Foraggiamento degli ungulati: il Consiglio di Stato stoppa il Trentino

0
407
foraggiamento degli ungulati

La sesta sezione del Consiglio di Stato ha pubblicato la sentenza sul ricorso presentato dalla LAV per contrastare il foraggiamento degli ungulati a fini venatori autorizzato dalla provincia di Trento. Il foraggiamento è una pratica utile ai cacciatori per incrementare il numero degli animali da uccidere, ma è scientificamente provato che danneggia gli ecosistemi, il benessere degli animali che si alimentano dalle mangiatoie e contribuisce a creare orsi confidenti, dunque potenzialmente pericolosi, nei confronti delle persone.

Una sentenza salutata positivamente dai protezionisti della LAV: per Massimo Vitturi, responsabile area animali selvatici, «ora la Provincia di Trento deve adeguarsi alle indicazioni fornite dal massimo organo della Giustizia amministrativa».

Il foraggiamento degli animali selvatici, mediante l’installazione di strutture in legno che fungono da contenitori e distributori di cibo, è una pratica ampiamente diffusa su tutto il territorio provinciale, allo scopo di fornire un surplus alimentare nel periodo invernale agli ungulati, in particolare cervi e caprioli. Così facendo i cacciatori si garantiscono un maggior numero di animali da poter uccidere nella successiva stagione venatoria.

Il foraggiamento è però fortemente criticato dal mondo scientifico, perché altera gli equilibri naturali tra fauna e territorio, violando la tutela della biodiversità e degli ecosistemi come riconosciuta dalla sentenza del Consiglio di Stato secondo cui la «tutela della biodiversità e dell’ecosistema, affermata dall’art. 9 Cost. come modificato dalla l. cost. n. 1/2022 (…) dovrebbe imporre di evitare quelle pratiche (nel caso in esame il foraggiamento) che alterino l’equilibrio naturale ed il rapporto tra le specie animali e tra queste ultime l’uomo, comportando conseguenze dannose maggiori rispetto ai benefici ritraibili dalle singole specie animali nel cui interesse la pratica è attuata».

Si tratta infatti di una pratica che può incidere fortemente sul comportamento degli orsi che, attratti dal cibo custodito nelle strutture costruite dall’uomo, diventano “confidenti”, perché tendono a perdere la naturale diffidenza nei confronti dell’essere umano. Lo stesso orso M90 è stato ucciso proprio perché, pur non avendo mai aggredito nessuno, aveva sviluppato un comportamentoconfidente” a causa della frequentazione dei cassonetti dei rifiuti non adeguatamente protetti.

La Provincia di Trento ha sempre risposto in maniera evasiva, parziale o addirittura non ha mai dato riscontro alle richieste formulate dalla LAV per porre fine alle attività di foraggiamento degli ungulati, costringendo l’associazione animalista a rivolgersi alla Giustizia amministrativa allo scopo di tutelare la sicurezza dei cittadini e degli orsi.

La sentenza del Consiglio di Stato impone ora alla Provincia di Trento di riesercitare il proprio potere di sospendere, secondo i profili indicati dal Giudice amministrativo, la pratica del foraggiamento almeno nel Distretto della Alta Val di Non, Val di Sole, Distretto di Chiese, Distretto Giudicarie e Distretto Rendena, tenendo conto dell’avvicinamento dell’orso alle mangiatoie, dell’incidenza di questa pratica sul periodo di letargo dell’orso, sulla vicinanza dell’orso e delle mangiatoie ad ambienti frequentati dall’uomo nonché delle evidenze scientifiche relative alla correlazione tra approvvigionamento dell’orso con cibi messi a disposizione dell’uomo e la maggiore aggressività di tale animale nei confronti dell’uomo medesimo. 

Per anni la LAV ha chiesto alla Provincia di Trento lo smantellamento dei siti di foraggiamento, indicati dalle evidenze scientifiche quali elementi che possono mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Ma la Provincia ha sempre risposto che tali strutture erano regolarmente autorizzate, infischiandosene della possibilità che qualche persona potesse entrare in contatto con orsi resi confidenti proprio da quelle strutture

«Ora verificheremo che la Giunta Fugatti si adegui puntualmente a quanto imposto dal Consiglio di Stato – afferma la LAV -: non è più tollerabile che la Provincia continui ad essere succube della lobby dei cacciatori anche a costo di mettere a rischio la sicurezza di orsi e cittadini».

E a conferma come dalle parti della giunta leghista la sentenza del Consiglio di Stato sia stato un piatto indigesto, una nota emessa dalla giunta provinciale interpreta a proprio favore il contenuto della sentenza, salvo prendere un colossale abbaglio, affermando che il foraggiamento rimane una pratica ammessa. «La nota dell’ufficio stampa della Provincia, conferma come la Giunta trentina non agisce nemmeno rispettando le proprie leggi che, pur ammettendo il foraggiamento, lo vietano nelle aree di presenza degli orsi, come scrive il Servizio Faunistico in una comunicazione ai comuni, e come dichiarato dall’assessore provinciale Mario Tonina durante una seduta del Consiglio provinciale» conclude Vitturi.

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/ilnordest

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian

X

x.com/nestquotidiano

© Riproduzione Riservata