Professioni: a quando la parificazione con le microimprese in Trentino?

Franzoia: «i professionisti costituiscono la punta professionale dell’economia trentina, ma sono penalizzati nell’accesso agli incentivi pubblici».

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La consigliere provinciale del Trentino, Mariachiara Franzoia (Pd).

Il mondo delle professioni è storicamente un “minus habens” nell’ambito dell’economia e nell’accesso agli incentivi pubblici per quanto riguarda gli investimenti e le agevolazioni, spesso tagliate su volumi di spesa decisamente più alti delle necessità di un professionista singolo o associato.

Per garantire anche al settore delle professioni la parificazione nell’accesso agli incentivi pubblici interviene la consigliere Mariachiara Franzoia (Pd) che in un’interrogazione rivolta al governo del Trentino evidenzia una serie di problematiche che andrebbero superate per consentire la crescita dell’economia locale.

«Premesso che il Parlamento è finalmente intervenuto per adeguare le normative relative all’accesso degli incentivi pubblici, superando una disparità di trattamento che fino ad oggi vedeva escluso il mondo delle professioni, realtà che per sua natura giuridica era legittimamente esclusa dall’obbligo dell’esercizio dell’attività in forma di impresa e, conseguentemente, dall’obbligo dell’iscrizione alla Camera di commercio, entrambi fattori indispensabili per l’accesso alle facilitazioni pubbliche – afferma Franzoia -, ora il nuovo Codice degli incentivi nazionale, entrato in vigore il 1° gennaio 2026, recepisce pienamente il principio comunitario di neutralità della forma giuridica, equiparando il professionista a una microimpresa e consentendogli l’accesso ai benefici riservati alle PMI».

In Trentino, la legge provinciale n. 6 del 2023, che regola le modalità di accesso alle agevolazioni pubbliche, secondo Franzoia «appare orientata alle esigenze delle aziende più strutturate, tagliando fuori il comparto delle professioni sia per la necessità di possedere una forma giuridica d’impresa, sia per il volume degli investimenti minimi fissato a 20.000 euro. Tale impostazione risulta oggi anacronistica e potenzialmente in contrasto con i Regolamenti UE (n. 1303/2013 e successivi), che definiscono come unità economica qualsiasi entità esercitante un’attività economica indipendentemente dalla forma giuridica».

Franzoia traccia il quadro del mondo delle professioni in Trentino: «considerando in Trentino, secondo il rapporto 2024 dell’Osservatorio delle Libere Professioni, annovera circa 13.000 soggetti, pari al 26,6% dei lavoratori indipendenti, è doveroso che l’Autonomia guardi con attenzione a questo mondo e, dentro le proprie competenze, preceda le norme nazionali, aggiornando e integrando le proprie norme evitando disparità di trattamento e introducendo anche il supporto per gli investimenti in Intelligenza Artificiale e Transizione 5.0, ambiti in cui i giovani di oggi devono poter investire per non essere erosi dalla concorrenza esterna. Risulta quindi indispensabile consentire l’accesso alle incentivazioni per abbattere i costi di avvio attività, specialmente per materiale tecnologico e informatico, che per altre categorie sono già ammessi a contributo».

Secondo il consigliere Pd «il mondo delle professioni in Trentino deve essere adeguatamente supportato dall’ente pubblico, anche per consentire ai tanti soggetti che ne fanno parte di non essere ingiustamente penalizzati rispetto ad altri soggetti economici solo per la diversa forma giuridica con cui esercitano legittimamente la loro attività».

Franzoia invita quindi il governo provinciale «ad attivarsi per modificare il prima possibile il quadro normativo locale garantendo così pari accesso e pari trattamento adeguando le soglie economiche degli investimenti alle effettive esigenze dei professionisti»

Ora la palla passa all’assessore allo Sviluppo economico e vicepresidente del Trentino, Achille Spinelli, chiamato a dare risposte puntuali e, possibilmente, concludenti alle legittime esigenze del mondo delle libere professioni, anche per evitare la fuga dei professionisti dalla Provincia a vantaggio di altre realtà che investono maggiormente sul comparto.

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