Il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, all’Irccs “Sacro Cuore” di Negrar ha partecipato all’inaugurazione del nuovo robot chirurgico “Da Vinci 5” e di un sostanzioso ampliamento e restyling del Pronto Soccorso. L’Irccs, inoltre, si è dotato del robot “Da Vinci single port” e di ION, il broncoscopio robotico per la diagnosi delle neoplasie polmonari difficilmente raggiungibili con i sistemi di biopsia tradizionali.
«Oggi inauguriamo il nuovo robot “Da Vinci 5”, un’attrezzatura di ultima generazione per interventi chirurgici, talmente innovativa da essere dotata di sensori che permettono al chirurgo di dosare capillarmente la forza applicata – ha detto Stefani -. Il robot chirurgico “Da Vinci 5” rappresenta un vero valore aggiunto sia per il paziente sia per i professionisti, che possono disporre di strumenti di sempre maggiore precisione. Il traguardo raggiunto oggi lo dimostra ancora una volta: la persona può e deve essere sempre di più al centro del sistema sanitario. Il nostro impegno, sin dall’inizio della legislatura, mira a potenziare il rapporto tra ospedali e territorio, e a portare le cure e l’assistenza sempre più vicine alla persona, ai suoi bisogni e a quelli dei suoi familiari. Puntando anche sulle nuove tecnologie, come accade anche in questo caso».
Con il nuovo robot “Da Vinci 5” all’IRCCS di Negrar sarà impiegato in tre diverse specialità chirurgiche: ginecologica, urologica e colorettale. Grazie a questa evoluzione del sistema, il chirurgo potrà “sentire” la tensione e la pressione sui tessuti durante l’intervento, come se il braccio del robot diventasse un tutt’uno con il proprio. Ciò permette di calibrare la forza di azione con estrema precisione, riducendo il rischio di danni ai tessuti delicati, le complicanze e la perdita di sangue, con risultati clinici migliori e tempi di degenza ridotti.

È il primo robot “tattile” capace di riprodurre la sensibilità umana come mai prima, destinato a trasformare la pratica chirurgica negli ospedali di tutto il mondo.
«Ampliando la nostra flotta robotica con l’arrivo del robot “Da Vinci 5”, l’IRCCS di Negrar apre una nuova era e segna tre primati: è il primo in Italia ad acquisire questa nuova piattaforma, il primo a utilizzarla e l’unico a essere dotato di un sistema di chirurgia completamente robotica, che include già il robot “Da Vinci Xi”, operativo nelle nostre chirurgie dal 2014, il robot “Da Vinci single-port” e il robot diagnostico ION, con 600 interventi eseguiti solo nel 2025 – commenta Claudio Cracco, amministratore delegato del “Sacro Cuore Don Calabria” -. L’adozione della nuova tecnologia, che contribuisce a rendere la chirurgia più efficiente, precisa e sicura, dimostra il nostro impegno a rimanere all’avanguardia nel processo tecnologico per offrire ai pazienti il miglior standard di cura possibile».
«Il cuore della rivoluzione introdotta dal “Da Vinci 5” è il suo “tocco sensibile”. Questa tecnologia, denominata “Force Feedback”, è una vera svolta nella chirurgia robotica – spiega Stefano Cavalleri, direttore dell’UOC di Urologia -. Grazie a un sistema di sensori posizionati vicino alle punte degli strumenti, il robot misura in tempo reale la trazione e le forze direzionali esercitate, così il chirurgo, seduto alla consolle, torna a “sentire” i tessuti che tratta, come se il braccio del robot fosse un unicum con il proprio».
«Ciò gli permette di calibrare la forza di azione, consentendogli di procedere con una chirurgia “dolce” sui tessuti che vengono inevitabilmente stressati durante l’intervento, riducendo il rischio di complicanze e perdita di sangue, con esiti clinici migliori e tempi di degenza ridotti – aggiunge Marcello Ceccaroni, direttore dell’Unità Operativa Complessa (UOC) di Ginecologia e Ostetricia -. Questa straordinaria evoluzione tecnologica crea una sorta di unisono tra il chirurgo e il robot che permette una ripresa più rapida dopo una chirurgia radicale, senza che il “fattore umano” venga mai perduto. Ed è proprio questo elemento che, unito alla tecnologia, fa una grande differenza nella cura dei nostri pazienti».
«Il “Da Vinci 5” è stato progettato per raggiungere un livello di precisione e sicurezza ancora maggiori, grazie alla strumentazione con “Force Feedback” – sottolinea Vincenzo De Marco responsabile dell’Urologia robotica -. Sarà come operare con le proprie mani, ma con una visione magnificata e un controllo assoluto. Il nuovo sistema ha una potenza di calcolo 10.000 volte superiore ed è predisposto per programmi di intelligenza artificiale finalizzati a fornire un’analisi dettagliata di ogni procedura, aiutando il chirurgo a migliorare le proprie prestazioni a beneficio del paziente».
«Anche la visione tridimensionale è potenziata di 4 volte, permettendo al chirurgo di vedere le strutture anatomiche sensibili, di cui deve avere estrema cura nei movimenti chirurgici, con una precisione e accuratezza senza precedenti – aggiunge Giacomo Ruffo, direttore dell’UOC di Chirurgia Generale -. Si tratta di una tecnologia che facilita il lavoro del chirurgo e lo rende più sicuro. Il robot “Da Vinci 5” è la realizzazione dell’evoluzione che auspicavamo nella chirurgia robotica e un vero valore aggiunto rispetto alla chirurgia laparoscopica che con i robot precedenti non avevamo».
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