Olimpiadi invernali Milano-Cortina: i territori delle gare denunciano cali di fatturato

Effetto boomerang dell’evento: le gare olimpiche hanno tenuto lontano gli sciatori “normali”, facendo calare sensibilmente i fatturati degli impianti di risalita. Pronta la richiesta di ristori al governo.

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Olimpiadi invernali Milano-Cortina impianti sciistici dell'Appennino

Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina sono state senz’altro un successo quanto ad evento sportivo, mediatico, organizzativo e di promozione dei territori e dei prodotti tipici, molto meno sul completamento delle opere non sportive che verranno terminate, se lo saranno, attorno al 2033, ma sono state un boomerang per l’attività degli impianti invernali a partire da quelli di risalita che durante i 15 giorni di gare olimpiche hanno visto un crollo dei passaggi dei turisti della neve.

Da qui parte la richiesta dei territori interessati dagli eventi olimpici rivolta al governo di intervenire con una serie di ristori a favore degli esercenti degli impianti delle stazioni sciistiche, dal Trentino alla Valtellina al Cortinese.

L’ipotesi di battere cassa al governo per possibili cali di fatturato era già stata valutata e presentata in via preliminare dagli impiantisti prima dell’evento, salvo essere rispedita al mittente con la motivazione che questi territori, a fronte di un calo temporaneo di fatturato nelle due settimane olimpiche, avrebbero comunque ricevuto ingenti investimenti in termini di infrastrutture, servizi di mobilità e, soprattutto, di ribalta internazionale, una pubblicità gratuita destinata ad essere un investimento per le prossime stagioni.

Di fronte ai primi conti in deciso disavanzo, gli impiantisti tornano a battere cassa, anche complice una situazione dove la politica nel tempo ha sicuramenteviziato” gli operatori del settore, assicurando aiuti sostanziosi agli investimenti per la realizzazione di impianti di risalita e di alberghi, ex novo o la loro ristrutturazione, finendo con il drogare un settore con ingenti iniezioni di denaro pubblico che ora, dopo un calo di incassi per due sole settimane, si vorrebbe ripetere per tenere le casse private degli operatori ben pasciute, nonostante possano ben affrontare il temporaneo calo guardando agli utili macinati nel corso delle ultime stagioni.

Si vedrà se la politica avrà sufficiente coraggio di resistere alla tentazione di allargare ulteriormente i cordoni della borsa a favore di un settore sicuramente non in crisi, visto che a fronte di bilanci con risorse in calo le priorità sono ben altre che non tenere indenni i fatturati delle aziende del circo bianco.

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