) e un pacchetto di promozioni interne, con l’ingresso di Barbara Minella nella partnership (15 gennaio). Letta nel suo insieme, la traiettoria è chiara: attrazione di competenze laterali, investimento su leadership interna e governance delle persone come asset competitivo, non solo come dichiarazione di principio.

Parità di genere e trasparenza retributiva: la leva “Zero pay gap”

L’8 gennaio Solving ha comunicato di aver ottenuto la certificazione per la Parità di Genere, rilasciata con il contributo dell’ente di valutazione IMQ e basata sulle sei aree della UNI/PdR 125:2022: cultura e strategia, governance, processi HR, percorsi di carriera, equità remunerativa, tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.

Accanto alla certificazione, lo studio ha varato il programma “Zero pay gap”, impostato su analisi retributive regolari e politiche di trasparenza salariale, in linea con l’evoluzione europea sulla pay transparency. Il messaggio, per un’organizzazione giovane, è doppio: da un lato la volontà di standardizzare fin da subito i processi HR; dall’altro l’ambizione di rendere la qualità del lavoro (e l’equità interna) un elemento di attrattività sul mercato dei talenti, in una fase storica in cui studi e imprese competono sempre più anche su valori, retention e reputazione.

M&A: tre ingressi per alzare massa critica e coprire casi complessi

Il 13 gennaio è arrivata la notizia del potenziamento della practice M&A con l’ingresso di tre profili: Piergiorgio Sposato (Of Counsel), Alessandro Tognini (Counsel) e Luca Pietrantuono (Senior Associate). Sposato e Pietrantuono provengono da Tonucci & Partners e portano un track record su operazioni di M&A e private equity, oltre a ristrutturazioni e contrattualistica commerciale; i settori citati includono IT, telecomunicazioni, beni di consumo, logistica e metalmeccanico. Tognini viene descritto come una figura con approccio “innovativo” all’M&A, maturato tra esperienza accademica e operatività su special situations, contesti distressed e investimenti alternativi per fondi e SPV, oltre a corporate governance; nel suo percorso figura anche un ruolo da Head of Legal in una realtà italiana di investimenti alternativi.

L’innesto dei tre professionisti, che affiancheranno Annalisa Pescatori e Roberto Limitone nello sviluppo della practice, segnala la volontà di presidiare l’intero spettro delle operazioni: dalla corporate M&A “tradizionale” alle transazioni più complesse e non lineari, dove ristrutturazione, governance e finanza alternativa tendono a sovrapporsi. In altre parole: non solo esecuzione, ma anche capacità di regia.

Crescita organica e partnership: Minella promossa, due avanzamenti nelle practice strategiche

Due giorni dopo, il 15 gennaio, Solving ha completato il quadro con un messaggio altrettanto rilevante sul piano industriale: la crescita non passa soltanto da ingressi laterali, ma anche dall’investimento su chi è già dentro.

Barbara Minella, già Counsel nell’area Labour & Employment, entra nella partnership. Il profilo evidenzia un’esperienza consolidata in assistenza giudiziale e stragiudiziale in diritto del lavoro e relazioni industriali: procedimenti disciplinari, licenziamenti, riorganizzazioni, welfare, policy aziendali, parità di genere, due diligence in operazioni di M&A e trattative sindacali, con assistenza anche a dirigenti e amministratori.

In parallelo, Marco Ramunni passa da Senior Associate a Counsel, con competenze in diritto del lavoro e civile (contrattualistica, disciplinare, licenziamenti, due diligence M&A, recupero crediti e assistenza previdenziale). Elettra Mochetti avanza da Associate a Senior Associate, con un focus su real estate e societario, assistendo società nazionali e multinazionali su asset retail, hotellerie e leisure, oltre alla gestione di centri commerciali e hotel.

Il perimetro delle promozioni non è casuale: labour e real estate sono practice “di tenuta” nei cicli economici complessi, spesso correlate a riorganizzazioni, ottimizzazione degli asset, trasformazioni aziendali e operazioni straordinarie. Rafforzarle con leadership interna contribuisce a stabilizzare il capitale professionale e a costruire continuità nel servizio ai clienti.

La regia: multidisciplinarità, crescita per linee interne e reputazione come investimento

A fare da filo conduttore è la visione dichiarata dal Managing Partner, Francesco Conti, che ha legato promozioni e ingressi al consolidamento delle practice core e alla capacità di offrire “soluzioni su misura” in contesti complessi e dinamici. Nella comunicazione sull’M&A, Conti ha inoltre sottolineato come le nuove professionalità permettano di “elevare” l’assistenza in un’area dove lo studio ha già gestito numerose operazioni nei primi quattro mesi di attività, con un approccio “sartoriale e integrato” coerente con la vocazione multidisciplinare.

Sul piano economico-organizzativo, la combinazione delle tre notizie – parità certificata e pay equity, innesti mirati su M&A, promozioni interne nelle practice strategiche – delinea un modello di crescita che punta a essere scalabile senza perdere coerenza: processi HR misurabili, presidio dei segmenti a maggior valore (operazioni straordinarie e gestione del rischio), e valorizzazione delle competenze come vantaggio competitivo.

In un mercato dove il brand degli studi si costruisce tanto con i deal quanto con la credibilità interna, Solving sembra voler giocare d’anticipo: attrarre e trattenere talenti, dare segnali chiari ai clienti sulla solidità delle practice e, contemporaneamente, posizionarsi su standard organizzativi che stanno diventando driver di scelta per imprese, investitori e manager. Una strategia che, più che una sequenza di annunci, appare come un progetto industriale.