Si è svolto a Venezia nella sede della regione Veneto il primo tavolo per la sburocratizzazione convocato dall’assessore allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci.
«Da anni seguo il tema della sburocratizzazione, anche a livello nazionale, e so quanto le imprese, più che incentivi e forme di finanziamento, chiedano la semplicità nelle procedure. Noi cercheremo di individuare le linee della nostra azione, ma abbiamo bisogno comunque del contributo da parte delle associazioni di categoria – ha detto Bitonci -. La burocrazia costa al Veneto circa una decina di miliardi, lo dicono gli studi dei nostri massimi rappresentanti su questi temi, come la Cgia di Mestre, quindi quasi mezza manovra nazionale».
Per questo motivo, ha osservato l’assessore regionale, «è importante cercare di ridurre i tempi e avere portali unici» perché gli imprenditori sono confusi e «cercano da una parte e dall’altra».
Per Bitonci, l’utilizzo della tecnologia, «cioè la digitalizzazione, ci aiuterà moltissimo sul tema della semplificazione. Con l’utilizzo di Cie e Spid, si entra nei portali senza dover immettere per l’ennesima volta tutti quanti i dati, e l’impresa quando entra in un portale regionale deve averli già tutti, l’amministrazione pubblica non deve richiederli mille volte, e così è anche in sanità, è tutto un processo».
«Salutiamo favorevolmente l’avvio del tavolo per la sburocratizzazione voluto dell’assessore Bitonci. L’incontro è stato positivo – ha commentato alla fine dell’incontro il segretario generale di Confcommercio Veneto, Eugenio Gattolin – perché ha permesso di cominciare un confronto nuovo su uno dei temi che più stanno a cuore delle associazioni di categoria: la lotta ai lacci e lacciuoli normativi, degli uffici e anche di una certa mentalità, che spesso frenano l’azione delle aziende, le quali invece chiedono semplificazione, supporto, tempi certi per gli investimenti e lo sviluppo».
Per Confartigianato, secondo il presidente, Roberto Boschetto, «nel prossimo triennio l’economia italiana è attesa su un sentiero di bassa crescita, frenata anche dall’inefficienza della spesa pubblica e dalla scarsa qualità dei servizi amministrativi. Un fattore che incide direttamente sulla competitività delle imprese, in particolare di micro e piccole dimensioni. I dati evidenziano un forte ritardo del nostro Paese: solo il 48,3% dei cittadini italiani si dichiara soddisfatto dei servizi amministrativi, contro una media OCSE del 65,7%. A fronte di una spesa pubblica primaria elevata, la qualità dei servizi resta bassa: appena il 34% dei cittadini esprime un giudizio positivo, dato che colloca l’Italia al penultimo posto in Unione europea».
Per Confartigianato Imprese Veneto sburocratizzare non significa deregolare, ma semplificare in modo intelligente, a partire dalla digitalizzazione estesa e interoperabile, con banche dati che dialogano tra loro, trasmissione diretta delle istanze ed eliminazione delle richieste ripetute di documenti; standardizzazione regionale dei procedimenti, con modulistica unica, front-office digitali uniformi e tempi certi; nomenclatura omogenea dei procedimenti; razionalizzazione delle competenze, riducendo il numero di enti coinvolti e individuando un unico referente per procedimento; proporzionalità degli oneri in funzione del rischio e della dimensione dell’impresa.
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Telegram
https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano
https://www.facebook.com/ilnordestquotidian
X
© Riproduzione Riservata































