La crisi del comparto dela pesca in Veneto, specialmente nel settore dei molluschi, sta attraversando dal 2025 un crollo del fatturato da 120 a circa 13 milioni di euro e la chiusura di centinaia di partite Iva.
Il comparto, in particolare quello delle vongole nell’Alto Adriatico, è fermo da oltre 15 mesi, con pesanti ripercussioni occupazionali e produttive, come riscontrato in zone come il Basso Polesine.
A pesare sulla crisi anche i provvedimenti di fermo pesca per tre mesi per alcune specie ittiche e alcune restrizioni ambientali che finiscono con il gravare negativamente su un settore già in crisi.
La situazione ha portato a una forte mobilitazione, con proteste da parte dei pescatori (come quelli di Chioggia e Venezia) e l’attivazione di incontri istituzionali in Regione per cercare soluzioni, inclusi aiuti per il comparto e il rinnovo delle concessioni
Proprio per fare un nuovo punto sulla situazione, l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Dario Bond, ha presieduto un incontro istituzionale convocato a Palazzo Balbi per affrontare la grave crisi che sta colpendo il settore delle imprese di pesca professionale, che operano con motopescherecci dotati di draga idraulica. All’incontro erano presenti anche il vicepresidente della Regione del Veneto, Lucas Pavanetto, e l’assessore regionale al lavoro, Valeria Mantovan, il prefetto di Venezia Darco Pellos, il vicecomandante della Direzione Marittima di Venezia Daniele Diguardo, i rappresentanti delle principali organizzazioni di categoria e ai consorzi di gestione, Veneto Agricoltura e consiglieri regionali.

«Il documento che abbiamo condiviso non è un atto formale, ma un impegno politico e operativo. Ognuno degli intervenuti lo ha fatto proprio, senza distinguo. Significa che istituzioni, categorie e pescatori hanno scelto di assumersi insieme la responsabilità di una proposta concreta, credibile e unitaria – ha detto Bond -. Il quadro è estremamente grave. Ad oggi 110 motopescherecci sono fermi da ottobre 2024. Parliamo di centinaia di famiglie e di un intero indotto che vive una paralisi produttiva da un anno e mezzo. Non siamo di fronte a una semplice flessione di mercato, ma a un vero e proprio collasso ecologico ed economico».
Al centro del confronto, la situazione drammatica della raccolta delle vongole di mare messa in ginocchio dagli effetti combinati del granchio blu, dell’aumento delle temperature, delle mucillagini e dei fenomeni di alterazione degli ecosistemi marini. Per il 2024 è stata riconosciuta la calamità naturale da parte del Masaf, con l’assegnazione al Veneto di 1.211.166 euro, mentre è ancora atteso il riconoscimento per il 2025.
Nel corso del tavolo è stato condiviso ed approvato all’unanimità un documento indirizzato ai ministri competenti (Ambiente e Agricoltura), che rappresenta una piattaforma organica di intervento per il comparto dei molluschi bivalvi del Nord Adriatico. Il testo, sottoscritto dalle principali associazioni nazionali della pesca e dell’acquacoltura, richiama la “drammatica emergenza” in atto e definisce la crisi della vongola di mare come una paralisi produttiva che dura da oltre 18 mesi, determinata da mortalità anomale legate all’effetto sinergico di shock termici, acidificazione, inquinamento e proliferazione di specie invasive. Viene evidenziato come le marinerie di Chioggia e Venezia si trovino in una condizione di collasso ecologico ed economico, con gravi ripercussioni sull’intero tessuto costiero.
Tra i punti qualificanti del documento vi è la richiesta di integrare in modo esplicito le istanze del settore nel Piano nazionale di ripristino previsto nell’ambito dell’attuazione del Regolamento UE 2024/1991, sottolineando la necessità che le misure interessino prioritariamente la fascia costiera fino al limite delle 12 miglia nautiche, dove la pressione climatica e antropica è più intensa e dove operano le flotte della piccola pesca e delle draghe idrauliche.
Il testo propone inoltre l’istituzione di un’autorità per il ripristino della sostenibilità, con funzioni di coordinamento strategico tra i ministeri competenti, valutazione preventiva dell’impatto socioeconomico delle misure ambientali e regia degli interventi, indirizzando risorse e indennizzi verso le aree maggiormente colpite.
Sul piano delle misure straordinarie, il documento chiede indennizzi diretti e straordinari per le imprese e per i circa 500 operatori fermi da un anno e mezzo; il rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per la pesca e l’acquacoltura, oggi privo di risorse; un programma volontario di arresto definitivo per le unità autorizzate alla draga idraulica; misure di decontribuzione e sgravi fiscali per evitare il fallimento delle aziende e la perdita di ulteriori posti di lavoro nell’indotto; l’attivazione di progetti di monitoraggio ambientale remunerati, valorizzando i pescatori come “sentinelle del mare” durante le fasi di ripristino della risorsa.
Per affrontare la crisi del settore, la Regione del Veneto nei mesi scorsi è intervenuta con risorse proprie: 570.000 euro per la rivitalizzazione dei fondali dei molluschi bivalvi, 30.000 euro per un progetto specifico sul granchio blu in aggiunta agli 1,5 milioni di euro del Feampa, oltre al progetto triennale di gestione dei molluschi in Adriatico da 300.000 euro l’anno fino al 2026.
«Abbiamo fatto e continueremo a fare la nostra parte – ha ribadito Bond – ma la dimensione della crisi richiede un salto di scala. Serve una governance nazionale forte, capace di coniugare tutela ambientale e sopravvivenza del tessuto produttivo. Il Nord Adriatico è oggi il punto più fragile del sistema, ma anche il luogo da cui può partire un nuovo modello di gestione sostenibile. Il messaggio che esce dal Tavolo è chiaro: il Veneto non lascia soli i suoi pescatori. Lavoreremo in modo compatto e unitario per restituire prospettiva, reddito e dignità a un settore che è economia, identità e presidio del nostro mare».
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Telegram
https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano
https://www.facebook.com/ilnordestquotidian
X
© Riproduzione Riservata































