Arsenale 5 (Panchic) ottiene l’omologazione del concordato preventivo

Via libera al piano industriale e finanziario: nuova finanza, efficientamento produttivo e tutela della filiera veneta del brand Panchic. Nel team Gianni & Origoni e SAT per la parte legale, Consimp per l’advisory finanziaria.

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Con la decisione del  28 gennaio 2026, il Tribunale di Treviso, presieduto dal giudice Bruno Casciarri, ha omologato il concordato preventivo in continuità aziendale di Arsenale 5 S.r.l., realtà manifatturiera veneta attiva nel settore calzaturiero con il marchio Panchic, da oltre 15 anni punto di riferimento per uno stile contemporaneo, sostenibile e Made in Italy.

Arsenale 5 è assistita per gli aspetti legali da Gianni & Origoni con gli avvocati Paolo Dominis partner e l’associate Giacomo Rigoni e da SAT con l’avvocato Mirko Scantamburlo. Per l’advisor finanziario Consimp sono intervenuti i dottori commercialisti Daniele Vanin partner ed Enrico Bellan associate.
Il commissario giudiziale è il dottore commercialista Mario Conte, mentre l’attestatore è il dottore commercialista Nicola Zampieri.

L’omologa del concordato segna ufficialmente l’inizio di una nuova fase per l’azienda, con un piano di rilancio costruito per dare stabilità, valorizzare la filiera produttiva e rilanciare il marchio, già oggi riconosciuto da una rete di oltre 600 clienti wholesale in Italia e all’estero (Germania, Spagna, Francia, Austria, Russia).

“Abbiamo attraversato una fase molto complessa, ma l’attenzione al prodotto, la fiducia dei nostri clienti e la qualità del lavoro del nostro team ci hanno permesso di costruire una prospettiva concreta di rilancio”, afferma Leonardo Dal Bello, amministratore unico di Arsenale 5 – La sentenza del Tribunale conferma che la nostra azienda è viva, credibile, con fondamenta solide su cui costruire il futuro. È una grande responsabilità, che onoreremo giorno per giorno, insieme alle persone che ci hanno sempre creduto.”

I numeri della ripartenza

Nel 2025, nonostante le difficoltà macroeconomiche e settoriali, il valore della produzione si è attestato sui 5 milioni di euro, a testimonianza della solidità industriale e della risposta positiva del mercato.

Il piano di rilancio approvato prevede:

●      la continuità dell’attività manifatturiera, con interventi mirati per migliorare l’efficienza produttiva;

●      l’ingresso di nuova finanza già confermata;

●      la cessione di asset non più strategici;

●     la salvaguardia dei livelli occupazionali, in coerenza con l’identità dell’azienda e il valore riconosciuto ai lavoratori come primo capitale aziendale.

Oggi il team Arsenale 5 è composto da oltre 35 collaboratori diretti e un insieme di partner artigiani e produttivi lungo la filiera calzaturiera veneta, da sempre cuore pulsante del Made in Italy nel mondo.

Il piano è stato strutturato su due scenari finanziari, uno “di base” e uno “di sensitività”. In entrambi, è prevista la generazione di flussi di cassa positivi e il rimborso dei creditori secondo percentuali variabili tra il 13% e il 100% a seconda delle classi di merito.

Fiducia nel brand

Nella sentenza, il Tribunale di Treviso ha ritenuto il piano credibile e coerente con i requisiti di continuità e tutela dei creditori. I giudici hanno sottolineato che, nonostante la crisi, il marchio Panchic risulta ancora fortemente riconosciuto sul mercato, con “buone possibilità di competere nei prossimi anni”.

Una valutazione che conferma ciò che i numeri e il mercato già indicano: il cliente finale continua a scegliere e ri-scegliere Panchic, dimostrando una fidelizzazione crescente, frutto di un prodotto di qualità, autentico, comodo e riconoscibile.

Massimo Casagrande