Oli vegetali esausti: nel 2025 raccolte da Hera 118 tonnellate che si trasformeranno in biocarburanti

Evitata emissione, lungo l'intera filiera, di 334 tonnellate equivalenti di CO2, oltre all’inquinamento nello smaltimento scorretto nelle fognature.

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Oli vegetali esausti

Il gruppo Hera insieme con i marchi della ristorazione Chef express e Roadhouse del gruppo Cremonini continuano ad alimentare la mobilità sostenibile grazie alla raccolta degli oli vegetali esausti (Ove), come ad esempio gli oli di frittura.

Nel 2025 il progetto ha recuperato 118 tonnellate di Ove destinati alla produzione di biocarburante «che sono andati così ad alimentare la transizione ecologica dei trasporti, uno dei settori dove è più complessa la sfida della decarbonizzazione».

Complessivamente, dal 2022, anno di partenza del progetto, sono state valorizzate 485 tonnellate di oli vegetali esausti. Gli Ove sono stati raccolti presso i punti di ristoro Chef Express e di altri marchi gestiti dal leader della ristorazione in viaggio. Si tratta, in tutto, di 184 cucine distribuite su tutto il territorio nazionale, con una più forte concentrazione in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio.

Il processo inizia con separazione e stoccaggio degli oli vegetali esausti nelle cucine di ogni ristorante da parte di personale appositamente formato da Chef Express. Tali scarti sono poi prelevati da Hera direttamente nei ristoranti e sottoposti a un pretrattamento secondo i rigidi parametri di qualità della multiutility, che consente poi l’ingresso nelle bioraffinerie, dove avviene la trasformazione in biocarburante per le stazioni di rifornimento.

Il biocarburante ricavato dagli Ove raccolti nel 2025 ha consentito di evitare l’emissione, lungo l’intera filiera, di 334 tonnellate equivalenti di CO2 rispetto alla medesima produzione da fonti fossili: un contributo alla qualità dell’aria pari a circa 3.346 alberi a medio fusto.

«In Italia circa il 38% degli oli vegetali esausti, pari a oltre 100.000 tonnellate, viene generato da industria alimentare, ristorazione e artigianato – spiega Giulio Renato, direttore centrale servizi ambientali e flotte Hera -. Attività come questa permettono di valorizzare un potenziale ancora in gran parte inespresso, contribuendo a rafforzare l’autonomia energetica e la sostenibilità dei trasporti nel nostro Paese».

Nel recupero e riutilizzo degli oli vegetali esausti c’è ancora molto da fare, specie presso le cucine delle famiglie, dove troppo spesso questi sono smaltiti nello scarico fognario, con problemi sia sul funzionamento della rete fognaria sottoposta a più alta possibilità di intasamento con la formazione di depositi di grasso, che nel trattamento depurativo delle acque, quando questi esistono e funzionano regolarmente. Per non dire dell’elevatissimo impatto ambientale quando questi finiscono direttamente nei fiumi, laghi e mari del Belpaese, inquinando gravemente l’ambiente.

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