L’AI entra nello Studio: da “curiosità tecnologica” a infrastruttura di lavoro tra norme, dati e responsabilità

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L’Intelligenza Artificiale sta smettendo rapidamente di essere un tema “da convegno” per diventare un elemento strutturale dell’organizzazione degli Studi. Non è un dettaglio semantico: quando una tecnologia entra nei flussi di lavoro, cambia la catena delle responsabilità, modifica la gestione del rischio e impone nuove scelte su dati, processi e presìdi. È esattamente su questo crinale – tra opportunità e governance – che si colloca la giornata formativa “L’Intelligenza Artificiale a supporto dell’attività professionale”, in programma il 23 gennaio 2026 a Venezia.

Perché adesso: l’innovazione corre, la compliance la raggiunge

Il punto, oggi, non è più capire “se” l’AI verrà usata negli Studi, ma in che modo: con quali limiti, con quali controlli, con quali clausole nei mandati e con quale strategia di gestione del dato. La spinta è duplice.

Da un lato, la pressione competitiva: i clienti si aspettano risposte più rapide, analisi più strutturate, reportistica più chiara, con tempi e costi che non aumentino proporzionalmente alla complessità. Dall’altro, l’evoluzione regolatoria europea: l’AI Act è entrato in vigore il 1° agosto 2024 e diventa pienamente applicabile il 2 agosto 2026, con tappe intermedie che impattano direttamente sull’adozione di strumenti e modelli, inclusa l’AI literacy (obblighi di alfabetizzazione) dal 2 febbraio 2025 e gli obblighi per i modelli di AI “general purpose” dal 2 agosto 2025.

Tradotto in pratica professionale: la tecnologia non si può più “subire” né adottare per sperimentazione disordinata. Serve un metodo: governare l’AI come si governa un processo rilevante, con regole interne, tracciabilità, policy sui dati e confini chiari tra ciò che è automatizzabile e ciò che resta – necessariamente – decisione e responsabilità del professionista.

L’evento: una giornata pensata per la “messa a terra”

L’incontro, promosso da ADCEC Tre Venezie in collaborazione con ODCEC Venezia, nasce con un taglio dichiaratamente operativo: norme, responsabilità, dati, casi d’uso. Non un catalogo di “strumenti”, ma un percorso per capire dove l’AI può realmente generare produttività senza comprimere garanzie e qualità.

La struttura della giornata è lineare: la mattina costruisce le fondamenta (cornice normativa, compliance, dati), il pomeriggio entra nei due ambiti dove l’AI è già in forte accelerazione: revisione/controlli e automazione di processo.

Mattina: regole, responsabilità, dato

Ad aprire i lavori sono previsti i saluti istituzionali del Presidente ADCEC Tre Venezie Michele Sessolo. Il primo intervento tecnico è affidato a Tommaso Di Nardo (Fondazione Nazionale di Ricerca Commercialisti ETS), con un focus sul quadro e sulle novità più recenti, utili per leggere correttamente l’impatto dell’AI negli Studi tra adozione attuale e prospettive.

Il secondo snodo è quello più delicato: governare l’AI significa definire responsabilità e confini, soprattutto in un contesto dove l’output può essere “convincente” ma non necessariamente corretto. L’intervento di Andrea Battistella (avvocato cassazionista, esperto privacy) entra in questo terreno: compliance, responsabilità, e – tema spesso sottovalutato – clausole nei mandati professionali per regolare correttamente uso degli strumenti, gestione della riservatezza, limiti e controlli.

A completare la mattina c’è il tema che decide il successo o l’insuccesso di ogni iniziativa digitale: i dati. David Bianconi (dottore commercialista e revisore legale, esperto PowerBI) mette al centro qualità, governance e “cambio di veste” del professionista in un ecosistema data-driven: perché l’AI “ragiona” tanto meglio quanto più i dati sono affidabili, coerenti, tracciati e ben strutturati.

Pomeriggio: revisione e automazioni “da scrivania”

Nel pomeriggio l’attenzione si sposta sui casi a maggiore intensità applicativa.

Da un lato, la revisione legale al tempo dell’AI, affrontata da Robert Braga (professore a contratto UNIUPO, dottore commercialista digitale): un tema che interseca direttamente la qualità del controllo, l’affidabilità delle evidenze e la capacità di mantenere una catena di auditability quando parte del lavoro è supportato da sistemi intelligenti.

Dall’altro, la dimensione più “operativa”: Diego Barberi (dottore commercialista digitale) chiude con un approccio concreto che guarda agli strumenti, alla configurazione di un sistema sul proprio PC e, soprattutto, alla progettazione di skills e automazioni di processo. È qui che l’AI smette di essere “assistente generico” e diventa componente integrata di un workflow: ricerche, bozze, check-list, estrazioni e normalizzazioni, predisposizione di documenti e report, sempre con controllo umano e procedure di verifica.

Il confronto con il mercato: demo e casi già operativi

Un elemento distintivo della giornata è la scelta di affiancare al panel tecnico anche contributi dimostrativi, con soluzioni già operative.

Sistemi, con Olindo Giamberardini responsabile marketing di prodotto, porta un focus sui casi d’uso dell’AI nei processi di Studio: strumenti di supporto agli operatori (anche via chatbot), gestione delle informazioni sugli aggiornamenti e applicazioni su operatività quotidiana – dalle riclassificazioni ai movimenti bancari fino alla contabilizzazione – nella logica di ridurre lavoro ripetitivo mantenendo presidio e controllo.

Alavie invece, con Carla Fantoni (direttore commerciale) e Federico Coltro (coordinamento consulenti tecnici) invece, affronta un’area ad alta sensibilità di rischio: l’antiriciclaggio. Il contributo è dedicato a “L’Agente Digitale al Servizio del Sistema Antiriciclaggio di Studio” e presenta la piattaforma LAEGIS Accountant, pensata per digitalizzare e automatizzare le procedure AML (KYC, raccolta e verifica documentale, titolare effettivo, fascicolo e firma elettronica), integrando agenti digitali basati su IA per supportare proattivamente gestione rischi, alert e verifiche.

Il nodo strategico: produttività sì, ma “difendibile”

Nel Tax & Legal, la produttività non è mai un valore isolato: deve essere difendibile. Significa che l’adozione dell’AI va misurata non solo in tempo risparmiato, ma in capacità di:

  • documentare le scelte (tracciabilità),
  • separare proposta automatica e decisione professionale,
  • ridurre il rischio di errori “plausibili” (hallucinations) con procedure di verifica,
  • proteggere riservatezza e dati,
  • standardizzare la qualità degli output (check e controllo qualità).

È questa la chiave economica del tema: l’AI non riduce “il lavoro”, riduce la quota di lavoro a basso valore e aumenta il peso della fase di controllo, indirizzo e responsabilità. Per molti Studi, la partita vera è organizzativa: policy interne, formazione, data governance, e un set minimo di regole per evitare che l’adozione sia lasciata alla somma di iniziative individuali.

Un segnale per il Triveneto: competenze e comunità

Il fatto che l’appuntamento sia promosso nel perimetro ADCEC Tre Venezie, in collaborazione con ODCEC Venezia, segnala un messaggio: la trasformazione non è solo tecnologica, è di comunità professionale. La competenza, oggi, non è soltanto “sapere usare un tool”, ma saperlo collocare nella cornice normativa, nella gestione del rischio e nella qualità del servizio reso.

Tutti i dettagli e gli aggiornamenti sull’evento sono disponibili nella pagina dedicata sul sito dei Commercialisti del Triveneto.