Confartigianato Treviso: sbloccare l’accordo commerciale con il Mercosur

Export territoriale in crescita. Sartori: «molte imprese artigiane sono all’interno di filiere produttive che esportano e trarrebbero molti benefici dall’accordo».

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Se l’accordo di libero scambio tra India e Ue è stato sottoscritto senza intoppi, viceversa quello con il Mercosur ha subito molti incagli e soprattutto dal mondo manifatturiero se ne reclama la sua attivazione, come chiede Confartigianato Treviso che sottolinea i vantaggi anche per il mondo dell’artigianato che, anche se quasi sempre non coinvolto in prima persona, ne è protagonista indiretto tramite le filiere produttive con cui collabora attivamente.

La Marca Trevigiana, tra settembre 2024 e ottobre 2025, ha esportato verso Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay 108.387.292 euro, con una crescita del 5% rispetto al 2023-2024. Il 45% del fatturato esportato, quasi 50 milioni di euro, ha riguardato macchinari e attrezzature, seguiti da articoli e in gomma e materie plastiche (7,6%), apparecchiature elettriche (7,1%) e prodotti della metallurgia (6,2%).

«Molte imprese artigiane non esportano direttamente -, spiega il presidente di Confartigianato Treviso, Armando Sartori -, ma sono parte integrante delle filiere produttive della metalmeccanica e della meccanica strumentale. Il Mercosur rappresenta i veri paesi emergenti che hanno bisogno di allargare il loro mercato, lì ci sono aziende che stanno aspettando i nostri prodotti, la situazione va sbloccata al più presto».

Già oggi settori tipici dell’artigianatoMade in Trevisoesportano in America Latina. È il caso degli articoli in pelle con 2.896.000 euro di fatturato, il 2,7% del totale dell’export, cresciuti in un anno del 23%. Segue da vicino l’abbigliamento, con 2.425.000 euro (2,2%), che tuttavia conferma la sua crisi con una perdita dell’11,7%.

È boom del legno e dei prodotti in legno, con un balzo in avanti del 117,7%, raggiungendo quasi 292.000 euro di export. È cresciuto del 37,6% anche il tessile, settore in sofferenza, quasi 625.000 euro. Bene i mobili che con 2.293.000 euro (2,1% del totale) di export hanno aumentato la loro quota del 16%.

«In un contesto geopolitico sempre più incerto – rimarca Sartori -, segnato dalle politiche protezionistiche degli Stati Uniti e dalla crescente pressione delle importazioni cinesi in Europa, la diversificazione dei mercati resta per noi una leva fondamentale. Ci sono tante imprese in quei mercati che hanno bisogno proprio di un prodotto artigianale più che un prodotto di massa e sono mercati alla portata degli artigiani proprio perché sono paesi in evoluzione».

Il mercato più importante per l’export della Marca Trevigiana è il Brasile, che acquista quasi 73 milioni di euro (67,3%), seguito dall’Argentina, con quasi 24 milioni di importazioni (21,9%). Più deboli i mercati dell’Uruguay (5,7%), del Paraguay (4,1%) e della Bolivia (1%).

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