Corridoio Imec a rischio concorrenza della rotta polare

A Trieste un vertice sul futuro del porto. Consalvo: «bisogna avere infrastrutture adeguate».

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Corridoio Imec

Il corridoio Imec India-Mediterraneo potrebbe avere vita difficile ancora prima di nascere, visto che si prospetta una forte concorrenza della rotta polare sempre più navigabile per molti mesi all’anno, che consente di ridurre sensibilmente i tempi di navigazione AsiaEuropa, tagliando fuori i porti del Mediterraneo a favore di quelli del Nord Europa.

L’allarme lo ha lanciato il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenendo al convegno sulla portualità a Trieste, secondo cui «ci troviamo di fronte a sfide globali, che qualcuno magari vede molto distanti, ma che condizionano e condizioneranno la vita anche di questa terra. Parlare di rotta polare vuol dire che tutte le rotte del Far East, ovvero Cina ed altri Paesi, passeranno, per arrivare in Europa, dalla parte Nord, dai porti del Nord Europa. Significa che non Trieste, ma tutto il Mediterraneo rischia di essere annullato, massacrato, e vuol dire quindi imprese, lavoro ed entrate economiche, se noi non iniziamo a progettare il futuro».

Di qui la spinta della Regione a «rafforzare l’IMEC – ha specificato Fedriga -, ovvero la rotta che dall’India arriva in Europa proprio attraverso il porto di Trieste. Su questo ho incontrato anche la scorsa settimana il vice ambasciatore tedesco, con cui abbiamo parlato di questa opportunità». Se questo fattore non viene considerato a fondo, secondo Fedriga «rischiamo fra qualche anno di non accorgerci di quello che stava accadendo e di far pagare, ai cittadini che vivono in questa terra, il prezzo di mancate scelte e mancate strategie».

Da parte sua, il presidente dell’Autorità portuale di Trieste e Monfalcone Marco Consalvo, ha sottolineato come «l’Italia è al centro del Mediterraneo, siamo la piattaforma logistica per eccellenza» e in relazione a iniziative come il corridoio Imec o in merito alla futurarotta polare”, «dobbiamo essere pronti». Per Consalvo Imec e «altri progetti hanno una derivata geopolitica e di posizionamento mondiale tali per cui bisogna avere adeguate infrastrutture per intercettare i flussi relativi».

Se in generale «in questi anni, anche di Covid, i porti hanno dimostrato resilienza perché serviamo mercati maturi come l’Europa», davanti, sottolinea Consalvo, «abbiamo sfide non banali: la geopolitica e conflitti internazionali sono complessi e stanno ridisegnando le egemonie mondiali».

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