Vicenza, quando l’“estero” entra in agenda: dai commercialisti una Giornata del Triveneto sulla fiscalità dei gruppi internazionali

Dal “dove si tassa” al “come si governa il rischio”: a Vicenza una giornata in presenza dei commercialisti del triveneto per orientarsi tra stabile organizzazione, doppia imposizione, credito d’imposta estero, CFC, transfer pricing ed exit tax.

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C’è una scena che nel Nord Est si ripete sempre più spesso. Un’impresa che ha imparato a vendere fuori dai confini — prima qualche fattura, poi un distributore, poi una filiale — a un certo punto si accorge che non sta soltanto “crescendo”: sta cambiando forma. E con la forma cambiano le domande. Dove si produce il reddito? Dove si tassa? Quando una presenza commerciale diventa stabile organizzazione? Come si evita la doppia imposizione senza trasformare la compliance in un labirinto?

È su questo passaggio, tipico delle aziende esportatrici e delle realtà che lavorano in filiera, che si innesta la Giornata del Triveneto, organizzata dall’Associazione Dottori Commercialisti Esperti Contabili delle Tre Venezie, in presenza a Vicenza dedicata a “La fiscalità dei gruppi d’impresa internazionali”, in programma venerdì 20 febbraio 2026 al GHV Hotel di Creazzo (VI). Un appuntamento organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza e con il sostegno di Eutekne Formazione e Sistemi spa.

L’impianto è dichiaratamente operativo: non un elenco di norme, ma una mappa di scelte. Si parte alle 09:30 (registrazione dalle 09:00) e si lavora in due blocchi, 09:30–13:30 e 14:30–17:30, con pausa pranzo.

Ad aprire i lavori sono i saluti di Michele Sessolo, Presidente di ADCEC Tre Venezie e di Margherita Monti presidente dell’ODCEC di Vicenza. La regia della giornata è affidata a Giancarlo Allione (Gruppo di studio Eutekne), che presenta e modera: un dettaglio non secondario, perché quando i temi sono tecnici il “come” li si attraversa conta quanto il “cosa”.

La mattina è costruita come il racconto delle prime decisioni che cambiano la traiettoria di un gruppo. Piergiorgio Valente entra subito nel punto che, in molte imprese, arriva prima ancora della pianificazione fiscale: le diverse forme di investimento all’estero — unità locali, sede secondaria con rappresentanza stabile, società — e il bivio tra stabile organizzazione e società, fino ai tratti essenziali della branch exemption.
A seguire, Robert Frei ricompone il quadro delle fonti che governano la tassazione transnazionale: normativa interna, direttive UE, convenzioni OCSE e, soprattutto, i rimedi contro la doppia imposizione tra esenzioni, limitazioni delle pretese e credito d’imposta.

Il cuore “da studio” arriva con il focus sul credito d’imposta per i redditi esteri: Emanuele Lo Presti Ventura affronta ratio, imposte estere rilevanti, dichiarazione in cui chiedere la detrazione e i limiti della disciplina interna, con l’apporto delle convenzioni e i riflessi della giurisprudenza recente. Prima della pausa, già spazio alle risposte ai quesiti: il punto in cui la giornata smette di essere lezione e diventa confronto.

Nel pomeriggio, il racconto cambia registro: dalle scelte alle zone di rischio. Lo Presti Ventura entra nelle “patologie” tipiche della fiscalità internazionale — esterovestizione, CFC, stabile organizzazione occulta (anche nidificata), dividendi e plusvalenze extra-UE “privilegiati” — cioè quei casi in cui un’impostazione sbagliata non produce solo inefficienza, ma esposizione.
Poi si torna al gruppo come macchina organizzativa: Valente affronta il transfer pricing (art. 110 TUIR, linee OCSE, procedure e penalty protection, fino al tema dell’applicabilità tra soggetti residenti). E Frei chiude sul dinamismo delle riorganizzazioni: operazioni straordinarie, exit tax italiana e step-up dei valori in ingresso. Anche qui: domande, risposte, casi.

Il messaggio di fondo è coerente con la traiettoria economica del Nord Est: l’internazionalizzazione non è più un capitolo accessorio, ma un pezzo di governance. E il ruolo di chi assiste l’impresa — professioniste e professionisti dell’area economico-giuridica — non si riduce agli adempimenti: è capacità di leggere struttura, rischio, regole e strategia in un unico disegno.

Massimo Casagrande