La Giunta regionale del Veneto adotta il Defr 2026-2028

Stefani: «nel Documento di Economia e Finanza Regionale la centralità della persona e partecipazione fulcro delle scelte regionali».

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Giunta regionale del Veneto alberto stefani elezioni regionali
Il presidente del Veneto, Alberto Stefani.

La Giunta regionale del Veneto ha adottato il Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) 2026-2028, l’atto di programmazione strategica su cui si costruisce la manovra di bilancio 2026-2028. A partire dalla tarda primavera, al fine di migliorare sempre di più le scelte politiche, il processo di programmazione sarà arricchito coinvolgendo i territori e i portatori di interesse nella definizione delle politiche future.

«Il Veneto che immaginiamo è una società a misura d’uomo, in cui ciascuno possa riconoscersi come persona e come parte unica di una Comunità coesa, innovativa, laboriosa e solidale. Questo principio guida tutte le scelte politiche regionali dei prossimi anni – ha detto il presidente della Regione, Alberto Stefani -. Il Programma di Governo 2025-2030 nasce dalla consapevolezza che la principale sfida del nostro tempo è demografica e sociale. Per affrontarla è necessario mettere al centro la persona, rafforzare la collaborazione con le amministrazioni locali e consolidare il senso di appartenenza a un’unica grande Comunità. L’obiettivo è tutelare le persone più fragili, garantire il pieno funzionamento del Sistema Sanitario Regionale, assicurare un futuro alle nuove generazioni e promuovere l’esercizio responsabile dell’Autonomia nella gestione di servizi e risorse strategiche. Centrale anche il sostegno a un sistema produttivo capace di coniugare tradizione e innovazione, nel rispetto dell’ambiente e nella valorizzazione del patrimonio culturale veneto».

Le politiche previste per il 2026 avvieranno l’attuazione del Programma di Governo, a partire dalla semplificazione amministrativa e dalla riduzione degli oneri burocratici. I tavoli sulla sburocratizzazione e sul coordinamento con il mondo universitario rappresentano i primi strumenti concreti di un metodo fondato sulla partecipazione.

Un’attenzione trasversale sarà dedicata ai giovani, protagonisti delle politiche regionali su lavoro, formazione, competenze e innovazione, con l’obiettivo di rendere il Veneto una terra di opportunità e favorire l’accesso ad abitazioni a prezzi sostenibili.

Il 2026 sarà inoltre segnato dalla conclusione degli interventi del PNRR, che sul territorio veneto superano i 14,5 miliardi di euro, e dalla prosecuzione della programmazione dei fondi europei, anche attraverso la recente riprogrammazione del PR Veneto FESR 2021-2027, con particolare attenzione al tema dell’abitare e alla resilienza idrica.

«L’Autonomia – conclude Stefani – è un valore fondamentale se responsabile e vicina ai cittadini, capace di garantire a tutti gli stessi diritti. Un patto di efficienza tra istituzioni e cittadini, fondato sul lavoro e sulla solidarietà».

«Con questo DEFR – afferma l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti – la Regione compie una scelta politica chiara: mettere al centro la persona ed i suoi bisogni, in particolare i giovani con le loro grandi potenzialità, il lavoro, la sicurezza garantendo al tempo stesso una gestione rigorosa e responsabile delle risorse pubbliche, in un contesto finanziario nazionale ed europeo particolarmente complesso».

Il documento individua tre ambiti cardine attorno ai quali sarà costruita l’azione di governo regionale e il bilancio dei prossimi anni:

  • Sociale e Salute, come pilastri della coesione e della qualità della vita, con attenzione alle comunità, ai servizi sanitari, all’inclusione, alla disabilità, agli anziani, ai giovani e alle famiglie;
  • Economia e Tecnologia, per sostenere lavoro di qualità, con particolare attenzione a quello dei giovani, competitività e innovazione, accompagnando le transizioni produttive e digitali, anche attraverso Industria 5.0, Sanità 5.0, e l’utilizzo strategico dei dati;
  • Territorio e Infrastrutture, con un impegno mirato sulla sicurezza, sulla manutenzione e sulla valorizzazione delle aree montane, rurali e più fragili, in un’ottica di riequilibrio territoriale e di tutela ambientale.

«La programmazione – sottolinea Giacinti – non è un esercizio astratto: è lo strumento con cui traduciamo le priorità politiche in scelte concrete. Il bilancio che costruiremo su questa base dovrà essere in grado di dare risposte ai bisogni reali delle persone e delle comunità».

Il Defr tiene conto del quadro di riferimento della finanza pubblica, fortemente condizionato dall’instabilità geopolitica internazionale e dalla nuova governance economica europea.

«Il contesto è caratterizzato da vincoli stringenti sulla crescita della spesa pubblica – spiega l’assessore al bilancio –, ma anche da segnali positivi sul piano della credibilità finanziaria del Paese, come il rientro del deficit sotto il 3% del PIL e il miglioramento del rating sobvrano. È dentro questa cornice che le Regioni sono chiamate a esercitare responsabilità e capacità di governo».

Particolare attenzione è riservata alla sanità, che rappresenta la principale voce di spesa regionale. La legge di bilancio dello Stato 2026 prevede il rifinanziamento del Servizio sanitario nazionale con nuove risorse pari a 2,4 miliardi nel 2026 e 2,65 miliardi a decorrere dal 2027, portando il finanziamento complessivo a 142,9 miliardi nel 2026.

«È un segnale importante – osserva Giacinti – che va nella direzione di rafforzare il sistema sanitario pubblico, anche se resta necessario lavorare per stabilizzare nel tempo il rapporto tra spesa sanitaria e PIL».

Il documento affronta inoltre il tema del concorso delle Regioni agli obiettivi di finanza pubblica. «Le Regioni – evidenzia l’assessore – hanno sempre fatto la loro parte e continuano a sostenerla, ma il contributo richiesto, in particolare a partire dal 2026, pone criticità evidenti. Per il Veneto si tratta di oltre 500 milioni di euro nel periodo 2023-2029. È un tema che va affrontato con equilibrio, tenendo conto dei limiti strutturali delle finanze regionali e della necessità di non comprimere i servizi ai cittadini».

Nel Defr, in cui sono presenti indicatori di monitoraggio del Benessere Equo Sostenibile (BES) e della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile, trovano spazio anche le prospettive legate al federalismo fiscale e all’Autonomia differenziata. «Ci aspettiamo passi concreti – conclude Giacinti – sia sull’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni, sia sul rafforzamento dell’Autonomia finanziaria delle Regioni. Autonomia significa responsabilità, ma anche risorse certe e adeguate per garantire diritti uniformi su tutto il territorio».

Con l’adozione del DEFR si apre ora la fase consiliare, che si concluderà con l’approvazione del bilancio regionale 2026-2028. 

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