Dolomiti Bus potenzia il trasporto pubblico per le Olimpiadi invernali con nuovi mezzi

Bond: «c’è il problema di trovare personale per garantire il servizio. Ogni sindaco trovi un nuovo autista che noi lo assumiamo».

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Presentazione nuova flotta Dolomitibus per le olimpiadi.

In vista dell’evento olimpico che s’inaugura nei prossimi giorni, Dolomiti Bus ha potenziato il servizio di trasporto pubblico tramite l’investimento di 5 milioni di euro, finanziati da dall’azienda per circa 3,7 milioni e Regione Veneto per circa 1,5 milioni, con cui sono stati acquistati 14 nuovi autobus Setra e Mercedes che vanno a svecchiare l’età media del parco macchine portandolo a 6 anni contro una media nazionale che viaggia oltre i 14 anni. Il trasporto pubblico è fondamentale per il successo dell’evento e per assicurare la necessaria logistica tra le aree di parcheggio e i campi di gara.

«Vedere oggi questi mezzi vuol dire che l’effetto olimpico si fa sentire» ha detto l’assessore regionale con delega al Belluense, Dario Bond, intervenuto alla presentazione assieme a Diego Luzza, assessore regionale ai Trasporti.

Sono 5 autobus interurbani a due piani ad alta capacità (Setra S531 – ognuno del valore di circa 550.000 euro), 4 autobus urbani ibridi (Mercedes Citaro K Hybrid) e 5 autobus extraurbani (Mercedes turismo) che serviranno a movimentare parte dei 230.000 spettatori attesi per l’evento. «Sono tutti dotati delle più moderne tecnologie – spiega l’amministratore delegato di Dolomiti Bus, Stefano Rossi – come assistenza alla frenata, riconoscimento pedoni e ciclisti, accessibilità agevolata».

Lo sforzo di Dolomiti Bus è particolarmente forte, perché nelle giornate di punta saranno operativi 108 autobus aggiuntivi e 210 conducenti in più, praticamente il raddoppio dell’offerta normale.

Lo sforzo rischia però di essere di corto respiro per la cronica mancanza di autisti, tanto da fare lanciare a Bond l’appello a ciascun sindaco della provincia a «trovare un giovane che noi lo assumiamo. La mia preoccupazione è che, a fronte a questi investimenti, rimanga un’atavica carenza di personale, che lavora in condizioni difficili, in montagna. È dunque necessario trovare tutti noi una forma integrativa per aiutarli a lavorare meglio e far sì che i loro sacrifici siano ben pagati: altrimenti si rischia che il pullman, anche se nuovo, non arrivi alla corsa degli studenti perché l’autista non c’è».

Una difficoltà confermata da Rossi: «ho amministrato diverse aziende in Italia ed Europa, ma la complessità nel reperire personale per Dolomiti Bus non l’ho mai trovata altrove. Abbiamo progetto in cui crediamo molto: assumiamo giovani, li formiamo e paghiamo loro la scuola guida per la patente D e la CQC, carta di qualificazione del conducente».

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