L’eurodeputato Elisabetta Gualmini eletto nel collegio NordEst, passa dal Pd ad Azione. «E’ un po’ come tornare a casa – ha spiegato – abbiamo fatto tante battaglie comuni. Il Pd ha cambiato struttura, c’è stata una mutazione genetica, che porta un riposizionamento nella sinistra radicale che taglia fuori la cultura del riformismo di cui ho sempre fatto testimonianza».
Gualmini ha annunciato anche che aderirà al gruppo europeo di Renew Europe e che voterà sì al referendum sulla giustizia. «Non arriveranno le cavallette – ha detto la neocalendiana -. Voterò sì, penso che sia una riforma giusta, se il governo fa delle cose buone noi le votiamo. E’ un criterio pragmatico».
Con la segretaria del Pd, Elly Schlein, «ho parlato. Ci metto la faccia, ci siamo parlate, spiegate. C’è stima reciproca e un ottimo rapporto personale che non si modificherà. Credo che abbia compreso la mia scelta» ha proseguito Gualmini, smentendo una sua possibile discesa in campo per la poltrona da sindaco di Bologna dopo la non entusiasmante esperienza del suo ex compagno di partito, Matteo Lepore: «non intendo candidarmi a Bologna, voglio arrivare al gruppo europeo e lì stare, ho il profilo adeguato ad occuparmi delle tematiche fra Bruxelles e Strasburgo»
Aderendo a Renew Europe Gualmini ha detto di voler far politica «in uno spazio senza alcuna ambiguità sul sostegno all’Ucraina. Cosa vuol dire “no al riarmo, sì alla difesa comune?”. O “no alla difesa nazionale sì alla difesa comune?”. Nel Pd «ho registrato ambiguità, c’è un’alleanza con chi in Ue vota contro le armi in Ucraina».
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