La Conferenza dei presidenti della Comunità d’azione Ferrovia del Brennero (CAB), la cui presidenza per il 2025-2026 è in capo al Trentino, si è riunita a Trento, alla presenza degli assessori ai trasporti del Trentino e del Land Tirolo.
L’assessore provinciale all’urbanistica, energia, trasporti, sport e aree protette del Trentino, Mattia Gottardi, ha portato i saluti del presidente della Provincia e ha ricordato che nel 2025 la CAB ha lavorato alla definizione di uno studio sul sistema di intermodalità delle merci sull’asse Monaco-Verona, utile per avere un quadro esaustivo di tutte le infrastrutture.
Gottardi ha poi toccato il tema della paventata chiusura da parte di Deutsche Bahn di un tratto di linea a sud di Monaco, per la ristrutturazione tecnologica della ferrovia. In vista dei fortissimi disagi che potrebbero verificarsi, unitamente agli attuali rallentamenti che il traffico alternativo su gomma subisce in territorio tirolese per i lavori su ponte Lueg, è necessario pensare fin da subito a delle azioni di coordinamento politico e tecnico rispetto alla gestione del cantiere bavarese: il rischio di una chiusura totale per cinque mesi porterebbe pesanti conseguenze per il trasporto intermodale e soprattutto per la libera circolazione delle merci.
Gli interrogativi riguardano non solo il disagio per i trasportatori, ma anche la ricaduta in termini di costi maggiori sui consumatori finali. Una questione dunque di importanza primaria da affrontare, per trovare alternative alla chiusura totale della linea bavarese.
L’obiettivo principale della Comunità d’azione Ferrovia del Brennero in questi anni è stato migliorare l’efficienza del trasporto merci regionale e locale, ridurre il traffico stradale e promuovere attivamente la transizione verso opzioni di trasporto decarbonizzate. Per il Trentino, che ha già ricoperto in passato il ruolo della presidenza, la missione primaria è il tema dell’intermodalità, al fine di realizzare il passaggio dalla strada alla ferrovia. In quest’ottica si stanno portando avanti i lavori infrastrutturali della Galleria di base del Brennero e della circonvallazione ferroviaria di Trento.
Gli obiettivi della presidenza trentina della CAB riguardano la promozione del ruolo dell‘intermodalità come elemento prioritario in relazione agli scenari di breve e medio termine che vedranno una riduzione generalizzata della capacità autostradale per interventi di manutenzione programmata, l’ottimizzazione del trasporto merci su ferro legato all’aumento della domanda per questo tipo di trasporto e la semplificazione delle procedure transfrontaliere, con il coordinamento delle azioni tra le regioni.
A margine della Comunità d’azione Ferrovia del Brennero c’è stata la firma dell’intesa “iMONITRAF!” per la prosecuzione dell’importante progetto di monitoraggio del traffico lungo i valichi alpini.
Da Amburgo a Verona, da Palermo a Monaco: per la loro posizione nel cuore d’Europa e lungo i corridoi di trasporto europei, alcune regioni alpine soffrono il traffico intenso. Già dal 2005 i territori dell’Euregio Tirolo, Alto Adige e Trentino collaborano con la Svizzera centrale nell’ambito di “iMONITRAF!”: raccolgono principalmente cifre e dati, realizzano iniziative comuni e rappresentano congiuntamente i propri interessi all’esterno.

Questa collaborazione proseguirà fino al 2028: gli assessori ai trasporti René Zumtobel (Tirolo), Daniel Alfreider (Alto Adige) e Mattia Gottardi (Trentino) hanno firmato il nuovo accordo “iMONITRAF!” a Trento.
Zumtobel sottolinea un nuovo punto chiave dell’accordo: «vogliamo rendere più uniforme e coordinato lo scambio di dati: i risultati degli studi, i conteggi del traffico e i valori della qualità dell’aria, così da pubblicare in modo più rapido ed efficiente i dati raccolti, che costituiscono la base per le raccomandazioni politiche».
«Spostare il trasporto merci su rotaia anziché su strada è una priorità assoluta della strategia “iMONITRAF!” – ha detto Alfraider -. Favorire lo scambio di dati affidabili è quindi fondamentale: solo così è possibile contribuire, con decisioni basate su dati reali, allo sviluppo ulteriore della politica dei corridoi».
«Anche passare ai camion elettrici a batteria offre un potenziale di risparmio, anche se non così elevato come quello su rotaia» evidenzia Gottardi, illudendosi che nel campo del trasporto pesante l’elettrico sia un’alternativa percorribile, quando è molto meglio puntare subito sulla diffusione di biodiesel utilizzabile su tutti i mezzi già in circolazione o investire sul Gnl, anche quest’ultimo sempre più disponibile da fonte rinnovabile.
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