Altvelox va all’attacco dei misuratori di velocità illegittimi in Trentino

Denunciati gli apparecchi di Isera e di Mori. Il Giudice di pace mette fuori combattimento l’autovelox di Grigno. Sottile: «ripristinare la legalità e cancellare gli abusi delle amministrazioni comunali».

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Continua la lotta di Altvelox contro l’abuso degli apparecchi automatici di rilevazione della velocità piazzati sulle strade dalle varie amministrazioni locali, spesso più per esigenze di bilancio che per reali necessità di garantire la sicurezza stradale.

Nei giorni scorsi, l’associazione ha provveduto a denunciare alcune amministrazioni comunali in Trentino. Ad Isera sono stati denunciati sindaco e vicesindaco dopo le esternazioni a mezzo stampa in cui si festeggiava il ripristino dell’autovelox finito vittima di un attacco vandalico che aveva abbattuto il palo di supporto piazzato sulla provinciale, soddisfatti perché la “produttività” dell’autovelox era tornata ai livelli del primo anno di attività, ben 191.000 euro incassati dal varco piazzato al Mossano.

E a fare compagnia agli amministratori di Isera, nella querela ci sono anche i vertici della polizia locale, il segretario comunale, il commissario di governo, il responsabile della polizia stradale e il dirigente del servizio strade della Provincia di Trento.

Da Isera a Mori: qui Altvelox contesta ai vertici del comune, al segretario comunale, i vertici della polizia locale, il segretario comunale, il commissario di governo, il responsabile della polizia stradale e il dirigente del servizio strade della Provincia di Trento l’autovelox piazzato in località Loppio sulla trafficatissima statale che dall’autostrada porta sul lago di Garda perché l’apparecchio sarebbe privo della documentazione atta a dimostrarne l’omologazione, la sua catalogazione nell’archivio nazionale oltre a una discussione sulla sua effettiva esistenza.

A fare discutere è stata una comunicazione del dirigente della sezione di Polizia stradale di Trento inviata ad Altvelox in cui si afferma che «allo stato attuale non risulta la funzionalità di alcun dispositivo di rilevamento elettronico della velocità lungo la S.s. 240 nel territorio del comune di Mori (TN), nemmeno sulle tratte indicate come autorizzate dal decreto commissariale dell’11 giugno 2025 n. 0060797».

«Si tratta di una negazione netta dell’esistenza di un apparecchio ben visibile, segnalato e noto da anni – afferma il presidente di Altvelox Gianantonio Sottile Cervini – perché qualcuno rappresenta una realtà che non coincide con quanto risulta all’organo di controllo tecnico e istituzionale. SI tratta di uno scarto giuridicamente rilevante perché incide su trasparenza e correttezza dell’azione amministrativa e verificabilità dei presupposti sanzionatori».

E la situazione si complica con un funzionario del Commissariato di governo che conferma la posizione della Polstrada, con una doppia certificazione di inesistenza di un apparecchio esistente e che, molto probabilmente, frutta in modo consistente alle casse del comune di Mori. E anche in questo caso, Altvelox invita le autorità competenti a spegnere l’apparecchio finché non sarà fatta chiarezza sulla sua evidente esistenza fisica, ma negata a livello amministrativo.

Intanto, un’altra macchina succhia soldi finisce azzoppata: il Giudice di pace di Borgo Valsugana, intervenendo su un ricorso di un automobilista multato dall’autovelox di Grigno piazzato sulla Supervalsugana, ha accolto l’istanza rigettando l’opposizione del comune, rilevando la mancata omologazione del dispositivo, così come da disposizione di legge e in conformità con la giurisprudenza della Cassazione.

Anche in questo caso, Sottile esprime la soddisfazione: «il Giudice di pace di Borgo Valsugana non ha potuto che applicare le norme e rifarsi alle sentenze della Corte di Cassazione che in materia di dispositivi automatici di rilevamento della velocità sono ormai chiare e consolidate contro il tentativo delle amministrazioni comunali di considerare come equivalenti l’omologazione con l’autorizzazione».

«Come Altvelox ora auspichiamo che il comune di Grigno provveda al più presto in autotutela a disattivare il dispositivo automatico di rilevazione della velocità fin tanto che non sarà sottoposto a regolare omologazione – prosegue Sottile -. Se il comune non ottempererà nell’arco temporale più breve possibile, ci riserviamo di segnalare alla Procura della Repubblica la giunta comunale per omissione di atti d’ufficio e di abuso di potere nell’impiego continuato illegale di un’apparecchiatura al solo fine di estorcere agli automobilisti denaro da utilizzare per mere esigenze del bilancio comunale, senza alcuna correlazione con la reale sicurezza stradale. Invitiamo altresì gli utenti della strada che dovessero ricevere contravvenzioni originate dall’apparecchio illegale posto sulla statale della Valsugana nel comune di Grigno a proporre ricorso al Giudice di pace e a segnalarci l’avvio della procedura».

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